Beretta e la 1000 Miglia, quando la regolarità diventa cultura aziendale.
Ci sono modi diversi per celebrare cinquecento anni di storia. C’è chi organizza eventi istituzionali, chi apre archivi e musei, chi guarda al passato con nostalgia.
E poi c’è chi sceglie di trasformare una passione in esperienza condivisa, mettendo le persone al centro.
La Fabbrica d’Armi Pietro Beretta ha deciso di farlo così: con un contest interno che ha coinvolto ben 221 dipendenti per scegliere l’equipaggio destinato a rappresentare l’azienda alla prossima 1000 Miglia.
Un’idea originale, ma soprattutto profondamente coerente con lo spirito della Freccia Rossa. Perché la regolarità storica non è solo questione di automobili d’epoca, cronometri e tabelle.
È metodo, precisione, concentrazione, capacità di lavorare insieme. Valori che, non a caso, sono emersi chiaramente anche nelle parole del presidente Franco Gussalli Beretta.
Il percorso di selezione è stato tutt’altro che simbolico. Dai 221 candidati iniziali si è arrivati a 69 partecipanti ammessi alle prove finali, tra quiz teorici e test pratici.
Le ultime selezioni, ospitate negli spazi di Beretta Due, hanno immerso i dipendenti nel mondo autentico della regolarità automobilistica, con lezioni dedicate e prove sul celebre tracciato dei “tubi”, uno degli esercizi più iconici per chi si avvicina alle competizioni storiche.
Determinante il contributo della Scuderia Brescia Corse, realtà storicamente legata alla Mille Miglia e fondata da Ugo Gussalli Beretta.
Una connessione che racconta quanto il rapporto tra la famiglia Beretta e il motorismo storico abbia radici profonde, oggi portate avanti anche da Carlo Gussalli Beretta nel direttivo della scuderia.
A conquistare il volante della storica Fiat 1100 Monviso “Stella Alpina” del 1947 saranno Alessia Mangili, ingegnere di produzione, e Andrea Rizzini, coordinatore dei test sulle armi da fuoco.
Una coppia scelta non soltanto per le capacità tecniche dimostrate durante le prove, ma per quella combinazione di equilibrio, precisione e spirito di squadra che rappresenta l’essenza stessa della regolarità.
E forse è proprio questo l’aspetto più interessante dell’iniziativa: aver trasformato la 1000 Miglia in uno strumento narrativo aziendale. Non come operazione di marketing, ma come linguaggio comune tra impresa, persone e territorio.
In un anno simbolico come quello dei 500 anni Beretta, il passaggio della 1000 Miglia all’interno dell’azienda il prossimo 9 giugno assume così un significato ancora più forte. Non sarà soltanto il transito di vetture storiche. Sarà l’incontro tra due patrimoni italiani capaci di attraversare i secoli continuando a parlare di eccellenza, artigianalità e identità.
Perché in fondo, sia nelle officine della regolarità sia dentro una grande azienda storica, il segreto resta sempre lo stesso: fare bene le cose, con precisione, metodo e passione.

Testo di Renzo Raimondi di Motori Storici.

