Quarant’anni dopo la Delta S4, Lancia torna a correre: la sfida riparte con la Ypsilon Rally4 HF.
Autunno 1985. In un’Europa che sogna strade di fango e curve strette tra boschi, la Lancia Delta S4 accende i riflettori sul Gruppo B come nessun’altra. È il RAC Rally di Gran Bretagna a farle da palcoscenico: Henri Toivonen e Neil Wilson danzano sul fango inglese, spingendo una belva da 500 cavalli oltre il confine del possibile.
Pochi sanno, però, che l’esordio di quella vettura fuori dal comune era avvenuto qualche mese prima, tra le strade polverose del Rally Colline di Romagna: Markku Alen e Ilkka Kivimaki avevano già fatto intendere al mondo che la Delta S4 non sarebbe stata una comparsa, ma una protagonista assoluta.
Quarant’anni dopo, la stessa eredità di coraggio, ingegneria spinta al limite e sfida senza compromessi, riaccende i motori di Lancia. Stavolta è una piccola, scattante Ypsilon a raccogliere il testimone: si chiama Ypsilon Rally4 HF, ed è tutto fuorché timida. Il marchio torinese rispolvera così la sigla “HF” – High Fidelity – che per generazioni ha fatto tremare i tornanti e i cronometri di mezza Europa.
E lo fa con una visione chiara: riportare lo spirito Lancia sulle prove speciali, con un’auto accessibile ai giovani piloti e un trofeo monomarca che sa di palestra e di sogni realizzati.
Ma torniamo alla S4, perché senza di lei nulla di tutto questo sarebbe possibile. S4: “S” come sovralimentata, “4” come le ruote che artigliavano l’asfalto e la ghiaia. Una gabbia tubolare come ossatura, carrozzeria di materiali avveniristici per l’epoca – kevlar e carbonio – e un cuore bialbero da 1759 cc, doppiamente sovralimentato con compressore e turbocompressore. 500 cavalli per meno di mille chili di peso: pura dinamite da rally.
Non era solo tecnica, era filosofia: correre più veloce di tutti, a qualsiasi costo. Con la S4, Lancia scrisse pagine che oggi fanno tremare ancora: titoli italiani ed europei, vittorie leggendarie – Monte-Carlo, Costa Smeralda, Targa Florio – e quella capacità di portare sulle strade del mondo un ingegno tutto italiano.
Oggi, uno dei rarissimi 29 esemplari costruiti per il Mondiale Rally riposa all’Heritage Hub di Torino. È lì, tra altre glorie della casa di Chivasso, a ricordare che la Delta S4 non è solo un’auto: è un simbolo di ciò che Lancia era capace di immaginare quando i regolamenti lasciavano spazio all’audacia.
E l’audacia, quarant’anni dopo, non è scomparsa. La nuova Ypsilon Rally4 HF nasce per correre nella categoria Rally4: un motore turbo da 212 cavalli, cambio sequenziale a cinque marce, sospensioni Ohlins, freni generosi.
Un pacchetto che parla la lingua dei giovani talenti e dei piloti privati, quelli che sognano di scrivere la loro pagina, proprio come fecero Toivonen, Alen e Kivimaki. E per chi vuole iniziare, ecco la Ypsilon HF Racing, appena svelata: la base perfetta per avvicinarsi alle corse senza tradire la tradizione.
Tra passato e futuro c’è un filo rosso: la voglia di spingersi oltre, di non accontentarsi. Perché Lancia non ha mai corso per guardarsi indietro, ma per andare avanti.
E se la Delta S4 è ancora lì, all’Heritage Hub, a raccontare un’epoca irripetibile, la Ypsilon Rally4 HF è pronta a ricordarci che la sfida non finisce mai: cambia forma, cambia suono, ma resta sempre la stessa.
È la sfida di Lancia.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.



