1000 Miglia 2025: il cuore antico del Veneto accoglie la corsa più bella del mondo.
Con il profilo di Peschiera del Garda a segnare l’ingresso nel territorio veneto, la 1000 Miglia 2025 ha ripreso il suo cammino tra acque scintillanti e pietre di storia.
La carovana ha attraversato le mura scaligere per poi dirigersi verso la città dell’amore, Verona, che dopo due anni ha riaperto le porte a questo evento straordinario.
Piazza Bra, illuminata dal sole di giugno, ha accolto le vetture d’epoca tra lo stupore dei passanti e il silenzioso omaggio dell’Arena, che pareva osservare con rispetto quelle macchine d’altri tempi.
Ma la corsa non si è fermata. Ha proseguito nel cuore della pianura veneta fino a Bovolone, cittadina laboriosa che ha voluto accogliere i concorrenti con calore e precisione, offrendo un duplice banco di prova: Controllo Timbro e Controllo Orario.
Un momento tecnico, sì, ma anche un’occasione per i residenti di affacciarsi sul mondo, osservando da vicino gioielli meccanici e uomini capaci di fondere passione e concentrazione.
Le classifiche, aggiornate dopo le Prove Cronometrate di Sirmione, confermano la supremazia della coppia Vesco-Salvinelli al volante della loro affascinante Alfa Romeo 6C del 1929: un’auto che sembra fatta per vincere, tanto quanto per emozionare.
Seguono, incalzanti, Bertoli e Vavassori con l’inossidabile O.M. 665 Superba del 1925, e il duo Belometti-Bergomi sulla Lancia Lambda Spider Tipo 221, anch’essa del 1929: tre equipaggi che incarnano lo spirito competitivo e romantico della corsa.
Poi, lungo le rive del Po, è tornato il silenzio carico di tensione dei cronometri. All’altezza di Stienta, dieci prove hanno scandito il finale della prima tappa, mettendo alla prova riflessi e nervi di chi, pur viaggiando nel tempo, deve rispondere al presente con prontezza.
Ma la giornata non poteva concludersi senza una parentesi di bellezza. E così, prima della sosta serale, le auto hanno sfilato in uno dei luoghi più affascinanti del Rinascimento italiano: Corso Ercole I d’Este, a Ferrara.
Un tappeto di pietra su cui hanno sfilato in silenzio e in bellezza, sotto lo sguardo severo ma accogliente del Castello Estense.
Piazza Trento e Trieste ha accolto il Controllo Orario di ripartenza, preludio all’ultimo tratto della giornata, che ha visto il convoglio dirigersi verso San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna, traguardo finale di una tappa che ha saputo unire precisione e poesia, cronometro e incanto.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.



