Sette volte Scapolo, una volta sola la Marca: cronaca di una gara che profuma di Veneto.
Come certe storie che si ripetono e non smettono mai di affascinare, anche quest’anno La Marca Classica ha riservato al suo pubblico un copione noto ma mai banale: la vittoria degli Scapolo.
Alberto e Giuseppe, su Fiat 508 C, si sono presi per la settima volta il gradino più alto del podio, dominando la gara regina della regolarità trevigiana e confermandosi protagonisti assoluti di una corsa che ormai ha il loro nome scritto in filigrana sulle curve.
Siamo nella Marca, terra operosa e gentile, dove i chilometri si snodano tra filari ordinati, pievi antiche, mura e torri che raccontano secoli di storia. Ed è su queste strade, calde di sole e passione, che si è corsa l’edizione 2025, la numero otto di una manifestazione diventata nel tempo un punto di riferimento nazionale per chi ama la regolarità classica con gusto, precisione e un pizzico di sfida vera.
La cronaca sportiva dice che la Fiat 508 C dei fratelli padovani, portacolori della Scuderia Nettuno Bologna, ha imposto il proprio ritmo nel tratto conclusivo della gara, dopo una mattinata di schermaglie cronometrate e cambi di leadership. Alle loro spalle, a completare un podio di sostanza e stile, l’equipaggio Accardo – Vagliani su un’altra 508 C, e i regolaristi di ferro Passanante – Buccioni su Autobianchi A112 Abarth 58 HP.
Ma la Marca Classica è molto più di una classifica. È un grande affresco veneto in movimento, fatto di salite dolci, sterrate nascoste e centri storici che accolgono gli equipaggi come vecchi amici. Castelfranco Veneto ha aperto il percorso con la sua elegante Piazza Giorgione, poi giù fino a Follina per la pausa pranzo tra le abbazie, prima della scalata decisiva verso Quinto di Treviso, dove il BHR Hotel ha accolto l’arrivo sotto un sole cocente.
Il duello pomeridiano ha visto emergere la regolarità chirurgica degli Scapolo, capaci di inanellare una serie di tempi “puliti” che hanno scavato il solco decisivo. Non bastano le parole per descrivere l’impresa: sette vittorie su otto partecipazioni, di cui sei consecutive. Non c’è bisogno di altri numeri: basta il nome Scapolo, e un sorriso, quello di chi sa che l’amore per la regolarità è anche appartenenza al territorio.
Tra gli altri protagonisti, applausi a Indelicato – Verza (A112 Elegant), quarti e mai domi, ai Paradisi su Fiat 850 Sport (primi della classifica “under 30”) e all’ottima Austin Mini HLE di Gabriella Scarioni e Ornella Pietropaolo, vincitrici di una combattutissima classifica femminile. Senza dimenticare la Abarth Grande Punto di Cajani – Pitacco, prima tra le moderne.
Una menzione speciale merita la Power Stage del sabato pomeriggio, spettacolare “prologo urbano” lungo le mura di Treviso, dove Guggiana e Torri su MG B hanno colpito nel segno firmando tre “netti” consecutivi: una danza tra Porta Santi Quaranta e Porta Caccianiga che ha riportato la regolarità al cuore della città.
Infine, spazio anche alla Turistica: su percorso ridotto ma non meno affascinante, Andrea Vignato e Camilla Bellin su Lancia Fulvia 1.3 S hanno bissato il successo dello scorso anno, precedendo Demarin – Ruzzier (Fulvia) e Sorgato – Sartore (Porsche 911).
Dicono che chi torna a correre nella Marca, poi non smette più. Sarà per la bellezza delle sue strade, per la serietà dell’organizzazione firmata ACI Treviso, o per quella sensazione di trovarsi nel posto giusto, al volante dell’auto giusta, nel momento giusto.
Come sanno bene Alberto e Giuseppe Scapolo, che anche stavolta hanno scritto un nuovo capitolo della loro leggenda: quella che corre, da anni, tra i colli della Marca e le pagine più belle del motorismo storico italiano.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.



