Alba sulla Freccia Rossa: l’Umbria risveglia la leggenda nella terza tappa verso Nord.

Alba sulla Freccia Rossa: l’Umbria risveglia la leggenda nella terza tappa verso Nord.

È ancora buio quando il rombo sommesso dei motori storici scuote l’aria quieta di Parco de’ Medici. Sono le 5:30 del mattino e la Freccia Rossa riparte da Roma, lasciandosi alle spalle la maestà dei Fori e dei sampietrini bagnati, diretta verso nuove sfide tra colline e pievi.

Nel fresco silenzio dell’alba, gli equipaggi si dirigono verso Orte, in provincia di Viterbo, dove la prima Prova di Media della giornata li attende su un percorso lungo quasi sette chilometri. Una danza di precisione tra cronometri e chilometraggi, in cui l’errore si misura in decimi e la gloria in costanza.

La luce si fa più intensa quando le vetture raggiungono Baschi, piccolo balcone sull’Umbria, dove si svolgono ben otto Prove Cronometrate in rapida successione.

Le strade si fanno più tecniche, le curve più secche, e i navigatori stringono i fogli delle medie come se fossero mappe del tesoro.

Ma il vero tesoro è la visione che si apre poco dopo: Orvieto, che accoglie la 1000 Miglia con il suo Duomo mirabile, le cui forme gotiche e romaniche sembrano dialogare silenziosamente con le carrozzerie lucenti delle auto d’epoca. Qui si tiene il Controllo Orario, in un abbraccio tra arte e meccanica.

Intanto, la classifica alla Prova 64 conferma il duello appassionante tra i grandi nomi: Vesco e Salvinelli, su Alfa Romeo 6C 1750 SS, restano saldamente in testa. In seconda posizione Erejomovich-Llanos su 6C 1500 SS, seguiti dai sorprendenti Turelli con la loro O.M. 665 Superba 2000.

Tra le moderne, Hotz-Mozzi comandano il Ferrari Tribute con una F8 Spider, mentre Magni-Giavardi sono leader della Green su una Polestar 4.

Il cammino prosegue attraverso Pianlungo, e da lì verso Allerona, dove una nuova Prova di Media impegna ancora una volta gli equipaggi fino a Ficulle. La bellezza delle colline umbre si fonde con il rigore della competizione, mentre ogni curva diventa un frammento di memoria meccanica.

Dopo sette anni d’assenza, la corsa fa il suo ritorno a Città della Pieve, il borgo rosso di mattoni cari al Perugino, che ospita con fierezza il Controllo Timbro tra applausi e orgoglio locale.

A segnare l’ingresso nuovamente in Toscana, una serie di prove immerse nei filari ordinati di Montepulciano, dove la vite cresce su colline che sembrano dipinte.

Ma le novità non sono finite: per la prima volta nella storia della 1000 Miglia, il convoglio fa tappa a Foiano della Chiana, dove un timbro nel cuore del centro storico, in Corso Vittorio Emanuele, inaugura una nuova pagina nel diario della Corsa più bella del mondo.

È Arezzo, infine, ad accogliere gli equipaggi per il pranzo in gara, nel primo pomeriggio.

Una sosta meritata dopo una mezza giornata che è già leggenda: tra albe silenziose, strade polverose e borghi che tornano ad abbracciare la corsa, la 1000 Miglia continua a scrivere la sua storia — un chilometro alla volta.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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