Castle Tour 2026: quando le auto storiche incontrano i castelli del Lazio.
Ventotto equipaggi, automobili costruite tra gli anni Trenta e gli anni Ottanta e un itinerario attraverso alcuni dei luoghi più suggestivi della regione. È questa la formula con cui l’Automobile Club Roma ha inaugurato il Castle Tour 2026, una nuova manifestazione dedicata al motorismo storico che ha trasformato il viaggio in automobile in un racconto capace di intrecciare cultura, storia, turismo e passione per le vetture d’epoca.
Svoltosi sabato 26 e domenica 27 settembre, il primo Castle Tour ha portato una selezione di automobili storiche da Bracciano a Vignanello, attraverso la Tuscia, fino a Santa Severa, con castelli, borghi, laghi e dimore storiche a fare da scenografia naturale a una straordinaria collezione di automobili.
L’iniziativa, patrocinata dalla Regione Lazio e dai Comuni di Bracciano, Vignanello e Santa Marinella, nasce con l’ambizione di diventare un appuntamento stabile nel calendario del motorismo storico regionale.
Una formula destinata, nelle intenzioni degli organizzatori, a rinnovarsi ogni anno attraverso nuovi itinerari e nuove località, coinvolgendo progressivamente anche gli altri Automobile Club del Lazio.
Dalla storia dell’Automobile Club Roma al Castello Orsini-Odescalchi
La scelta di Bracciano non è stata casuale. Il paese affacciato sull’omonimo lago rappresenta infatti un luogo simbolico per la storia dell’Automobile Club Roma. Proprio qui, il 18 febbraio 1923, il Club, appena costituito, organizzò la sua prima “gita sociale”, con la visita al Castello alla presenza del Principe Odescalchi.
Quasi un secolo dopo, la storia si è ripetuta in una veste completamente diversa. Piazza di Bracciano ha accolto le vetture del Castle Tour davanti all’imponente Castello Orsini-Odescalchi, costruzione quattrocentesca che ha fatto da cornice alla prima esposizione della manifestazione e alla visita guidata dei partecipanti.
Dopo la partenza, il percorso ha seguito le strade della Tuscia fino al Lago di Vico, dove si è svolta la pausa pranzo, per poi raggiungere Vignanello. Qui gli equipaggi hanno visitato il Castello Ruspoli, risalente al XVI secolo, insieme al suo celebre giardino seicentesco di impostazione rinascimentale. La prima giornata si è quindi conclusa a Civita Castellana.
Domenica il viaggio è ripreso attraverso i paesaggi della Tuscia, accompagnando le automobili verso il mare. La destinazione finale è stata il suggestivo Castello di Santa Severa, complesso storico risalente al XIV secolo e affacciato direttamente sulla costa.
Qui, tra storia e paesaggio marino, si è conclusa la prima edizione del Castle Tour con la visita guidata e la cerimonia di premiazione.
Un museo itinerante dagli anni Trenta agli anni Ottanta
A rendere particolarmente interessante il percorso è stata naturalmente la qualità delle automobili partecipanti. I ventotto equipaggi hanno infatti portato sulle strade del Lazio una rappresentanza significativa dell’evoluzione dell’automobile lungo mezzo secolo.
Tra le protagoniste del Tour una rarissima Fiat 508 Spyder del 1934, che in passato sarebbe stata utilizzata a Roma come vettura di servizio degli esattori comunali, e una elegante Lancia Artena Viotti, anch’essa del 1934.
Dal dopoguerra sono arrivate alcune autentiche icone del design e della tecnica automobilistica italiana e internazionale. La Jaguar XK120 FHC del 1952, modello entrato anche nell’immaginario cinematografico, ha condiviso la scena con la Cisitalia Berlinetta del 1952, appartenente alla seconda serie di una vettura la cui prima serie è esposta al MoMA di New York.
Particolarmente preziosa anche la Lancia Aurelia B52 Cabrio Farina del 1952, esemplare unico equipaggiato con il primo V6 di serie e recentemente sottoposto a restauro. Una vettura dalla storia particolare, che prima di entrare nel mondo del collezionismo aveva prestato servizio anche presso la sede RAI di Torino.
Non poteva mancare la Fiat 500 C Topolino del 1953, una delle automobili simbolo della motorizzazione italiana del dopoguerra, ricordata anche per essere stata la prima utilitaria con impianto di riscaldamento di serie.
