Roma saluta la Freccia Rossa sotto la pioggia: emozioni, polvere e gloria lungo il cammino della seconda tappa.

Roma saluta la Freccia Rossa sotto la pioggia: emozioni, polvere e gloria lungo il cammino della seconda tappa.

Dopo quasi 500 chilometri di sole e sudore, i protagonisti della 1000 Miglia 2025 sono giunti nel cuore della Città Eterna.

Il sole, che fino all’ora di pranzo aveva battuto implacabile sulle capote tirate, ha lasciato spazio a una pioggia fitta proprio quando i concorrenti si avvicinavano alla pedana d’arrivo di Villa Borghese. Un cambio di scena quasi teatrale, che ha accompagnato le ultime fatiche della giornata.

A precederli, con circa un’ora di vantaggio, le lucide e moderne Ferrari del Tribute to 1000 Miglia, che hanno tagliato il traguardo in Via Vittorio Veneto tra i primi applausi della serata. Poi è toccato alle vere protagoniste, le signore d’epoca della Freccia Rossa, accolte da autorità, ambasciatori e da un pubblico paziente, bagnato ma felice.

Il viaggio era cominciato dalla nobile Siena, con le sue pietre calde e il saluto dei contradaioli, per poi inoltrarsi nel cuore pulsante della Val d’Orcia, dove il paesaggio sembra disegnato per essere percorso da auto che portano con sé il respiro della storia.

A Radicofani, incastonata tra le colline toscane, le vetture hanno affrontato una Prova di Media, seguita da timbro e Controllo Orario che hanno chiuso il sipario sul primo atto toscano della giornata.

Le insidie vere, però, sono arrivate poco dopo. Otto prove cronometrate, ravvicinate e disposte lungo le sponde polverose del Lago di Bolsena, hanno messo a dura prova nervi, sterzo e concentrazione. Il fondo sterrato, asciutto e friabile, ha alzato una cortina di polvere che ha avvolto le auto in una nube di passato, rendendo quasi epico ogni passaggio.

Dopo il timbro panoramico a Capodimonte, vista lago e vele ormeggiate, il convoglio ha attraversato il borgo di Marta, con i suoi profumi di pesce e di tradizione. Poi, via verso il Lago di Vico, per una nuova Prova di Media, e infine la consueta tappa a Ronciglione.

Ma quest’anno, oltre al timbro nella centrale Piazza Vittorio Emanuele, il borgo laziale ha accolto anche un Controllo Orario, nuovo ingresso in un tratto che si è dimostrato decisivo per il destino sportivo della giornata.

Sul piano agonistico, la classifica aggiornata alla Prova 56 racconta di un duello d’altri tempi: Andrea Vesco e Fabio Salvinelli, su Alfa Romeo 6C 1750 SS, sono riusciti a rimontare lo svantaggio accumulato in mattinata, superando di misura l’equipaggio argentino Erejomovich-Llanos su Alfa 6C 1500 SS.

In terza posizione i regolaristi di razza Belometti-Ricca con la loro elegante Lancia Lambda Spider Tipo 221, seguiti da Tonconogy-Ruffini su una grintosa 6C 1750 GS Spider.

Roma, dunque, si è stretta ancora una volta attorno alla magia della Corsa più bella del mondo, regalando emozioni sotto la pioggia, tra marmo, sanpietrini e antiche meraviglie.

Ma il viaggio non è finito: domani la carovana ripartirà, con la Capitale alle spalle e l’orizzonte della risalita davanti. La leggenda continua.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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