Lamborghini LM002, quarant’anni fa nasceva il Super SUV.

Lamborghini LM002, quarant’anni fa nasceva il Super SUV.

Oggi li chiamiamo Super SUV. Sono veloci come una supercar, lussuosi come una berlina di rappresentanza e capaci di affrontare qualsiasi terreno. Ma quarant’anni fa nessuno aveva ancora immaginato un’automobile del genere. Nessuno, tranne Lamborghini.

Nel 1986 la Casa di Sant’Agata Bolognese presentò la LM002, una vettura che ancora oggi appare sorprendente per audacia e personalità. Un mezzo fuori da ogni schema, nato quando il mondo dei SUV moderni era ancora lontano e quando la parola “crossover” non faceva parte del vocabolario automobilistico.

A quarant’anni dal suo debutto, la LM002 continua a rappresentare uno dei progetti più visionari mai usciti dagli stabilimenti del Toro.

Le sue origini affondano nei prototipi militari Cheetah e LM001, sviluppati all’inizio degli anni Ottanta. Da quelle esperienze nacque un veicolo radicalmente diverso da qualsiasi altra Lamborghini: motore anteriore, trazione integrale, telaio progettato per affrontare i percorsi più impegnativi e dimensioni che incutevano rispetto già da ferme.

La vera sorpresa, però, si nascondeva sotto il cofano.

Gli ingegneri di Sant’Agata decisero infatti di equipaggiare il gigantesco fuoristrada con il cuore della Countach Quattrovalvole. Un V12 di 5.167 centimetri cubi, capace di sviluppare circa 450 cavalli e di regalare prestazioni che nessun altro veicolo della categoria poteva nemmeno immaginare.

Nonostante una massa superiore alle due tonnellate e mezzo, la LM002 era in grado di raggiungere i 210 chilometri orari, una velocità incredibile per un mezzo nato per affrontare sabbia, sterrati e percorsi estremi.

Per gestire una simile potenza, Lamborghini sviluppò una sofisticata trasmissione integrale con riduttore e differenziali autobloccanti. La vettura poteva affrontare pendenze impressionanti e attraversare guadi profondi senza particolari preparazioni.

Determinante fu anche la collaborazione con Pirelli, che realizzò appositamente per la LM002 gli pneumatici Scorpion BK, progettati per garantire prestazioni elevate sia sull’asfalto sia nel deserto.

Se all’esterno la LM002 sembrava un mezzo militare pronto per una missione impossibile, all’interno offriva un ambiente sorprendentemente raffinato.

Pelle pregiata, inserti in radica, climatizzatore, impianto stereo ad alta fedeltà e persino un televisore disponibile come optional raccontavano una filosofia inedita: unire il comfort di una vettura di lusso alle capacità di un autentico fuoristrada.

Era una Lamborghini destinata a una clientela particolare, capace di passare con naturalezza dalle strade di Montecarlo alle dune del Medio Oriente.

Tra il 1986 e il 1992 ne furono costruiti appena 301 esemplari, compresa l’unica versione con guida a destra oggi conservata nel museo Lamborghini. Un numero che la rende ancora più esclusiva e ricercata dai collezionisti.

Quando nel 2018 Lamborghini presentò la Urus, molti la considerarono una rivoluzione. In realtà, quella rivoluzione era iniziata oltre trent’anni prima.

La LM002 aveva già intuito che esisteva uno spazio per un’automobile capace di coniugare prestazioni estreme, lusso e versatilità. Un concetto che oggi domina il mercato delle vetture premium e che allora appariva quasi fantascientifico.

Non a caso Stephan Winkelmann ha recentemente ricordato come la LM002 rappresenti una delle radici della visione Lamborghini contemporanea, definendola una vettura capace di anticipare il concetto stesso di Super SUV.

Guardandola oggi, con le sue linee squadrate e il suo aspetto imponente, si capisce perché continui a esercitare un fascino particolare. Non fu soltanto una Lamborghini diversa dalle altre.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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