Coppa Città della Pace 2026: quando la regolarità incontra Trento.
Ci sono gare che non si limitano a segnare il calendario. Ci sono appuntamenti che, anno dopo anno, misurano il tempo non solo sul pressostato, ma nel rapporto profondo tra uomo, macchina e territorio.
La Coppa Città della Pace è una di queste. E nel 2026 sceglie di cambiare prospettiva, spostando il proprio baricentro su Trento, senza tradire la propria anima.
Sabato 7 marzo, la 23ª edizione della classica organizzata da Adige Sport, unica gara trentina inserita nel Cireas, si presenterà ai Discepoli della Regolarità con percorsi completamente nuovi, pensati per chi sa leggere l’asfalto, anticipare il ritmo, interpretare la strada.
Trento, nuovo centro di gravità
Non più Rovereto, ma Trento come fulcro operativo ed emotivo della gara.
Partenza, arrivo e premiazioni troveranno casa nella nuova sede dell’Automobile Club Trento, in via Lunelli, ma sarà la città stessa a diventare parte integrante della competizione.
La regolarità scatterà nel cuore urbano, con una Power Stage Classic in Piazza Fiera, tra palazzi, sguardi curiosi e il rumore ovattato dei motori d’epoca che si preparano alla salita. Un inizio che non concede distrazioni: qui il tempo si prende subito sul serio.
Il Bondone non mente
Poi la strada si alza.
Il Monte Bondone non è solo una salita: è un esame. Un banco di prova dove la regolarità smette di essere teoria e diventa gestione pura, perché qui pendenza, ritmo e concentrazione devono trovare un equilibrio perfetto.
Scollinato il Bondone, la gara cambia pelle.
La discesa verso la Valle dei Laghi apre il respiro, ma non allenta la tensione. Dro, Mori, Rovereto scorrono come capitoli diversi dello stesso racconto, fino alla sosta di metà giornata, momento sospeso in cui si rimettono insieme sensazioni, errori, decimi lasciati per strada.
Ritorno consapevole
Nel pomeriggio il percorso riprende la via di Trento, evitando una seconda ascesa sull’Alpe di Trento e scegliendo invece un ritorno più sottile, più tecnico, dove la stanchezza inizia a bussare e solo chi ha costruito la gara sin dal mattino riesce a tenere la linea.
Il finale, ancora in Piazza Fiera, con il Trofeo ACI Trento, chiude il cerchio: la città che aveva dato il via accoglie gli equipaggi che hanno saputo leggerla, attraversarla, rispettarla.
Una tappa che pesa
Nel Cireas 2026 la Coppa Città della Pace sarà la terza prova stagionale, dopo Coppa Giulietta&Romeo e Trofeo Lago di Como. Un momento chiave, quando i valori iniziano a emergere e la classifica comincia a prendere forma.
A difendere il titolo partiranno Angelo Accardo e Caterina Vagliani, campioni italiani in carica su Fiat 508 C, ma i percorsi trentini – lo dicono i numeri – non regalano nulla: la loro ultima esperienza qui si era chiusa con un terzo posto.
Segno che questa gara va affrontata con rispetto, umiltà e precisione assoluta.
Per chi vive di ritmo
La Coppa Città della Pace non è una gara da attaccare.
È una gara da interpretare.
Nel 2026, con Trento al centro e un territorio che si offre senza sconti, la regolarità torna a essere quello che i suoi Discepoli conoscono bene:
un dialogo continuo tra strada e cronometro, dove vince chi sa ascoltare entrambi.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.


