Lancia Thema 8.32: nel 2026 la berlina con cuore Ferrari compie 40 anni.
Ci sono automobili che nascono per stupire e altre che, col tempo, diventano icone trasversali, capaci di mettere d’accordo mondi apparentemente lontani. La Lancia Thema 8.32 appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.
Nel 2026 la berlina più audace degli anni Ottanta spegnerà 40 candeline, portando con sé una storia fatta di eleganza, ambizione e di un nome che ancora oggi fa brillare gli occhi agli appassionati: Ferrari.
Negli anni in cui BMW e Mercedes-Benz dominavano il segmento delle grandi berline, Lancia seppe rispondere senza complessi di inferiorità. E nel 1986, con la presentazione della Thema 8.32, toccò probabilmente l’apice della propria popolarità.
Il V8 di Maranello sotto il cofano
Il cuore della 8.32 era il celebre V8 2.9 litri Ferrari, derivato da quello della Mondial, opportunamente rivisto per adattarsi a una berlina a trazione anteriore.
La potenza scese da 240 a 214 CV, con un’erogazione resa più progressiva, ma le prestazioni restavano di assoluto rilievo: 240 km/h di velocità massima, numeri che negli anni ’80 facevano tremare anche concorrenti ben più blasonate.
Per molti appassionati è rimasta per sempre la “Thema Ferrari”, un soprannome mai ufficiale ma entrato stabilmente nell’immaginario collettivo.
Dettagli che facevano la differenza
A distinguerla dalla Thema “normale” bastava uno sguardo attento.
La calandra specifica, i cerchi ispirati alle Rosse di Maranello, i loghi 8.32, la linea gialla lungo la fiancata e soprattutto lo spoiler posteriore retrattile erano elementi che ne dichiaravano senza mezzi termini l’esclusività.
Una berlina elegante, sì, ma con una vena sportiva che non aveva bisogno di ostentazioni eccessive.
Lusso all’italiana, senza compromessi
L’abitacolo era un vero manifesto del gusto italiano di alto livello. Strumentazione a elementi circolari con grafica gialla, volante a tre razze, inserti in legno e Alcantara.
A richiesta, la celebre selleria in pelle Poltrona Frau trasformava l’interno in un salotto viaggiante, capace di competere per atmosfera e raffinatezza con le più esclusive berline inglesi.
Un mix di sportività e opulenza che oggi appare quasi irripetibile.
Il restyling e l’addio
Nel 1988, come tutte le Thema, anche la 8.32 fu sottoposta a un restyling, con un frontale aggiornato e nuovi gruppi ottici.
L’introduzione del catalizzatore portò però a una riduzione della potenza di 10 CV, segnando simbolicamente l’inizio della fase finale della sua carriera.
La produzione terminò nel 1992. In totale furono costruiti:
- 2.370 esemplari della prima serie
- 1.150 esemplari della seconda serie restyling
Numeri contenuti, che oggi contribuiscono al suo fascino collezionistico.
Da ammiraglia costosa a youngtimer di culto
All’epoca del lancio, la Thema 8.32 aveva un prezzo superiore ai 58 milioni di lire, una cifra che la collocava ai vertici del segmento.
Oggi, sul mercato dell’usato e delle auto storiche, i valori oscillano generalmente tra i 20.000 e i 30.000 euro, ma gli esemplari con pochi chilometri e condizioni eccellenti possono tranquillamente superare i 40.000 euro.
A quarant’anni dalla nascita, la Thema 8.32 resta una delle più affascinanti scommesse vinte dell’automobilismo italiano, una berlina che seppe unire Torino e Maranello come nessun’altra.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.




