Lancia Hyena by Zagato: il lato oscuro della Delta integrale.

Lancia Hyena by Zagato: il lato oscuro della Delta integrale.

Come ogni capolavoro che si rispetti nasce dall’idea di un uomo solo, questo appassionato cultore del marchio Lancia corrisponde al nome di Paul Koot.

Ai più non ricorda nulla questo nome, ma a ben sapere è stato l’importatore delle Lancia per il mercato olandese negli anni novanta e a lui si deve l’input per la realizzazione della Lancia Hyena.

Ma veniamo con ordine e vediamo come nacque questa favolosa realizzazione, sconosciuta ai più.

La nostra storia inizia sul finire degli anni ottanta quando il distributore ufficiale Lancia per i Paesi Bassi, appunto Paul Koot, cerca di coinvolgere la casa torinese nella realizzazione di una speciale vettura coupè da realizzare in piccola serie.

La vettura individuata come base di partenza altro non è che la Delta Integrale, ma i vertici Lancia, ritenendo la sua realizzazione antieconomica, negano al fantasioso concessionario l’appoggio diretto.

Il buon Koot non perdendosi d’animo si rivolge alla carrozzeria Zagato di Milano, specializzata in vetture d’elite e con buoni rapporti con il Gruppo Fiat, che ha appena ultimato la produzione della Alfa Romeo SZ, per cercare di convincere i manager di Torino a riconsiderare la sua proposta, ma purtroppo per lui riceve ancora un no!

Non ancora rassegnato Paul Koot dà comunque incarico a Zagato di realizzare la sua vettura sportiva.

Zagato, fiutato le buone idee, decide di aiutare il belga ed affida la realizzazione del design a Marco Pedracini del Centro Stile Zagato che disegna e ingegnerizza la Hyena nel 1990.

L’intento è di costruirne circa 500 esemplari ma non riuscendo ad ottenere null’altro che l’autorizzazione ad apporvi il marchio Lancia, i numeri devono essere riconsiderati al ribasso perciò si pensa di realizzarne 75 esemplari da vendere direttamente tramite la Zagato.

Per aggirare l’ostacolo della fornitura dei componenti principali quali telaio, motore e trasmissione per realizzare la Hyena la carrozzeria milanese, in accordo con Koot, decide di partire dalla trasformazione di alcune Delta Integrale acquistate e fornite direttamente dall’importatore olandese.

Così iniziarono le modifiche strutturali che portarono alla Hyena quali l’accorciamento del passo e la riduzione del peso sfruttando i materiali compositi estremamente più leggeri disponibili, sia per la carrozzeria che per l’abitacolo, con l’intendo di ottenere, non solo un design più originale, ma anche prestazioni più elevate rispetto alla Delta donatrice.

Le berlinette di Chivasso partivano dall’Olanda smontate e spogliate, per giungere presso le officine della Carrozzeria Zagato in cui avveniva l’assemblaggio finale.

La Lancia Hyena by Zagato venne presentata al pubblico durante il Salone dell’Auto di Bruxelles del 1992 e anche se ottenne un buon riscontro dal pubblico e dagli addetti ai lavori, a causa della sua complessità costruttiva, riuscì a totalizzare solamente 25 esemplari ultimati.

Lancia Hyena: un’auto bellissima, che avrebbe potuto migliorare il successo commerciale e sportivo della Lancia Delta Integrale.

Numeri che oggi ne fanno veramente una chicca per gli appassionati di auto sportive e per i collezionisti.

La meccanica, come detto, prendeva molto della Delta Integrale e prevedeva sospensioni anteriori e posteriori a ruote indipendenti con schema McPherson, con un passo accorciato a 2.474 mm, ma mantenendo la famosa trazione integrale con differenziale centrale a tipo epicicloidale a giunto viscoso.

Il motore era il 1995cc a quattro cilindri della Delta, dotato di turbina Garret T3 con intercooler aria/aria e overboost e 16 valvole, ma aumentato a 250 cavalli, qualcosa come 45 cv in più della Delta d’origine, anche se sembra che alcuni esemplari arrivassero a circa 300 cv. Il cambio era manuale a 5 rapporti e l’impianto frenante, adeguatamente potenziato, era dotato di pastiglie da competizione Ferodo.

Queste modifiche permisero alla Hyena di Zagato di fermare il cronometro, sullo 0-100km/h, a soli 5,4 secondi con una velocità di punto di 230 km/h.

La linea della carrozzeria disegnata da Pedracini ne faceva una vettura leggera, pesava solamente 1.150 kg, perciò quasi due quintali in meno della Delta di origine, e compatta, lunga poco meno di 4 metri, ed assai raffinata, con una forma elegantemente sportiva contraddistinta da forme tondeggianti e dalle caratteristiche doppie gobbe sul tetto, che ricordando le più vecchie realizzazioni dell’atelier milanese, soprattutto quelle degli anni cinquanta e sessanta, sono una delle principali firme del design made in Zagato.

Il largo impegno di materiali nobili usati per l’abitacolo e la carrozzeria, sia alluminio che carbonio ma anche kevlar, e la sua laborioso costruzione portarono ad un prezzo di 140 milioni di vecchie lire, che posero la Lancia Hyena alla portata prevalentemente pochi facoltosi clienti, quasi tutti stranieri.

Come la carrozzeria pensata da Zagato, anche gli interni avevano una spiccata personalizzazione che prevedeva una plancia in fibra di carbonio a vista, e nove strumenti a fondo bianco specifici, contornati da altri dettagli presi a prestito dalla normale produzione Lancia dell’epoca, solamente i sedili erano presi pari-pari dalla Delta Integrale ed erano rivestiti in pelle.

C’è da dire che i venticinque esemplari realizzati differiscono in alcuni componenti proprio per la loro realizzazione quasi su misura che la Carrozzeria Zagato permetteva ai suoi clienti.

Hyena il lato oscuro della Delta Integrale!

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Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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