Tra le vetture degli anni Cinquanta spiccava poi la Lancia Aurelia B24 Convertibile del 1958, diventata una vera icona anche grazie al cinema e al ruolo da protagonista ne Il sorpasso di Dino Risi. Accanto a lei una Fiat 1100/103D del 1958.
Il decennio successivo ha portato invece sulle strade del Castle Tour la Alfa Romeo Giulia Spider del 1963, firmata Pininfarina e caratterizzata dal celebre motore bialbero in lega di alluminio. Un’ulteriore testimonianza di come il motorismo storico sia capace di raccontare, attraverso le automobili, l’evoluzione del design, della tecnica e della cultura del viaggio.
Il motorismo storico come patrimonio culturale
La Presidente dell’Automobile Club Roma, Giuseppina Fusco, ha sottolineato come il Castle Tour nasca proprio dall’incontro tra la passione per le automobili d’epoca e la volontà di valorizzare il patrimonio storico e turistico del Lazio.
L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare la manifestazione in un appuntamento destinato a crescere negli anni, proponendo ogni volta un itinerario differente e portando le automobili storiche all’interno dei Comuni e dei borghi attraversati, fino a castelli, dimore storiche e palazzi gentilizi.
Una scelta che trova ulteriore motivazione anche nei dati contenuti nello studio “Il motorismo storico nel Lazio”, curato nel 2024 dalla Fondazione Filippo Caracciolo. Secondo i dati citati dagli organizzatori, nella sola Capitale si contano circa 189.500 auto storiche, per un valore complessivo indicato in 7,4 miliardi di euro, mentre a livello regionale il parco supera le 415.000 unità. Lo studio evidenzia inoltre una spesa annua di circa 174 milioni di euro legata a eventi, raduni e manifestazioni.
Numeri che raccontano un fenomeno che va oltre il semplice possesso di un’automobile d’epoca. Il motorismo storico coinvolge infatti turismo, ospitalità, ristorazione, artigianato specializzato e tutte quelle professionalità indispensabili per restaurare, conservare e mantenere in vita le automobili che hanno costruito la storia della mobilità.
Una prima edizione nel segno della collaborazione
Alla manifestazione hanno partecipato anche il Consigliere On. Federico Rocca, in rappresentanza della Regione Lazio, e i Sindaci di Bracciano, Marco Crocicchi, e di Santa Marinella, Alessio Manuelli.
Un contributo particolare è arrivato inoltre dal Museo Storico della Guardia di Finanza, presente con un equipaggio al volante di una Fiat 125 d’epoca.
Il primo Castle Tour lascia così un’immagine precisa: quella di una carovana di automobili capaci di attraversare il tempo e, nello stesso momento, di accompagnare i loro equipaggi alla scoperta di un territorio.
Perché il valore di un’auto storica non si misura soltanto nella sua rarità o nella sua bellezza. È anche nella capacità di riportare alla memoria un’epoca, una tecnologia, uno stile di vita e un modo diverso di vivere il viaggio.
Con il Castle Tour 2026, l’Automobile Club Roma ha scelto di raccontare proprio questa storia: quella di automobili che diventano patrimonio culturale e di strade che, attraversate lentamente, permettono di riscoprire la bellezza del Lazio.
Ecco un elenco delle belle auto d’epoca presenti
FIAT 508 SPYDER | 1934
La sportiva italiana degli anni Trenta.
La Fiat 508 Spyder appartiene alla generazione delle vetture che contribuirono a diffondere l’automobile in Italia negli anni Trenta, coniugando la produzione di serie con una configurazione più sportiva e ricercata. Si tratta della vettura più economica prodotta dalla FIAT che porta con sé l’atmosfera dell’automobilismo italiano degli anni Trenta, quando la passione per le automobili iniziava a diventare sempre più popolare. Nella Capitale era la vettura di servizio degli esattori comunali.
LANCIA ARTENA VIOTTI | 1934
La piccola Lancia dalla grande raffinatezza.
