RUF Project Dragon: l’unica, irripetibile, destinata a fare storia.
Il prototipo unico del 1998, nato dalla collaborazione tra RUF e Tony Hatter, sarà protagonista dell’asta Retromobile New York di Gooding Christie’s
Ci sono automobili che nascono in una catena di montaggio e automobili che nascono da un’idea. Poi ci sono quelle che nascono da un’ossessione coltivata per decenni. La RUF Project Dragon appartiene a quest’ultima categoria.
È un esemplare unico, commissionato direttamente a RUF, costruito sulla base dell’ultima scocca W09 inutilizzata rimasta dalla produzione dell’epoca CTR2 e reinterpretato attraverso una collaborazione che riunisce alcuni dei nomi più importanti della storia recente del marchio.
Ora, dopo essere stata consegnata nel marzo 2024 e aver percorso appena 759 miglia, la RUF Project Dragon del 1998 è pronta per affrontare una nuova sfida: quella del mercato delle automobili da collezione.
Sarà infatti uno dei pezzi più attesi dell’asta inaugurale di Gooding Christie’s come casa d’aste ufficiale di Retromobile New York, in programma il 20 e 21 novembre al Javits Center di New York.
La stima è di quelle che fanno immediatamente capire la rarità dell’oggetto: 6-8 milioni di dollari, senza prezzo di riserva.
Quando una CTR2 diventa qualcosa di diverso
La Project Dragon nasce con un obiettivo preciso: reinterpretare lo spirito della leggendaria RUF CTR2 Sport, conservandone il carattere e l’identità visiva, ma trasferendoli in un’automobile sviluppata attraverso tecniche di ingegneria e produzione contemporanee.
Il progetto è stato costruito attorno alla visione personale di un collezionista, che ha lavorato direttamente con Alois Ruf e il suo team per trasformare un’idea coltivata per decenni in una vettura reale.
A dare forma a questa visione è intervenuto Tony Hatter, nome strettamente legato al design della Porsche 911 della generazione 993.
Il risultato è qualcosa che sfugge alle normali categorie.
Non una semplice reinterpretazione moderna di una RUF storica, non una replica della CTR2, ma una creazione su misura, nella quale il passato diventa il punto di partenza per un progetto completamente personale.
Dragon Fire Orange
A distinguerla immediatamente è l’esclusiva verniciatura Dragon Fire Orange, sotto la quale si nasconde una carrozzeria realizzata in fibra di carbonio su misura.
La Project Dragon dispone inoltre di una gabbia di sicurezza integrata RUF, freni carboceramici e sospensioni Bilstein PSS10.
I cerchi RUF con fissaggio centrale sono stati progettati e realizzati appositamente per il progetto da OZ Racing, aggiungendo un ulteriore elemento di esclusività a una vettura nella quale praticamente ogni componente racconta una scelta specifica.
Ma è naturalmente il motore a rappresentare uno degli aspetti più affascinanti.
La Project Dragon è equipaggiata con un motore raffreddato ad aria su misura, capace di sviluppare 621 CV a 6.500 giri/minuto.
Numeri importanti, ma che raccontano soltanto una parte della storia. Perché in questo caso il vero valore sta nell’insieme: nella progettazione, nell’ingegneria, nella costruzione artigianale e nella cura quasi maniacale riservata a ogni dettaglio.
Un’automobile costruita attorno a una visione
La documentazione di fabbrica accompagna la vettura e testimonia il lavoro svolto sulle diverse componenti del progetto: design, carrozzeria, motore, sospensioni, freni, cerchi e interni.
È proprio questa documentazione a raccontare quanto la Project Dragon sia stata concepita come una vera commissione speciale, sviluppata per concretizzare la visione di un singolo collezionista.
E forse è questo il suo aspetto più affascinante. Nel mondo delle automobili da collezione esistono vetture rare perché prodotte in pochissimi esemplari. La Project Dragon appartiene a una categoria ancora più particolare: è rara perché ne esiste una sola.
Una sola carrozzeria. Una sola configurazione. Una sola storia.
E adesso anche una sola occasione per poterla acquistare.
Dalla Yellowbird alla Project Dragon
La RUF Project Dragon raccoglie idealmente l’eredità di alcune delle automobili che hanno costruito la leggenda del marchio, a partire dalla Yellowbird fino alla CTR2.
Sono vetture nelle quali la ricerca delle prestazioni non è mai stata separata da un’estetica relativamente sobria, quasi discreta.
È proprio questa combinazione fra eleganza e brutalità meccanica ad aver contribuito a costruire la reputazione internazionale di RUF.
La Project Dragon porta quello spirito nel XXI secolo, aggiungendo però una componente impossibile da replicare: la storia personale del suo committente e la possibilità di creare un’automobile completamente su misura.
A New York il prossimo capitolo
Prima di arrivare sotto il martello dell’asta, la Project Dragon sarà esposta al pubblico presso Christie’s Rockefeller Center dall’8 al 12 ottobre.
Poi sarà il momento di Retromobile New York, dove il 20 e 21 novembre Gooding Christie’s la presenterà ufficialmente al mercato.
La stima compresa fra 6 e 8 milioni di dollari riflette l’eccezionalità di una vettura che, al di là del valore economico, rappresenta un capitolo irripetibile della storia RUF.
Perché alcune automobili sono rare. Altre sono preziose.
La RUF Project Dragon è qualcosa di ancora più difficile da trovare: è unica.
E quando un’automobile unica arriva sul mercato, non si vende soltanto una macchina. Si mette all’asta la possibilità di diventare il prossimo capitolo della sua storia.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.


