Luciano Nicolis, il Premio ASI celebra il pioniere che trasformò la passione in memoria.

Luciano Nicolis, il Premio ASI celebra il pioniere che trasformò la passione in memoria.

Il Premio Nazionale ASI 2026 per il Motorismo Storico è stato assegnato alla memoria di Luciano Nicolis, fondatore del Museo Nicolis. A Misano, nell’ambito di ASI Fest e delle celebrazioni per i 60 anni dell’Automotoclub Storico Italiano, il riconoscimento è stato consegnato ai figli Silvia e Thomas Nicolis.

Ci sono uomini che collezionano automobili e uomini che, attraverso quelle automobili, riescono a conservare la memoria di un’epoca. Luciano Nicolis appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Imprenditore, collezionista e soprattutto appassionato, Nicolis ha dedicato la propria vita alla ricerca, al recupero e alla conservazione di testimonianze della storia della mobilità, trasformando una passione nata da ragazzo in un progetto culturale destinato a diventare un riferimento internazionale.

A riconoscere il valore di questa straordinaria opera è arrivato il Premio Nazionale ASI 2026 per il Motorismo Storico, assegnato dall’Automotoclub Storico Italiano alla memoria di Luciano Nicolis.

Il riconoscimento è stato consegnato al Misano World Circuit da Alberto Scuro, Presidente ASI e FIVA, ai figli Silvia e Thomas Nicolis, nel corso di ASI Fest 2026, manifestazione organizzata per celebrare il 60° anniversario dell’ASI.

Un premio che assume un significato particolarmente profondo proprio nell’anno in cui l’Automotoclub Storico Italiano celebra sei decenni di attività nella tutela e valorizzazione del patrimonio motoristico.

Un premio alla memoria e a una visione

Nelle motivazioni del Premio, Luciano Nicolis viene ricordato come pioniere e figura simbolo del motorismo storico italiano, capace di comprendere con grande anticipo che conservare un’automobile, una motocicletta o una bicicletta del passato non significa semplicemente salvare un oggetto.

Significa preservare una parte della storia.

Dentro un veicolo storico convivono infatti ingegno, lavoro, industria, design, creatività, costume e trasformazioni sociali. È questa consapevolezza ad aver guidato Nicolis nella sua instancabile attività di ricerca.

Per lui il collezionismo non era fine a se stesso. Era uno strumento per recuperare testimonianze destinate altrimenti all’oblio e restituirle alla collettività.

Da questa filosofia è nato anche il Museo Nicolis di Villafranca di Verona, inaugurato nel 2000 e oggi considerato tra le più importanti realtà dedicate alla cultura della mobilità.

Il sogno iniziato in bicicletta

La storia di Luciano Nicolis comincia molto prima del museo.

Nato a San Massimo, Verona, il 19 gennaio 1933, Nicolis si avvicina giovanissimo al mondo del lavoro seguendo l’attività del padre Francesco. Nel secondo dopoguerra, ancora ragazzo, inizia a occuparsi del recupero della carta. Per conto del padre percorre in bicicletta i paesi della zona, raccogliendo materiali destinati al riutilizzo.

Da quell’esperienza nascerà nel tempo Lamacart, realtà imprenditoriale che si svilupperà nel settore del recupero e della valorizzazione della carta.

Ma accanto all’imprenditore cresce anche un’altra passione. È quella per la meccanica e le automobili, un fascino che accompagnerà Nicolis per tutta la vita. Lo raccontava lui stesso ricordando gli anni della giovinezza:

«Il fascino per la meccanica e le automobili mi aveva stregato. Volevo dare vita ai miei sogni e realizzare le mie speranze. Quando incrociavo un’automobile pensavo: un giorno avrò anch’io una bella auto… forse due… forse tre…»

Quella frase, apparentemente semplice, racconta in realtà l’origine di una storia straordinaria.

Dal collezionismo alla cultura

Con il passare degli anni Luciano Nicolis inizia a cercare in Italia e nel mondo oggetti e testimonianze che raccontino l’evoluzione della tecnica.

Automobili, motociclette e biciclette diventano il cuore di una collezione che progressivamente si amplia fino a comprendere macchine fotografiche, macchine per scrivere, strumenti musicali e numerosi altri oggetti.

