WinteRace Cortina 2026: il fascino dell’inverno tra motori, passi e silenzi.
C’è un momento preciso, tra le Dolomiti, in cui il tempo sembra sospendersi. È quando il silenzio della neve viene interrotto dal suono pieno e rotondo di motori che arrivano da lontano, arrampicandosi lungo tornanti che conoscono la storia. È qui che, dal 19 al 21 marzo, prende vita la WinteRace Cortina, giunta alla sua tredicesima edizione.
Non è semplicemente una gara di regolarità: è un’esperienza che unisce guida, paesaggio e memoria, trasformando ogni chilometro in un racconto.
L’avvio è affidato a un prologo serale che ha il sapore delle sfide di un tempo. Le vetture si inerpicano lungo il Passo Giau, mentre la luce cala e l’asfalto si fa più intimo, quasi raccolto. Qui, tra prove di media e concentrazione assoluta, si entra subito nello spirito della manifestazione: quello di una regolarità vissuta con eleganza, più che con aggressività.
Poi arrivano le due tappe, dense e articolate, che portano gli equipaggi a percorrere oltre 490 chilometri complessivi, attraversando alcuni dei passi più iconici dell’arco dolomitico. Il Passo Falzarego, il Passo Pordoi e il Passo Costalunga diventano così parte integrante di un percorso che non è mai solo tecnico, ma profondamente emozionale.
La carovana si muove compatta, ma ogni vettura racconta una storia diversa. Sono settanta gli equipaggi al via, provenienti da otto Paesi, e ciò che colpisce è l’ampiezza del racconto automobilistico che si snoda lungo la strada: oltre novant’anni di evoluzione, dal 1935 fino ai modelli contemporanei.
Ad aprire simbolicamente questo viaggio è una Fiat 508 S, piccola, essenziale, autentica. Accanto a lei, vetture moderne della categoria Icon, a testimoniare un dialogo continuo tra passato e presente. È proprio questa convivenza a rendere unica la WinteRace: un equilibrio sottile tra memoria e attualità.
Non mancano poi le note di colore, quelle che rendono ogni evento davvero vivo. Tra le vetture più curiose spicca una Mini De Tomaso Turbo, che riporta immediatamente alla mente le atmosfere leggere e spensierate di Vacanze di Natale, accanto a Jerry Calà.
Un dettaglio che strappa un sorriso e che ricorda come l’automobile sia anche cultura pop, ricordo condiviso, immaginario collettivo.
Il viaggio prosegue poi verso Bolzano, dove le vetture trovano spazio tra le architetture eleganti di Piazza Walther. Qui il ritmo cambia: il pubblico osserva, si avvicina, fotografa. Gli equipaggi si concedono una pausa che diventa anche occasione di scoperta, con la visita al Museo Mercantile, quasi a ricordare che ogni viaggio è fatto anche di incontri e di cultura.
La seconda tappa è invece un inno alla natura più autentica. L’itinerario dei Cinque Laghi accompagna le vetture tra specchi d’acqua incastonati nella neve: il Lago di Dobbiaco, il Lago di Braies e, più avanti, il Lago di Misurina. Luoghi che non hanno bisogno di parole, ma che trovano nei passaggi delle auto storiche una nuova forma di racconto.
A Brunico, la sosta pranzo si arricchisce di significato con la visita al Messner Mountain Museum, dove la montagna viene interpretata, raccontata, vissuta. È un momento di respiro, prima di rimettersi in marcia verso Cortina, attraversando ancora passi, vallate e silenzi.
Inserita nel calendario del Circolo Veneto AutoMoto d’Epoca e insignita della Manovella d’Oro 2025, la WinteRace Cortina continua a crescere mantenendo intatta la propria anima. Un’anima fatta di passione autentica, di rispetto per la storia e di quella capacità tutta italiana di trasformare una competizione in un’esperienza.
E mentre le vetture fanno ritorno, con la neve che accompagna gli ultimi chilometri, resta una sensazione precisa: che eventi come questo non siano soltanto da raccontare, ma da vivere. Perché tra queste montagne, ogni curva è memoria, e ogni passaggio è già storia.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.


