Racing Meeting 2026: a Vicenza la storia del Motorsport incontra il futuro.
Ci sono eventi che non si limitano a esporre automobili, ma raccontano un’intera cultura. Il Racing Meeting, giunto alla sua sesta edizione, appartiene a questa categoria.
Dal 7 all’8 febbraio, la Fiera di Vicenza torna a essere il punto d’incontro per appassionati, piloti e collezionisti, in una rassegna ideata e voluta da Miki Biasion, due volte campione del mondo rally e figura simbolo del motorsport italiano.
Nel 2026 la manifestazione compie un ulteriore passo avanti, aprendo definitivamente lo sguardo a tutte le discipline del Motorsport: dalla pista allo sterrato, dalle monoposto alle vetture turismo, fino alle grandi protagoniste della storia delle competizioni italiane. Un viaggio attraverso epoche e filosofie tecniche diverse, unite da un unico filo conduttore: la ricerca della prestazione.
Tre epoche, un solo spirito competitivo
Tra i momenti più significativi dell’esposizione spicca la presenza di tre vetture provenienti dalla collezione Stellantis Heritage, testimonianze concrete di oltre settant’anni di evoluzione tecnica e sportiva.
La più antica è la straordinaria Fiat S 61 Corsa del 1908, autentica pioniera delle competizioni internazionali.
Derivata dalla granturismo omonima e destinata al mercato americano, rappresentava per l’epoca una sfida tecnologica avanzatissima: motore quattro cilindri da 10 litri, valvole in testa e una velocità massima di circa 150 km/h, numeri impressionanti per i primi anni del Novecento.
L’esemplare esposto è quello che conquistò il Gran Premio d’America del 1912, protagonista di una stagione che consacrò la FIAT tra i costruttori dominanti oltreoceano. Restaurata conservativamente nel 2016, la S 61 Corsa è oggi una delle testimonianze più autentiche del periodo pionieristico dell’automobile da corsa.
Accanto a lei, un salto temporale di oltre settant’anni conduce alla Alfa Romeo 182 “sperimentale”, monoposto di Formula 1 che racconta uno dei momenti più audaci della ricerca tecnica dei primi anni Ottanta.
Tra le sue caratteristiche più innovative spicca il telaio in fibra di carbonio, soluzione destinata a rivoluzionare definitivamente la Formula 1 e sviluppata anche grazie al contributo del pilota Bruno Giacomelli. Una vettura che rappresenta il passaggio dall’era meccanica a quella dell’ingegneria avanzata.
A completare il trittico, la muscolosa Alfa Romeo 75 Turbo Evoluzione IMSA, normalmente custodita al Museo Storico Alfa Romeo di Arese.
Nata nel 1988 per il regolamento nordamericano IMSA, la berlina del Biscione incarna una stagione in cui libertà tecnica e sperimentazione permisero soluzioni estreme su aerodinamica e telaio.
Il quattro cilindri turbo, capace di superare i 335 CV fino a sfiorare i 400 nelle evoluzioni successive, unito a un peso di circa 960 kg, trasformava la 75 in una vera arma da competizione, capace di superare i 270 km/h.
Il valore della memoria sportiva
La presenza di queste vetture conferma il ruolo di Stellantis Heritage nella tutela e nella divulgazione del patrimonio sportivo italiano.
Esporre modelli normalmente custoditi all’Heritage Hub di Mirafiori o al Museo Alfa Romeo significa rendere accessibile al pubblico una storia che non appartiene solo agli appassionati, ma alla cultura industriale del Paese.
Il Racing Meeting si conferma così non soltanto una rassegna espositiva, ma un luogo dove il motorsport viene raccontato nella sua evoluzione completa: dalla forza bruta delle prime corse americane all’aerodinamica sofisticata della Formula 1, fino alle competizioni turismo degli anni Ottanta.
Un percorso che dimostra come, al di là delle epoche e delle tecnologie, lo spirito pionieristico rimanga lo stesso. Ed è forse proprio questo il messaggio più forte della manifestazione vicentina: il Motorsport cambia forma, ma continua a vivere della stessa passione.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.