Non è soltanto una raccolta di oggetti rari. È una ricerca sulla capacità dell’uomo di progettare, costruire e innovare. Nicolis recupera testimonianze spesso dimenticate, le conserva e soprattutto ne riconosce il valore storico prima ancora che il tempo ne sancisca definitivamente l’importanza.

Nel 2000 arriva la decisione destinata a cambiare per sempre il significato della sua collezione: trasformare il patrimonio privato in un luogo aperto al pubblico.

Nasce così il Museo Nicolis.

“Recuperare, conservare e restituire valore”

È questa la filosofia che meglio sintetizza l’eredità lasciata da Luciano Nicolis.

Recuperare, conservare e restituire valore.

Alla materia, attraverso l’attività imprenditoriale.

Alla memoria, attraverso il Museo.

La sua intuizione è stata quella di comprendere che un’automobile storica non è soltanto un insieme di metallo, legno, pelle e meccanica. È il prodotto di uomini e aziende, di idee e capacità industriali, di mode e trasformazioni sociali.

È, in altre parole, una testimonianza della storia.

Il Museo Nicolis nasce proprio da questa consapevolezza e ancora oggi rappresenta la concretizzazione di quel “sogno lungo una vita” coltivato da Luciano fin da ragazzo.

Le parole della famiglia

A ricevere il Premio ASI sono stati i figli Silvia e Thomas Nicolis, che hanno raccolto un’eredità non soltanto familiare, ma anche culturale.

Silvia Nicolis, Presidente del Museo Nicolis, ha ricordato l’emozione di vedere riconosciuta la visione del padre e il significato più autentico del Museo:

«Luciano ha dedicato la sua vita al lavoro, alla famiglia e a una passione autentica per tutto ciò che rappresentava ingegno, storia e capacità dell’uomo di creare. Il Museo è nato dal suo desiderio di condividere, non semplicemente di collezionare.»

Per Thomas Nicolis, Presidente del Gruppo Lamacart, il Premio rappresenta invece il riconoscimento della lungimiranza di un uomo che aveva compreso molto presto la responsabilità culturale insita nella conservazione del patrimonio motoristico.

Una filosofia che continua a essere parte integrante anche dell’attività imprenditoriale della famiglia: riconoscere il valore di ciò che si ha tra le mani, prendersene cura e dargli nuova vita.

Un riconoscimento nel momento più significativo

Il Premio Nazionale ASI 2026 arriva in un anno particolare. L’Automotoclub Storico Italiano celebra infatti il proprio 60° anniversario, ponendo al centro delle celebrazioni proprio il patrimonio culturale motoristico italiano.

In questo contesto, ricordare Luciano Nicolis significa rendere omaggio a una figura che ha contribuito a trasformare il modo stesso di guardare al collezionismo.

Non più soltanto una passione individuale per automobili rare e preziose, ma una forma di tutela e valorizzazione condivisa della memoria. Il riconoscimento consegnato a Misano diventa così anche un ponte tra generazioni: da un lato l’opera di un pioniere che ha dedicato la vita alla ricerca e alla conservazione; dall’altro una nuova generazione chiamata a custodire e trasmettere quel patrimonio.

Il passato consegnato al futuro

Luciano Nicolis è scomparso a Villafranca di Verona il 21 aprile 2012, ma il suo progetto continua a vivere.

Vive nelle automobili e nelle motociclette conservate al Museo, nelle biciclette, negli oggetti della tecnica e nelle migliaia di storie che quelle collezioni continuano a raccontare.

Vive soprattutto nell’idea che conservare il passato significhi costruire un futuro più consapevole.

Il Premio Nazionale ASI 2026 per il Motorismo Storico aggiunge oggi un nuovo capitolo a quella storia.

E forse la motivazione più bella è proprio quella che sintetizza l’eredità di Luciano Nicolis: “A Luciano Nicolis, pioniere del motorismo storico italiano, per aver conservato il passato e averlo consegnato al futuro.”

Una frase che non celebra soltanto un collezionista, ma un uomo che ha saputo trasformare una passione personale in un patrimonio condiviso.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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