Pebble Beach 2025: il centenario Moretti tra eleganza discreta e creatività italiana.
Il prossimo 17 agosto, sul green impeccabile del Pebble Beach Resort, accanto ai giganti della storia dell’automobile, sfilerà un tributo inedito e toccante: un’intera classe dedicata ai cento anni della Moretti, marchio che ha scritto pagine particolari e raffinate della carrozzeria italiana.
Un omaggio che arriva da uno dei palcoscenici più prestigiosi al mondo e che riconosce il genio, la determinazione e la modestia di Giovanni Moretti – torinese d’adozione ma reggiano di nascita, classe 1904 – e del suo modo tutto piemontese di intendere l’eleganza: mai gridata, sempre pensata.
Nata nel 1925, la Moretti iniziò come casa motociclistica, ma già nel 1927 stupì con la sua prima auto, una tre posti compatta, bicilindrica di 500 cc, interamente progettata dal fondatore. Poi, negli anni difficili della guerra, arrivarono l’Elettrocarro e l’Elettrovettura, quest’ultima antesignana delle monovolume moderne.
Nel dopoguerra la Cita aprì la stagione delle piccole utilitarie “di famiglia” Moretti, declinate in un’incredibile varietà di carrozzerie: berline, coupé, spider, giardinetta e persino versioni da corsa.
Negli anni ’50 e ’60, la realtà industriale torinese si intrecciò con quella della Fiat: il legame personale tra Moretti e Gianni Agnelli garantì accesso privilegiato a pianali e meccaniche, trasformati in raffinate fuoriserie. Con il contributo stilistico di Giovanni Michelotti prima e di Dany Brawand poi, nacquero modelli che oggi fanno girare la testa ai collezionisti di tutto il mondo: dalla 500 Coupé alla 850 Sportiva, passando per versioni speciali di 128 e 127.
Non mancò la fantasia nelle nicchie: pick-up e furgoni Paguro, la 500 MiniMaxi e persino la Panda Rock con roll-bar e trazione 4×4.
Lo stabilimento di via Monginevro a Torino arrivò a impiegare 145 persone e a produrre 1.500 vetture l’anno. Ma la crisi petrolifera degli anni ’70 e la concentrazione del mercato verso le grandi case ridussero progressivamente lo spazio per un artigiano industriale come Moretti. Nel 1989 l’azienda passò a Scioneri, chiudendo un capitolo unico dell’automobilismo italiano.
A Pebble Beach, quest’agosto, quelle auto – nate da basi popolari ma vestite con la sartorialità di un atelier – torneranno protagoniste. Un riconoscimento che, al di là delle cromature e dei riflettori, celebra un modo di fare automobili in cui la tecnica, lo stile e la discrezione sapevano convivere alla perfezione.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.



