Bugatti Veyron: la youngtimer da 400 all’ora che ha cambiato la storia.

Bugatti Veyron: la youngtimer da 400 all’ora che ha cambiato la storia.

Vent’anni fa, nel 2005, il mondo dell’automobile assisteva a qualcosa di mai visto prima.

Non era solo una supercar, non era nemmeno una hypercar come oggi intendiamo il termine: la Bugatti Veyron era un manifesto tecnologico, un laboratorio su ruote che portava in strada prestazioni da fantascienza.

Oggi, a distanza di due decenni, quella creatura nata sotto l’ala del Gruppo Volkswagen è considerata una youngtimer sui generis: troppo giovane per essere “storica”, troppo estrema per essere paragonata alle sue coetanee.

Un’auto che ha imposto nuovi parametri e che, ancora oggi, riesce a intimidire chiunque abbia il privilegio di guidarla.

Un progetto visionario

L’idea prese forma nel 1999, e il nome arrivò dalla leggenda delle corse Pierre Veyron, vincitore della 24 Ore di Le Mans 1939 con Bugatti. Ci vollero anni di sviluppo, test e sfide ingegneristiche mai affrontate prima.

Quando arrivò la versione definitiva, nel 2005, il prezzo – 1 milione e 100 mila euro – era già un indizio: non si stava parlando di un’auto, ma di un’opera d’ingegneria in edizione limitata.

Sotto il cofano, il cuore era un W16 da 8 litri con quattro turbocompressori, capace di erogare 1.001 cavalli. All’epoca, nessun’altra vettura di produzione osava avvicinarsi a simili numeri.

Per sbloccare la velocità massima, oltre 400 km/h, serviva una seconda chiave: un gesto quasi rituale, da compiere a vettura ferma, che abbassava le sospensioni e regolava l’aerodinamica per affrontare il volo radente.

Numeri che fanno ancora tremare

  • 0-100 km/h in 2,5 secondi
  • 0-200 km/h in 7,3 secondi
  • 0-300 km/h in 16,7 secondi
  • Velocità massima registrata nel 2005: 407,52 km/h

Il tutto su un rettilineo di 9 km di proprietà Volkswagen in Germania, con trazione integrale e un alettone posteriore ad incidenza variabile per domare la forza dell’aria.

Un’icona da collezione

Prodotta in 450 esemplari tra coupé e roadster, la Veyron ha avuto varianti speciali, tra cui la Super Sport da oltre 1.200 CV, che nel 2010 stabilì un nuovo record: 434 km/h.

Dopo di lei sono arrivate la Chiron e, più di recente, la Tourbillon. Ma la Veyron resta il simbolo dell’ennesima rinascita Bugatti, il punto di svolta che ha riportato il marchio alla ribalta globale.

Oggi, per chi colleziona auto d’eccezione, possedere una Veyron significa custodire un pezzo di storia recente che ha già lo status di mito.

È il raro caso di una youngtimer che non ha bisogno di invecchiare per essere considerata leggendaria.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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