L’ACI e gli Automobilisti: 120 anni di strada insieme.

L’ACI e gli Automobilisti: 120 anni di strada insieme.

C’è un filo che unisce la Roma del 1905 a quella di oggi: il rumore di una motorizzazione che nasce, cresce, cambia pelle e continua a raccontare il Paese attraverso le sue strade. È questo lo spirito della mostra “L’Aci e gli Automobilisti: una storia lunga 120 anni”, inaugurata nello Spazio espositivo ACI – ACI Storico della Galleria Filippo Caracciolo.

Un percorso visitabile fino al 24 gennaio che riporta il visitatore alle origini dell’automobile, quando l’Italia scopriva un nuovo modo di muoversi e di pensare il futuro.

Nove veicoli ultracentenari – tra auto e motociclette – compongono una rassegna che è molto più di una semplice esposizione: è una macchina del tempo che racconta il cammino dell’ACI fin dalla fondazione e il suo ruolo nel rendere la mobilità un pilastro sociale, culturale e tecnologico del Paese.

«Questa mostra celebra la longevità dell’Ente e la storia di donne e uomini che hanno creduto nell’automobile come strumento di progresso», ha dichiarato il commissario straordinario Tullio Del Sette. E i mezzi esposti ne sono la prova tangibile: monumenti di metallo che parlano di strade bianche, lunghe salite, pionieri coraggiosi e innovazioni che avrebbero cambiato per sempre il modo di vivere e viaggiare.

L’onorevole Giovanni Battista Tombolato, Subcommissario ACI e presidente ACI Storico, ha ricordato la missione dello spazio espositivo, nato per portare la cultura del motorismo storico a un pubblico sempre più ampio: «Raccontare 120 anni di storia significa raccontare l’identità dell’Italia motorizzata. Questa mostra invita tutti – appassionati, cittadini e turisti – a riscoprire le nostre radici».

Un messaggio raccolto anche dal presidente eletto Antonino Geronimo La Russa: «Attraverso questi veicoli ripercorriamo 120 anni di strada insieme agli italiani. Valorizzare la Storia significa capire da dove veniamo e costruire con consapevolezza il futuro dell’automobilista».

Un patrimonio unico tra Torino e Tradate

La mostra racconta l’alba dell’automobilismo italiano attraverso cinque vetture provenienti dal MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino – e quattro motociclette Frera, la prima marca motociclistica italiana, nata anch’essa nel 1905.

Brilla su tutte la De Dion Bouton Type E del 1898, una meraviglia con configurazione “vis-à-vis” che sembra uscita da un romanzo d’avventura. Accanto a lei, l’OM 665 N5 del 1931, erede diretta della celebre “Superba”, protagonista delle prime Mille Miglia: un nome che ancora oggi fa vibrare il cuore degli appassionati.

Le quattro motociclette Frera, presentate in collaborazione con il Museo Frera di Tradate, rappresentano un capitolo fondamentale del motorismo italiano. Spicca la HP 2½ Modello D Gran Lusso del 1914, ricordata come la moto dei Bersaglieri nella Prima Guerra Mondiale.

Un viaggio nella memoria del Paese

Le sale della mostra diventano così un racconto corale: l’evoluzione della tecnica, la nascita del turismo, il ruolo dell’ACI nel sostenere e accompagnare gli automobilisti italiani. Un secolo e due decenni in cui il Paese è cambiato, e l’automobile ha fatto da specchio e compagna di viaggio.

Una rassegna da non perdere per chi ama le auto storiche, ma anche per chi vuole capire come nasce la nostra identità di automobilisti, tra innovazione, coraggio e passione.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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