Opel GT (2006): vent’anni fa il ritorno di un nome che sapeva di futuro.

Opel GT (2006): vent’anni fa il ritorno di un nome che sapeva di futuro.

Ci sono nomi che non appartengono a una sola epoca. Nomi che attraversano il tempo, cambiano forma, ma conservano un’identità profonda. Opel GT è uno di questi.

E quando, il 2 marzo 2006, al 76° Salone di Ginevra, la Casa di Rüsselsheim presentò al mondo una nuova GT, fu subito chiaro che non si trattava di una semplice operazione nostalgia, ma di un tentativo consapevole di riallacciare un filo interrotto quasi quarant’anni prima.

La GT del 2006 non era una coupé come quella del 1968, ma una spider a due posti secchi, con motore anteriore longitudinale e trazione posteriore.

Una scelta tecnica che, già all’epoca, andava controcorrente rispetto a un mercato sempre più dominato da compatte a trazione anteriore e da sportive “razionali”. Opel, invece, scelse la strada dell’emozione.

Sotto il lungo cofano trovava posto il 2.0 ECOTEC turbo benzina a iniezione diretta, capace di 264 CV, numeri che permettevano alla GT di scattare da 0 a 100 km/h in meno di sei secondi e di superare i 230 km/h.

Prestazioni importanti, ma mai ostentate: la vera forza della GT stava nell’equilibrio complessivo, nella distribuzione dei pesi, nella sensazione di guida sincera e meccanica, elementi che oggi rappresentano un valore sempre più raro.

Il design contribuì in modo decisivo a definire il carattere dell’auto. Linea bassa e compatta, sbalzi ridotti, grandi cerchi da 18 pollici, coda muscolosa e un cofano incernierato anteriormente che sembrava voler richiamare, idealmente, certe granturismo classiche. La capote in tessuto, completamente a scomparsa in un vano dedicato, esaltava ulteriormente il profilo della vettura, trasformandola in una vera roadster senza compromessi estetici.

Nel 2007 arrivò la consacrazione: “Cabrio dell’Anno”, premio assegnato da una giuria internazionale di 21 giornalisti specializzati. Un riconoscimento che certificava quanto la GT fosse riuscita a ritagliarsi uno spazio credibile in un segmento altamente emozionale, senza rinunciare a una politica di prezzo sorprendentemente accessibile.

In Italia, con un listino di 29.900 euro, la GT replicava, in chiave moderna, l’effetto sorpresa che la prima Opel GT aveva suscitato nel 1968 con il suo prezzo di 1.995.000 lire.

Non mancava nemmeno quel pragmatismo tipicamente Opel: dotazioni essenziali, un unico pacchetto opzionale realmente significativo – il Premium Pack – e una filosofia che metteva al centro il rapporto tra costo e piacere di guida, più che l’esibizione fine a sé stessa.

Oggi, a vent’anni di distanza, la Opel GT del 2006 si sta guadagnando un posto preciso nella storia recente dell’automobile.

Non ancora “classica” in senso tradizionale, ma già youngtimer consapevole, rappresenta una stagione irripetibile: quella in cui era ancora possibile costruire una spider pura, analogica, senza filtri invasivi, pensata per chi guidava prima con le mani e poi con i sistemi elettronici.

Forse è proprio questo il suo valore storico più autentico. La Opel GT non è mai stata giovane quanto oggi: perché oggi, guardandola con gli occhi dell’appassionato, racconta meglio di tante altre auto cosa significasse, nei primi Anni Duemila, credere ancora nell’automobile come piacere, carattere e identità.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

Lascia un commento