Vecchio indispensabile volante, quasi lo stesso da 126 anni.

Vecchio indispensabile volante, quasi lo stesso da 126 anni.

E’ il 1894 e il volante, uno degli elementi che si identificano con la stessa possibilità di guidare un veicolo, debutta su un’automobile. Lo fa nella prima competizione automobilistica della storia, la Parigi a Rouen, dove l’ingegnere francese Alfred Vacheron perfeziona il suo quadriclo Panhard & Levassor – spinto da un motore Daimler – con un volante che sostituisce le leve di comando utilizzate fino a quel momento.

Questo oggetto rotondo, facile da impugnare e idoneo a manovrare con maggiore sicurezza. Vacheron può così sterzare in modo più preciso e quindi sfruttare le caratteristiche del motore Daimler e aumentare la sua velocità. La sua invenzione consisteva in pratica in ‘un anello di presa’ circolare collegato al piantone dello sterzo da raggi, cioè secondo un principio di base che è stato valido fino ad oggi.

Prima che il volante si diffondesse completamente all’inizio del secolo scorso, c’erano molte soluzioni, tra cui alcune che assomigliavano al manubrio della bicicletta.

Nella sua auto a brevetto a tre ruote del 1886, Carl Benz usò una manovella rotante che trasmetteva l’azione dello sterzo del guidatore al piantone dello sterzo. Gottlieb Daimler equipaggiò il suo carrello a motore a quattro ruote dal 1886 con una maniglia a forma di croce.

Alla fine, il volante prevalse su le altre soluzioni semplicemente perché poteva essere azionato in modo intuitivo.
Insieme ai pedali e al sedile, è infatti l’interfaccia più importante tra conducente e auto rendendo possibile determinare l’esatta direzione di marcia. Già 120 anni fa sui modelli Mercedes-Simplex, il volante era dotato di leve che venivano utilizzate per regolare importanti funzioni del motore, come i tempi di accensione e la formazione della miscela.

E nel 1920 fu aggiunto un anello al volante per azionare il clacson.

Quello di un secolo fa rappresenta il primo passo in direzione dei volanti ‘multifuzione’ che oggi vengono normalmente utilizzati per azionare i sistemi di bordo, come computer di bordo, controllo vocale, telecomunicazioni e multimedia. Nei prossimi giorni – con il debutto della nuova Classe S – Mercedes presenterà un rivoluzionario volante ‘capacitivo’ con zone di controllo digitali.

Nei 126 anni di sviluppo, questo importante elemento dell’auto è continuamente evoluto tenendo conto di due fattori, ergonomia ed emozione, che sono alla base del rapporto che il guidatore (o il pilota nelle vetture da corsa cerca in questa interfaccia fisica con il mezzo meccanico. E’ il caso dell’esperienza tattile: se il volante non viene percepito come piacevole al tatto, ciò può influire sulla guida del veicolo.

L’ergonomia del volante include anche la sua posizione nel veicolo: I’auto da corsa Daimler Phoenix del 1900 e l’innovativa Mercedes 35 CV del 1901 avevano già dimostrato che l’inclinazione del piantone, e quindi del volante, permetteva di guidare in modo molto più efficace e dinamico. Ciò ha contribuito sia alla sicurezza di guida che al grande successo sportivo della Mercedes 35 CV nella settimana di Nizza del 1901.

Per ciò che riguarda le dimensioni, cioè il diametro del volante, fu solo con l’avvento del servosterzo che divenne possibile ridurrne l’imponenza.

La Mercedes 300 fu la prima berlina, nel 1958, ad essere dotata di tale sistema. A partire dagli Anni ’60, anche i veicoli commerciali Mercedes furono equipaggiati in misura crescente con servosterzo.
Mercedes stata è pioniera anche nella sicurezza passiva.
La W 111 ìtail fin’ del 1959 è stata la prima a presentare un volante con un grande cuscino di impatto imbottito, che ha ridotto il rischio di lesioni.

Nel 1967, Mercedes introdusse lo sterzo di sicurezza con piantone telescopico e ammortizzatore come equipaggiamento standard per tutti i modelli. Poi, nel 1981, fu introdotto l’airbag del guidatore montato proprio al centro del volante. Ma l’auto potrebbe perdere il volante? Mercedes ha immaginato questo scenario con largo anticipo, ben prima dei modelli a guida autonoma.

Ne è un esempio la concept F 200 Imagination presentata nel 1996, una vettura che veniva controllata con l’ausilio di una coppia di joy stick montati affiancati, perfettamente funzionanti. Tuttavia, il volante ‘fisico’ rimane l’opzione preferita, che si applica tanto alle auto di produzione che alle moderne monoposto da corsa con i loro sistemi di controllo altamente complessi.

 

Fonte Ansa

 

 

Share This
Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

Commenta!

Leave a Comment

Loading Facebook Comments ...