Squadra Abarth & Rally Collection: il tempio dello Scorpione che vive nel cuore delle Fiandre.

Squadra Abarth & Rally Collection: il tempio dello Scorpione che vive nel cuore delle Fiandre.

175 vetture, 5.000 metri quadrati, un’officina a vista, una biblioteca, un negozio e persino un caffè dedicato a Carlo Abarth. Ma soprattutto una storia di passione, ricerca e ostinazione: quella di Guy Moerenhout, ex pilota, artigiano e restauratore belga che ha trasformato il proprio amore per lo Scorpione in una delle più importanti collezioni Abarth.

Quando si pronuncia il nome Abarth, il pensiero corre inevitabilmente a Torino, alle officine, alle piccole Fiat trasformate in autentiche macchine da competizione e a quello Scorpione che, dal 1949, è diventato uno dei simboli più riconoscibili del motorismo sportivo italiano.

Eppure oggi, per incontrare uno dei più sorprendenti luoghi dedicati alla storia del marchio fondato da Carlo Abarth, bisogna attraversare le Alpi e raggiungere il Belgio.

È a Lier, nel cuore delle Fiandre, che si trova infatti la Squadra Abarth & Rally Collection, un vero e proprio tempio dedicato allo Scorpione, recentemente riprogettato dallo studio AIDarchitecten.

Cinquemila metri quadrati nei quali trovano posto 175 veicoli e numerose testimonianze di una storia automobilistica fatta di corse, preparazioni, tecnica e personaggi.

Ma definire la Squadra Abarth & Rally Collection semplicemente un museo sarebbe riduttivo.

Qui la storia dell’automobile non è soltanto esposta: continua a vivere.

Una collezione nata dalla passione

Dietro questa straordinaria raccolta c’è infatti una persona: Guy Moerenhout.

Ex pilota belga, artigiano e restauratore, Moerenhout ha dedicato la propria vita a salvare, recuperare, restaurare e riunire vetture che hanno scritto pagine importanti della storia delle competizioni su strada.

La sua non è stata soltanto una ricerca collezionistica. È stata una vera missione, costruita nel tempo attraverso la volontà di preservare automobili e testimonianze che altrimenti avrebbero potuto scomparire.

Il risultato è oggi raccolto sotto lo stesso tetto a Lier, dove lo Scorpione è protagonista assoluto, affiancato da altre importanti vetture italiane da rally.

Ed è proprio questa dimensione personale a rendere la collezione particolarmente affascinante: dietro ogni automobile non c’è soltanto un numero di telaio o una scheda tecnica, ma il lavoro di chi ha scelto di dedicare la propria vita alla conservazione della memoria del motorismo sportivo.

Non soltanto automobili

La nuova Squadra Abarth & Rally Collection è stata concepita come un’esperienza completa.

Accanto alle vetture è presente una officina a vista, dove i visitatori possono osservare il lavoro dei meccanici impegnati nei restauri. La conservazione, quindi, non viene nascosta dietro le quinte, ma diventa parte integrante del racconto.

Ci sono poi una biblioteca tematica, un negozio e il Carlo Caffè, spazio di ristoro dedicato naturalmente al fondatore dello Scorpione.

È un modo per immergersi completamente nella cultura del motorismo storico italiano, seguendo un percorso che porta dalla vettura alla tecnica, dalla documentazione alla vita quotidiana della collezione.

Le Abarth che hanno fatto la storia

Tra le protagoniste della raccolta spiccano alcuni esemplari di particolare interesse.

Una di queste è la Fiat Abarth 750 Record Monza, con carrozzeria in alluminio firmata Zagato: una delle espressioni più affascinanti di quella filosofia che rese celebri le piccole Abarth, capaci di trasformare cilindrate apparentemente modeste in autentici strumenti da competizione.

Ma nella collezione di Lier non mancano nemmeno autentiche curiosità.

Come le quattro Fiat 2300 Coupé Abarth Squadra Corse, tutte caratterizzate dalla fiammante livrea rossa della squadra ufficiale.

Sono vetture legate a una pagina particolare della storia dello Scorpione: dal 1° al 5 aprile 1963, sulla pista di Monza, furono protagoniste di una straordinaria serie di tentativi che portarono alla conquista di record sulle 5.000 miglia, sulle 48 ore, sui 10.000 chilometri e sulle 72 ore.

Quattro automobili che, oggi, non raccontano soltanto la storia di un modello, ma restituiscono l’immagine di un’epoca nella quale la pista rappresentava anche un laboratorio per dimostrare affidabilità, resistenza e capacità tecnica.

Lo Scorpione parla italiano, anche nelle Fiandre

C’è qualcosa di particolarmente suggestivo nel fatto che una delle più importanti celebrazioni della storia Abarth si trovi lontano da Torino.

È la dimostrazione di come il patrimonio dell’automobilismo italiano abbia ormai superato da tempo i confini nazionali, diventando patrimonio di una comunità internazionale di appassionati.

A Lier, nelle Fiandre, lo Scorpione continua così a raccontare la propria storia attraverso automobili, restauri, documenti e memorie.

E soprattutto attraverso la passione di un uomo che ha scelto di non limitarsi a conservare qualche automobile, ma di salvare un pezzo di cultura automobilistica.

La Squadra Abarth & Rally Collection diventa così qualcosa di più di un museo: è un luogo nel quale passato e presente dialogano continuamente.

Perché le automobili possono essere collezionate. La passione, invece, deve essere vissuta. E a Lier, lo Scorpione continua a correre.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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