Renault e la Dauphine Gordini: il ritorno che profuma di storia.
C’è una linea sottile che unisce memoria e movimento. Su quella linea, nel cuore della Francia, torna a scorrere la Tour Auto, uno degli appuntamenti più affascinanti del panorama europeo dedicato alle auto storiche.
E tra i protagonisti dell’edizione 2026, dal 4 al 9 maggio, c’è anche Renault, che sceglie di raccontare la propria storia nel modo più autentico possibile: portandola in strada.
Una piccola grande icona
La protagonista è lei, la Renault Dauphine Gordini, una vettura che più di altre ha saputo incarnare lo spirito della Francia del dopoguerra.
Lanciata nel 1956, la Dauphine non era soltanto un’auto accessibile: era un’idea di mobilità democratica, capace di coniugare semplicità e carattere. E proprio grazie al genio di Amédée Gordini, quella stessa base diventò qualcosa di più: una piccola combattente, capace di lasciare il segno anche nelle competizioni.
Non è un caso che il suo nome sia legato a successi importanti come il Tour de Corse e il Rally di Montecarlo, tappe fondamentali nella costruzione della sua reputazione internazionale.
Dalla memoria alla strada
Per il Tour Auto 2026, Renault porta in gara un esemplare del 1968, una delle ultime della serie R1095. Una vettura che ha percorso appena 7.800 chilometri e che conserva intatta la propria autenticità, come una fotografia rimasta impressa nel tempo.
Ma ciò che conta davvero è il gesto: non esporla, ma farla vivere. Non conservarla, ma metterla alla prova.
È una scelta coerente con la filosofia di The Originals Renault Garage, la rete dedicata alla manutenzione e al restauro delle auto storiche Renault e Alpine, che punta a garantire continuità operativa e dignità dinamica a queste vetture.
Una storia che si tramanda
Al volante ci sarà François Allain, volto noto del giornalismo automotive e ambasciatore del progetto nel 2026, affiancato dal figlio Oscar.
Una scelta che va oltre l’aspetto sportivo. Perché il Tour Auto non è solo una competizione: è un racconto in movimento, fatto di strade, di meccanica e di relazioni.
E in questo caso, anche di passaggio di testimone.
Da Parigi a Biarritz, attraverso cinque tappe e circuiti storici, la Dauphine Gordini non correrà contro il tempo, ma insieme al tempo. È questo, forse, il significato più profondo della partecipazione Renault: dimostrare che il patrimonio automobilistico non è fatto per restare immobile. Va guidato. Va ascoltato. Va condiviso.

