Terre di Canossa 2026, tre giorni tra eleganza, paesaggi e passione internazionale.
Ci sono eventi che non si limitano a mettere in strada automobili storiche. Eventi che riescono invece a trasformare il viaggio in esperienza, il paesaggio in emozione e la regolarità in un modo raffinato di vivere l’automobile. Il appartiene esattamente a questa categoria.
L’edizione 2026 della manifestazione organizzata da Canossa Events ha attraversato alcune delle strade più suggestive tra Toscana e Liguria, regalando agli equipaggi un itinerario capace di unire mare, montagna, arte, gastronomia e cultura automobilistica.
Per tre giorni il rally, inserito nel calendario ACI Sport, ha avuto come cuore operativo Forte dei Marmi, accompagnando i partecipanti lungo un percorso che sembrava costruito per celebrare il piacere del viaggio lento e dell’eleganza su quattro ruote.
Dalla magia della Garfagnana alle cave di marmo di Carrara, passando per il fascino senza tempo delle Cinque Terre, patrimonio UNESCO, fino ai richiami fiabeschi del Parco di Pinocchio, il percorso ha saputo sorprendere anche gli equipaggi più esperti e abituati ai grandi eventi internazionali.
E poi le città simbolo della Toscana: Lucca, Pisa e Montecatini Terme, attraversate da un serpentone di vetture che ancora una volta ha trasformato il rally in una vera celebrazione del lifestyle italiano.
A conquistare la vittoria assoluta tra le vetture storiche sono stati Gustavo Galfione e Maria Cristina Sueyras sulla splendida Triumph TR2, davanti all’Alfa Romeo Giulietta Spider di Juan Franco Angelicola e Carolina Beatriz Laurenti e alla Fiat 1100/103 di Cornis Filius e Maria Filius Van Straalen.
Tra le protagoniste più ammirate anche la raffinata BMW 328 di Lucilla Sartori e Cristina Biagi, prime tra le anteguerra e vincitrici della Ladies Cup, oltre alla rarissima Ferrari 225 S di Kenneth Marlin e Jacqueline Barnathan, premiata con il riconoscimento speciale RM Sotheby’s.
Il carattere internazionale del Terre di Canossa si è confermato ancora una volta uno dei suoi elementi distintivi. Equipaggi provenienti da Argentina, Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Belgio, Francia, Austria, Svizzera e Paesi Bassi hanno contribuito a creare un’atmosfera cosmopolita che rende questo evento qualcosa di unico nel panorama della regolarità italiana.
Anche le vetture moderne hanno avuto il loro spazio, con la vittoria della Aston Martin V12 Vantage di Paul Ugo e Sophia Cooke davanti all’Abarth 595 di Giorgio Tenucci e Isabella Guida.
Particolarmente spettacolare anche la prova di abilità dell’ultima giornata, vinta con un perfetto 18 su 18 da Fernando Montefiore e Rosario Majdalani a bordo di una Triumph TR3.
Ma il Terre di Canossa continua a distinguersi soprattutto per la sua filosofia. Non solo competizione, ma valorizzazione del territorio, convivialità e promozione della cultura automobilistica italiana nel mondo.
Un concetto ribadito anche da Luigi Orlandini, che ha definito l’evento “una celebrazione della bellezza, della storia e della passione per le auto”.
E forse è proprio questa la chiave del successo del Terre di Canossa: la capacità di trasformare ogni chilometro in un’esperienza da ricordare, dove le automobili storiche non sono semplici mezzi di trasporto ma strumenti per vivere il territorio con occhi diversi.
L’appuntamento ora è già rivolto al 2027. Ma certe immagini — una Giulietta Spider davanti al mare ligure o una Triumph tra le colline toscane — continuano a restare negli occhi molto più a lungo.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.