La Lancia Artena Viotti appartiene alla tradizione delle vetture Lancia fuoriserie caratterizzate da soluzioni tecniche raffinate e da una particolare attenzione alla qualità costruttiva. Pur essendo una vettura di dimensioni contenute, rappresentava una proposta automobilistica ricercata e distintiva. Fu un’automobile esempio di come, nell’Italia del dopoguerra, anche una vettura compatta potesse essere espressione di eleganza e ricerca tecnica.
JAGUAR XK120 FHC | 1952
La sportiva britannica che conquistò il mondo.
La Jaguar XK120 unisce eleganza britannica e vocazione sportiva. Rappresenta una delle icone della sportività britannica degli anni Cinquanta. Il suo potente motore a sei cilindri in linea, in grado di raggiungere le 120 miglia orarie (circa 200 Km/h), e le forme eleganti la resero una delle vetture più desiderate dell’epoca. La XK120 entrò rapidamente nell’immaginario internazionale anche grazie al mondo del cinema e dello spettacolo. Basti pensare alla sua comparsa nel film “La gatta sul tetto che scotta” (Cat on a Hot Tin Roof) del 1958 di Richard Brooks con Paul Newman ed Elizabeth Taylor.
CISITALIA BERLINETTA | 1952
L’eleganza italiana che ha fatto scuola.
La Cisitalia è una delle vetture più rappresentative della stagione d’oro del design automobilistico italiano. La sua linea è legata alla tradizione della grande carrozzeria Farina e testimonia il ruolo assunto dall’Italia nel dopoguerra nella definizione di un nuovo linguaggio stilistico per l’automobile. Quella partecipante al Castle Tour 2026 è un esemplare della seconda serie. Un esemplare della prima serie è custodito presso il museo MoMA di New York come scultura in movimento.
LANCIA AURELIA B52 CABRIO FARINA | 1952
Una Lancia speciale con il primo V6 di serie.
La Lancia Aurelia B52 si distingue per la sua particolare configurazione e per il motore V6, una soluzione innovativa per l’epoca e una delle caratteristiche più celebri della famiglia Aurelia. Questa fu inoltre protagonista nel mondo delle competizioni e della Mille Miglia. L’Aurelia rappresenta uno dei momenti più significativi della storia tecnica Lancia, grazie all’introduzione del V6 e a una concezione particolarmente avanzata per i suoi anni. La vettura partecipante al Castle Tour 2026 è un esemplare unico, che ha appena subìto un restauro integrale e fatto parte della flotta al servizio della sede RAI di Torino.
FIAT “TOPOLINO” | 1953
L’auto degli italiani nel secondo Dopoguerra
Passata alla storia con il nome di “Topolino” per le sue dimensioni contenute, è la dizione volgare del modello FIAT 500 C. È stata per antonomasia l’utilitaria degli italiani negli anni del boom economico e la prima autovettura di larga produzione a prevedere l’impianto di riscaldamento di serie.
LANCIA AURELIA B24 CONVERTIBILE | 1958
L’auto de “Il Sorpasso”.
La Lancia Aurelia B24 Spider è una delle vetture più riconoscibili anche al di fuori del mondo degli appassionati. È infatti l’automobile guidata dal protagonista Vittorio Gassman resa celebre dal film “Il sorpasso” di Dino Risi. La sua immagine è rimasta strettamente legata al cinema italiano e alla rappresentazione dell’Italia del boom economico. Auto “popolare” nello stesso film entrò in competizione in una delle scene più famose della pellicola con la FIAT 2300 S, vettura d’élite di gran voga all’epoca.
FIAT 1100/103D | 1958
L’automobile della nuova borghesia italiana.
La Fiat 1100/103D appartiene alla stagione della motorizzazione di massa e racconta un’Italia nella quale l’automobile diventava progressivamente accessibile a un numero sempre maggiore di famiglie. Una berlina che accompagnò la crescita economica e sociale dell’Italia del dopoguerra.
ALFA ROMEO GIULIA SPIDER | 1963
Una delle grandi icone dell’automobilismo italiano.
Eleganza, sportività e tecnica italiana riunite in una vettura d’avanguardia diventata nel tempo una delle più celebri Alfa Romeo d’epoca. La Giulia Spider, disegnata da Pininfarina, rappresenta una delle espressioni più riconoscibili della tradizione sportiva Alfa Romeo. Dotata di quasi cento cavalli, è caratterizzata dal motore bialbero, elemento distintivo della produzione Alfa Romeo.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.



