Amelia Island: Ferrari regina, ma è l’Italia intera a prendersi la scena.
Ci sono luoghi in cui il tempo sembra misurarsi in battiti di cuore e colpi di martello. Succede ogni anno in Florida, al Amelia Island Concours d’Elegance, dove il collezionismo internazionale si ritrova per celebrare il valore più autentico dell’automobile: quello che unisce storia, rarità e desiderio.
Nel 2026, l’asta organizzata da Gooding Christie’s ha confermato questa magia, trasformando Amelia Island in un palcoscenico dove il Tricolore ha brillato con una forza quasi inevitabile.
Dei 155 lotti presentati, ben 148 hanno trovato un nuovo proprietario, per un totale che supera i 72 milioni di dollari. Ma più dei numeri, a colpire è stata la qualità e il peso storico delle vetture protagoniste.
E in cima a tutte, ancora una volta, c’è lei: Ferrari.
La regina azzurra: un sogno chiamato California Spider
A dominare la scena è stata una straordinaria Ferrari 250 GT SWB California Spider, una delle sole 37 costruite con fari carenati. Non una vettura qualunque, ma un esemplare unico anche per la sua storia: realizzata in un raffinato azzurro metallizzato per essere esposta al Salone Internazionale dell’Auto di New York.
Una Ferrari che racchiude tutto ciò che rende il Cavallino un’icona: eleganza, sportività e un fascino senza tempo. Il colpo di martello finale, a 18,4 milioni di dollari, non è stato soltanto il punto più alto dell’asta, ma anche un nuovo record per l’evento.
Una cifra che racconta molto più del valore economico: racconta il desiderio, la rarità, e quella capacità tutta Ferrari di trasformare un’automobile in un’opera d’arte.
Maranello domina, ma l’Italia è protagonista assoluta
Non è stata solo una vittoria isolata. Ferrari ha occupato stabilmente la Top Ten con altre icone come la Ferrari 212 Export Spider, la Ferrari 750 Monza, la Ferrari 275 GTB/4 e la Ferrari 250 GT Lusso.
Un dominio che conferma quanto il marchio di Maranello continui a rappresentare il punto di riferimento assoluto nel mondo del collezionismo.
Ma il dato forse più significativo è un altro: l’Italia, nel suo insieme, ha conquistato il cuore degli appassionati.
Accanto alle Ferrari, infatti, si sono fatte spazio due autentiche meraviglie: la Lamborghini Miura P400 S, simbolo della rivoluzione stilistica degli anni Sessanta, e la raffinata Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport, espressione purissima dell’eleganza sportiva prebellica.
Due anime diverse, ma unite da un filo comune: la capacità italiana di coniugare tecnica e bellezza.
Tra Europa e America: le altre protagoniste
In un contesto così fortemente segnato dalla presenza italiana, anche alcune vetture straniere hanno saputo ritagliarsi uno spazio importante. La Porsche Carrera GT ha confermato il suo status di icona moderna, mentre la Mercedes-Benz 300 SL Gullwing continua a rappresentare uno dei vertici assoluti del design e dell’ingegneria del dopoguerra.
Ma la vera sorpresa è arrivata dagli Stati Uniti. In un’asta tradizionalmente ricca di vetture americane, è stata una sola a emergere davvero: la Miller Special, monoposto a trazione integrale e pezzo unico, protagonista della 500 Miglia di Indianapolis del 1932.
Il suo risultato, ben oltre le stime, racconta quanto il collezionismo sappia ancora sorprendere quando incontra l’unicità assoluta.
Quando il valore diventa racconto
L’asta di Amelia Island non è solo un elenco di cifre milionarie. È un racconto fatto di storia, di uomini, di idee e di visioni.
E in questo racconto, l’Italia continua a occupare un posto speciale. Non solo per i risultati, ma per quella capacità — rara e preziosa — di creare automobili che vanno oltre la funzione, diventando simboli.
La Ferrari 250 GT SWB California Spider, con il suo azzurro elegante e la sua storia unica, non è soltanto l’auto più costosa dell’asta. È la prova che certe emozioni, anche a distanza di decenni, non smettono mai di brillare.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.



