Renault Mégane Coach: la coupé dimenticata con il cuore della Williams.

Renault Mégane Coach: la coupé dimenticata con il cuore della Williams.

Ci sono auto che fanno rumore. E altre che lavorano in silenzio, costruendosi nel tempo una reputazione tutta da riscoprire. La Renault Mégane Coach appartiene senza dubbio alla seconda categoria: meno celebrata di altre sportive francesi, ma oggi sempre più interessante per chi sa guardare oltre le mode.

Nata nel 1995 con il debutto della nuova famiglia Mégane, questa coupé rappresentò la proposta sportiva di una gamma chiamata a raccogliere l’eredità della Renault 19. Un ruolo non semplice, ma interpretato con una personalità ben definita.

La sportiva della famiglia

La prima generazione della Renault Mégane si presentava come una vera famiglia allargata: berlina 5 porte, cabriolet, station wagon, monovolume e, appunto, la Coach.

Pur mantenendo il family feeling nel frontale, la coupé mostrava una silhouette più dinamica e personale. I montanti posteriori inclinati, il profilo del secondo finestrino e il leggero accenno di coda costruivano un insieme equilibrato, completato da:

  • cerchi in lega dedicati
  • spoiler posteriore tondeggiante
  • gruppi ottici ben integrati

Il risultato era una linea pulita ma sportiva, in perfetto stile anni ’90.

Non va dimenticato che la Coach segnava anche il ritorno di Renault nel mondo delle coupé dopo l’uscita di scena della Renault Fuego nel 1986.

Il motore giusto: sangue Williams

Il vero asso nella manica arrivava però sotto il cofano.

Al vertice della gamma troviamo il 2.0 16 valvole da 147 CV, lo stesso propulsore che rese celebre la Renault Clio Williams. Una parentela tecnica che ancora oggi fa drizzare le antenne agli appassionati.

Con questo motore la Mégane Coach offriva prestazioni tutt’altro che banali:

  • 0-100 km/h in 8,6 secondi
  • velocità massima di 215 km/h

Numeri che, rapportati al peso contenuto e alla vocazione stradale, la rendevano una sportiva concreta e godibile.

Il restyling del 1999

Nel 1999 arrivò l’aggiornamento di metà carriera. Esteticamente le modifiche furono concentrate soprattutto nel frontale, ma la novità principale riguardò la meccanica.

Debuttò infatti il 2.0 a iniezione diretta di benzina da 140 CV, più moderno ma — per molti puristi — meno affascinante del precedente 16 valvole “di sangue Williams”.

Ed è proprio qui che nasce l’interesse collezionistico.

L’ombra lunga della Maxi da rally

A rafforzare la credibilità sportiva del modello contribuì la spettacolare versione Maxi da competizione.

Con 285 CV per appena 960 kg, la Mégane Maxi si impose nel 1999 conquistando:

  • Coppa del Mondo FIA 2 Litri
  • Campionato Europeo Rally
  • Coppa Europa FIA 1.6

Un palmarès che, pur appartenendo alla versione corsaiola, ha inevitabilmente riflessi sull’immagine dell’intera famiglia Coach.

Quotazioni e consigli per l’acquisto

Oggi la Mégane Coach resta una delle youngtimer più sottovalutate del panorama europeo. Proprio per questo rappresenta un’opportunità interessante per chi vuole entrare nel mondo delle storiche con una spesa ancora accessibile.

Il vero obiettivo per i collezionisti è chiaro: pre-restyling con motore 2.0 16V da 147 CV.

Gli esemplari sono sempre più difficili da trovare, segno che il mercato — lentamente ma inesorabilmente — sta iniziando ad accorgersi del suo valore.

Per i Discepoli della Regolarità più attenti, potrebbe essere il momento giusto per metterne una in garage… prima che il silenzioso segreto diventi dominio pubblico.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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