Lancia Gamma: l’ammiraglia fuori dagli schemi che oggi compie cinquant’anni.
Nel marzo del 1976, sotto i riflettori del Salone Internazionale di Ginevra, Lancia svelava al mondo una delle sue creazioni più coraggiose e controcorrente: la Gamma. Non una semplice ammiraglia, ma una dichiarazione d’intenti.
Una vettura pensata per distinguersi, per rompere gli schemi e per riaffermare l’identità di un marchio che dell’innovazione aveva fatto la propria firma.
A cinquant’anni di distanza, la Gamma non è solo un ricordo: è una delle espressioni più autentiche del design automobilistico italiano degli anni Settanta. Un’auto che, forse incompresa al suo debutto, oggi appare straordinariamente moderna.
Il ritorno di Lancia tra le grandi
Dopo la fine della produzione della Lancia Flaminia, il marchio torinese aveva lasciato scoperto il segmento delle ammiraglie. Con la Gamma, questo vuoto viene colmato con decisione.
Siamo negli anni in cui Lancia, entrata nell’orbita Fiat, sta ridefinendo il proprio futuro. La Gamma nasce proprio in questo clima: una vettura di vertice che mantiene saldi i valori storici del marchio — trazione anteriore, raffinatezza tecnica e ricerca stilistica — ma li proietta in una dimensione nuova.
Non sarà un successo commerciale clamoroso, con circa 22.000 esemplari prodotti fino al 1984, ma diventerà col tempo un oggetto di culto. Un’auto per intenditori, capace di parlare a chi sa riconoscere il coraggio progettuale.
Il cuore innovativo: il boxer Lancia
Uno degli aspetti più affascinanti della Gamma è nascosto sotto il cofano. Lancia abbandona soluzioni più convenzionali e sviluppa un inedito motore a quattro cilindri contrapposti.
Un boxer interamente nuovo, leggero grazie all’ampio uso di alluminio, capace di erogare 140 CV nella versione 2.5 litri con una fluidità degna di una vera ammiraglia. Una scelta tecnica audace, quasi anticonformista, in linea con lo spirito della vettura.
Per il mercato italiano, arriva anche la variante due litri, pensata per aggirare la fiscalità penalizzante dell’epoca. Un compromesso intelligente, ma senza tradire l’equilibrio generale del progetto.
La berlina: un’ammiraglia che rompe le regole
Se c’è un elemento che rende la Gamma davvero unica, è la sua linea. Disegnata con la collaborazione di Pininfarina, la berlina si presenta con una configurazione a due volumi e coda tronca — una scelta sorprendente per una vettura di rappresentanza negli anni Settanta.
È un’auto che guarda avanti: aerodinamica curata (Cx 0,37), superfici vetrate ampie, luminosità interna e una concezione dello spazio che privilegia comfort e funzionalità.
Dentro, si respira l’atmosfera tipica delle Lancia di alta gamma: materiali raffinati, attenzione ai dettagli e una qualità percepita che ancora oggi colpisce. È una berlina pensata per viaggiare, ma anche per essere vissuta.
La Coupé: eleganza senza tempo firmata Pininfarina
Se la berlina sorprende, la Gamma Coupé incanta.
Nata dalla matita di Aldo Brovarone, è una Gran Turismo dalle proporzioni perfette: cofano lungo, linea filante e una pulizia formale che ancora oggi appare attuale.
L’abitacolo, progettato da Piero Stroppa, viene definito un vero “salotto viaggiante”. Un’espressione che racconta bene lo spirito della vettura: non solo un mezzo di trasporto, ma uno spazio da vivere, elegante e accogliente.
La Coupé riesce quasi a mettere in ombra la berlina, ma entrambe condividono una filosofia comune: offrire qualcosa di diverso, lontano dalle convenzioni.
Evoluzione e sperimentazione
Negli anni Ottanta, la Gamma si aggiorna con l’introduzione dell’iniezione elettronica Bosch e con interventi su design e interni. Ma è soprattutto il mondo dei prototipi a raccontare quanto questo modello fosse avanti.
Dalla visionaria Lancia Megagamma firmata da Giorgetto Giugiaro — anticipatrice delle moderne monovolume — fino alle interpretazioni di Pininfarina come la Scala e la Olgiata, la Gamma diventa un laboratorio di idee.
Segno evidente di quanto la sua architettura fosse fertile, aperta a nuove interpretazioni.
Un’eredità che guarda al futuro
Oggi la Lancia Gamma è riconosciuta per ciò che è sempre stata: un’auto diversa. Una vettura che non ha cercato di seguire il mercato, ma di anticiparlo.
Non a caso, il suo nome è stato scelto per una nuova ammiraglia del marchio. Un ritorno che non è nostalgia, ma continuità: perché la Gamma rappresenta ancora oggi l’essenza di Lancia — eleganza, innovazione e coraggio.
E forse è proprio questo il suo lascito più importante: aver dimostrato che anche nel mondo delle ammiraglie si può osare.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici. Forografie di Stellantis Heritage , che ringrazio!





