Quando i mezzi raccontano il coraggio: ASI e Vigili del Fuoco insieme per custodire la memoria del soccorso italiano.

Quando i mezzi raccontano il coraggio: ASI e Vigili del Fuoco insieme per custodire la memoria del soccorso italiano.

Ci sono veicoli che non raccontano soltanto la storia della tecnica. Raccontano persone, sacrifici, interventi che hanno salvato vite e momenti in cui il coraggio è diventato servizio verso la comunità.

È proprio da questa consapevolezza che nasce il nuovo protocollo d’intesa siglato tra l’Automotoclub Storico Italiano e il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

La firma è avvenuta il 27 maggio presso il Centro Operativo Nazionale al Viminale, alla presenza del Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Eros Mannino, del Presidente ASI Alberto Scuro, del Sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco e del Capo Dipartimento Attilio Visconti, insieme ai rappresentanti delle due istituzioni.

L’accordo rappresenta molto più di una semplice collaborazione tra enti. L’obiettivo è quello di promuovere e valorizzare un patrimonio storico spesso poco conosciuto ma di straordinaria importanza culturale: quello dei mezzi che, nel corso dei decenni, hanno accompagnato l’evoluzione del soccorso tecnico in Italia.

Autopompe, autoscale, motociclette di servizio e veicoli operativi sono infatti testimoni di un percorso che intreccia progresso tecnologico, sviluppo industriale e dedizione umana. Ogni mezzo custodisce una parte della storia del Paese e delle comunità che ha servito.

Attraverso il protocollo, ASI e Vigili del Fuoco si impegnano a sviluppare iniziative comuni, eventi, studi e attività divulgative finalizzate a raccontare alle nuove generazioni l’evoluzione del soccorso e il valore storico dei veicoli che ne sono stati protagonisti.

“Quello firmato oggi non è soltanto un accordo tra istituzioni”, ha sottolineato il Presidente ASI Alberto Scuro. “È un impegno comune verso la memoria, verso la cultura tecnica del nostro Paese e verso quei valori di servizio, ingegno e solidarietà che i mezzi storici dei Vigili del Fuoco rappresentano”.

Parole che trovano riscontro nella storia stessa del Corpo Nazionale. Come ha ricordato il Capo del Corpo Eros Mannino, dalla sua istituzione nel 1939 i Vigili del Fuoco hanno utilizzato mezzi di ogni genere, dai più semplici veicoli a trazione animale fino alle moderne attrezzature altamente specializzate. Conservare e mostrare quelli storici significa mantenere vivo il legame tra le diverse generazioni di operatori e trasmettere ai cittadini una parte importante della memoria collettiva.

A suggellare la firma del protocollo, il piazzale del Viminale si è trasformato in un piccolo museo a cielo aperto. Una mostra di veicoli storici ha permesso di ammirare alcuni autentici protagonisti della storia del soccorso italiano: l’Auto Pompa Fiat 503 del 1926, l’Autoscala Fiat 634 B del 1938, l’Autoscala Metz Fiat 682 N2 del 1962, la Fiat Campagnola del 1967, la Moto Guzzi Falcone N500 del 1973, la Fiat 500 Giardiniera del 1973 e l’Auto Pompa Serbatoio Fiat 160 del 1977.

Veicoli che oggi appaiono come preziosi pezzi da museo, ma che per decenni hanno rappresentato strumenti essenziali per affrontare emergenze, incendi e calamità. Custodirli significa conservare la memoria di chi li ha guidati e di chi, grazie a loro, ha potuto ricevere aiuto nei momenti più difficili.

Per gli appassionati di motorismo storico, questa intesa rappresenta un ulteriore riconoscimento del valore culturale dei veicoli storici. Per tutti gli altri, è un invito a guardare oltre la lamiera e la meccanica, scoprendo le storie di servizio, dedizione e solidarietà che questi mezzi continuano ancora oggi a raccontare.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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