Dall’Adriatico al Tirreno: la lunga traversata della quarta giornata della 1000 Miglia 2025.
Si parte all’alba, come da tradizione. Alle sei in punto, quando la luce fa appena capolino sull’Adriatico, il rombo delle storiche ha risvegliato Cervia e dato il via alla quarta, durissima giornata della 1000 Miglia 2025.
Una tappa d’altri tempi, 500 chilometri attraverso l’Italia più autentica, dall’est all’ovest della penisola, tra borghi, passi e piazze affacciate sulla storia.
Il viaggio ha condotto gli equipaggi a Forlì, terza città toccata oggi dalle Ferrari moderne del Tribute 1000 Miglia. In Piazza Aurelio Saffi il primo respiro urbano, tra il pubblico incuriosito e gli appassionati già in attesa con le liste iscritti alla mano. Poi, verso sud, direzione Lardiano, dove il cronometro ha dettato legge: dieci Prove Cronometrate consecutive, tutte da percorrere con precisione assoluta.
In testa alla classifica generale, dopo la Prova 88, restano saldi Andrea Vesco e Fabio Salvinelli su Alfa Romeo 6C 1750 SS, ma gli argentini Erejomovich-Llanos non mollano, secondi su una 6C 1500 SS.
Alle loro spalle, a chiudere il terzetto di testa, Tonconogy-Ruffini su 6C 1550 GS Spider Zagato. Una lotta tutta tra Alfa, come nella tradizione più pura della Freccia Rossa.
Poi è stato il turno della montagna. Gli Appennini hanno accolto la carovana con i colori e i profumi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Un valico, quello della Calla, divenuto oggi teatro di una Prova di Media: asfalto, curve, pendenze e concentrazione assoluta tra boschi e nuvole basse.
Dall’Emilia-Romagna alla Toscana, tra salite e discese, la 1000 Miglia ha scritto un altro capitolo inedito.
A Stia, per la prima volta nella storia della corsa, si è tenuto un Controllo Timbro e un Controllo Orario: due sigilli d’inchiostro in una piazza raccolta, accogliente come solo i piccoli centri toscani sanno essere. Un altro timbro a Pratovecchio, e poi di nuovo l’adrenalina delle prove, dove ogni centesimo di secondo può cambiare la storia.
Dopo un lungo trasferimento di ottanta chilometri, la carovana ha raggiunto Empoli. In Piazza Farinata degli Uberti le auto hanno danzato tra le architetture medievali per un nuovo controllo, prima di proseguire verso San Miniato. Intorno alle due del pomeriggio, sotto il sole della Valdera, Pontedera ha aperto le sue porte agli equipaggi, accogliendoli in Piazza Cordificio Billeri per il pranzo di gara.
Un momento di tregua nel cuore della Toscana, mentre il viaggio continua. Domani si punta ancora a nord.
Ma intanto, oggi, la 1000 Miglia ha compiuto una delle sue imprese più classiche e più affascinanti: attraversare l’Italia, ruota dopo ruota, emozione dopo emozione.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.


