Peugeot e Le Mans, un secolo di sfide, record e vittorie sotto il segno del Leone.

Peugeot e Le Mans, un secolo di sfide, record e vittorie sotto il segno del Leone.

Ci sono circuiti che diventano leggenda e costruttori che contribuiscono a scriverla. Quando si parla della 24 Ore di Le Mans, Peugeot appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Un rapporto lungo quasi un secolo, fatto di intuizioni pionieristiche, record di velocità, vittorie memorabili e continue sfide tecnologiche.

La storia tra il Leone e il Circuit de la Sarthe affonda le proprie radici negli anni Venti, quando l’automobile era ancora una giovane invenzione e le competizioni rappresentavano il banco di prova più severo per misurare affidabilità, innovazione e coraggio.

Un debutto sfortunato ma promettente

La prima apparizione ufficiale di Peugeot alla 24 Ore di Le Mans risale al 1926. La Casa francese schierò due eleganti 174 Sport, vetture che rappresentavano il meglio della propria produzione. L’avventura sembrava destinata a un risultato prestigioso quando una delle due vetture occupava la seconda posizione assoluta a metà gara.

Fu però un dettaglio apparentemente insignificante a cambiare la storia: la rottura di un montante del parabrezza costrinse al ritiro l’equipaggio di André Boillot e Louis Rigal. Un episodio che oggi appare quasi incredibile, ma che testimonia quanto fossero rigorosi i regolamenti dell’epoca.

Le Darl’Mat e il ritorno del Leone

Negli anni Trenta Peugeot tornò protagonista grazie all’iniziativa del concessionario parigino Émile Darl’Mat, figura visionaria che trasformò alcune vetture del marchio in autentiche sportive da competizione.

Le Darl’Mat Peugeot conquistarono risultati sorprendenti nel 1937 e nel 1938, arrivando a occupare le prime posizioni di categoria e dimostrando che il Leone aveva tutte le carte in regola per competere con i migliori costruttori europei.

Poi arrivò la guerra, che interruppe bruscamente sogni e programmi sportivi.

Gli uomini della velocità

Negli anni Sessanta e Settanta Peugeot tornò a farsi vedere a Le Mans attraverso progetti indipendenti ma strettamente legati al marchio. Tra i protagonisti spiccano Charles Deutsch e soprattutto Gérard Welter, designer Peugeot e autentico appassionato della gara francese.

Fu proprio il team WM a firmare una delle pagine più affascinanti della storia di Le Mans.

Nel 1988 la WM P88, spinta da un motore Peugeot V6 biturbo, raggiunse sul rettilineo delle Hunaudières la velocità di 407 km/h. Un record destinato a entrare nella leggenda e che ancora oggi rimane imbattuto, complice l’introduzione delle chicane che hanno modificato per sempre il volto del circuito.

Quel numero, 407 km/h, rappresenta ancora oggi uno dei simboli più iconici della ricerca estrema della velocità a Le Mans.

La rivoluzione della 905

L’inizio degli anni Novanta segnò il ritorno ufficiale di Peugeot ai massimi livelli dell’endurance mondiale.

Sotto la guida di Jean Todt nacque la 905, una vettura rivoluzionaria realizzata con tecnologie derivate dall’aeronautica e sviluppata in collaborazione con Dassault. Telaio in fibra di carbonio, aerodinamica sofisticata e un raffinato motore V10 aspirato da 3,5 litri resero la 905 uno dei prototipi più avanzati della sua epoca.

Dopo un anno di apprendistato, arrivò la consacrazione.

Nel 1992 Peugeot conquistò la sua prima vittoria assoluta alla 24 Ore di Le Mans. Un successo che non rimase isolato. L’anno successivo il Leone realizzò una delle imprese più straordinarie nella storia della corsa, monopolizzando l’intero podio con una storica tripletta che sancì la superiorità tecnica e sportiva del progetto francese.

Fu il trionfo di una generazione di ingegneri, tecnici e piloti che aveva costruito da zero una vettura destinata a diventare leggenda.

L’era del diesel vincente

Dopo alcuni anni di assenza, Peugeot tornò a Le Mans nel nuovo millennio con una sfida tecnologica che avrebbe cambiato il volto delle gare endurance.

La 908 HDi FAP rappresentava la scommessa sul diesel ad alte prestazioni. Un prototipo sofisticato, spinto da un poderoso V12 biturbo capace di unire prestazioni elevate e consumi contenuti.

Dopo alcune stagioni di crescita, nel 2009 arrivò il risultato atteso: Peugeot conquistò una splendida doppietta alla 24 Ore di Le Mans, riportando il Leone sul gradino più alto del podio e dimostrando la validità della tecnologia diesel nel motorsport di vertice.

La nuova sfida dell’era Hypercar

L’ultima pagina di questa lunga storia è rappresentata dalla Peugeot 9X8.

Presentata come una delle Hypercar più innovative degli ultimi anni, la vettura francese ha stupito il mondo per l’assenza dell’alettone posteriore e per soluzioni aerodinamiche radicali che hanno riportato Peugeot al centro dell’attenzione tecnica del Campionato Mondiale Endurance.

Dal ritorno nel 2023 il progetto ha affrontato una fase di sviluppo complessa, ma ha dimostrato il desiderio del marchio di continuare a sperimentare e innovare, proprio come aveva fatto nei decenni precedenti.

Un legame che continua

Dal parabrezza rotto della 174 Sport nel 1926 al record dei 407 km/h della WM-Peugeot, dalle leggendarie vittorie della 905 fino alle moderne Hypercar del WEC, la storia di Peugeot a Le Mans è molto più di una semplice sequenza di risultati.

È il racconto di un costruttore che ha sempre considerato le corse come un laboratorio tecnologico e umano.

Un secolo di sfide affrontate con lo stesso spirito che animava Armand Peugeot quando intuì che l’automobile avrebbe cambiato il mondo.

E mentre il Leone continua a ruggire sul circuito della Sarthe, la sua storia dimostra che a Le Mans non conta soltanto vincere. Conta lasciare un segno. Peugeot, in quasi cent’anni di presenza, lo ha fatto più volte.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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