Monaco e l’Automobile: 130 anni di storia in mostra al Grimaldi Forum.
Dal 1893 al futuro lunare: oltre 50 automobili raccontano al Grimaldi Forum il rapporto tra il Principato di Monaco, il motorsport, l’eleganza e l’innovazione.
A Monaco, l’automobile non è soltanto una presenza. È parte integrante della storia, dell’immagine e dell’identità stessa del Principato.
È proprio questo legame lungo oltre 130 anni a essere raccontato dalla grande mostra “Monaco and the Automobile, from 1893 to the Present Day”, aperta dal 1° luglio al 6 settembre 2026 al Grimaldi Forum Monaco.
Su una superficie di oltre 3.500 metri quadrati, l’esposizione riunisce più di 50 automobili autentiche, tutte legate in qualche modo alla storia di Monaco. Un viaggio attraverso eleganza, innovazione, prestazioni, prestigio e memoria collettiva, capace di coinvolgere tanto gli appassionati quanto il grande pubblico.
Dalle prime automobili al Gran Premio di Monaco
La storia raccontata dalla mostra parte da molto lontano.
Il rapporto tra il Principato e l’automobile affonda infatti le proprie radici alla fine dell’Ottocento, quando Monaco iniziò a diventare una delle mete privilegiate della nuova aristocrazia automobilistica europea.
Uno dei simboli di questo periodo è la Panhard & Levassor che partecipò alla Parigi-Nizza del 1893 e raggiunse Monaco, testimonianza di una fase pionieristica nella quale l’automobile cominciava a confrontarsi con le strade e con i primi viaggi a lunga distanza.
Poi arrivarono i concours d’élégance, il Rallye Monte-Carlo, nato nel 1911, e infine il Gran Premio di Monaco, la cui prima edizione si disputò nel 1929.
Tre momenti fondamentali che hanno trasformato Monaco in una delle capitali mondiali dell’automobilismo.
Le grandi protagoniste del Gran Premio
Tra le vetture più importanti esposte al Grimaldi Forum ci sono naturalmente alcune delle protagoniste della storia del Gran Premio di Monaco.
Spicca la Bugatti Type 35B Grand Prix con cui William Grover-Williams, sotto lo pseudonimo di “Williams”, conquistò nel 1929 la prima edizione del Gran Premio di Monaco.
Accanto alla Bugatti trova spazio la BRM del 1962, legata alla carriera di Graham Hill, uno dei grandi protagonisti della Formula 1 degli anni Sessanta e cinque volte vincitore a Monaco.
E non poteva mancare una vettura legata a uno dei più grandi campioni di sempre: la McLaren MP4 di Ayrton Senna, protagonista di una delle pagine più straordinarie della storia del circuito monegasco.
Le regine del Rallye Monte-Carlo
Se il Gran Premio rappresenta il lato più spettacolare e tecnologico dell’automobilismo monegasco, il Rallye Monte-Carlo ne racconta l’anima più avventurosa.
La mostra riunisce alcune delle vetture che hanno scritto la storia della celebre gara.
Tra queste la Morris Mini Cooper S di Paddy Hopkirk e Henry Liddon, vincitrice nel 1964; la Lancia Fulvia HF di Sandro Munari e Mario Mannucci, trionfatrice nel 1972; la leggendaria Lancia Stratos di Munari e Silvio Maiga, vincitrice nel 1977, e la Peugeot 205 Turbo di Ari Vatanen e David Harryman, prima classificata nel 1985.
Sono automobili che raccontano epoche differenti, ma accomunate dalla stessa sfida: affrontare le strade del Rallye Monte-Carlo mettendo alla prova tecnologia, uomini e macchine.
La Rolls-Royce di Grace Kelly e Ranieri
Tra le automobili più emozionanti dell’intera esposizione c’è però una vettura che appartiene a un’altra dimensione della storia monegasca.
Si tratta della Rolls-Royce Silver Wraith utilizzata in occasione del matrimonio tra Grace Kelly e il Principe Ranieri III, celebrato a Monaco nel 1956.
La vettura, oggi appartenente a un collezionista americano che la possiede da oltre quarant’anni, rappresenta il perfetto incontro tra automobile, eleganza e storia.
Non è soltanto una prestigiosa Rolls-Royce: è una vera e propria testimone di uno degli eventi più celebri nella storia del Principato.
Un archivio straordinario
Il valore della mostra non è affidato soltanto alle automobili.
Grazie al prezioso contributo dell’Automobile Club de Monaco, il percorso espositivo presenta infatti anche un’importante raccolta di documenti d’archivio, fotografie, filmati, manifesti e trofei.
Materiali spesso inediti permettono di ricostruire la storia del Rallye Monte-Carlo, del Gran Premio di Monaco e dei celebri concours d’élégance, mostrando le automobili non soltanto come oggetti da ammirare, ma nel loro ambiente naturale: mentre corrono, affrontano le curve, attraversano le strade e diventano protagoniste dello spettacolo.
Louis Chiron e Charles Leclerc: due epoche, un Principato
Un’intera parte dell’esposizione è dedicata a due grandi campioni che rappresentano due epoche completamente diverse dell’automobilismo monegasco.
Il primo è Louis Chiron, uno dei più importanti piloti della prima metà del Novecento e unico monegasco ad aver conquistato sia il Rallye Monte-Carlo sia il Gran Premio di Monaco.
L’altro è Charles Leclerc, interprete della Formula 1 moderna e vincitore del Gran Premio di Monaco nel 2024.
Due nomi separati da quasi un secolo, ma uniti dalla stessa bandiera e dallo stesso circuito.
Dal 1893 alla Luna
Il finale della mostra è forse il più sorprendente.
Dopo aver attraversato oltre un secolo di storia dell’automobile, il percorso propone infatti un vero dialogo tra passato e futuro.
Da una parte c’è la Panhard & Levassor del 1893, simbolo degli albori dell’automobile e dei primi esperimenti legati alla mobilità su strada.
Dall’altra compare MONA LUNA, il rover lunare sviluppato da Venturi Space, progettato per operare sulla superficie della Luna entro il 2030.
È un accostamento dal forte valore simbolico: dalla prima automobile che affrontava le strade alla macchina destinata, in prospettiva, ad affrontare un ambiente extraterrestre.
In mezzo ci sono 130 anni di evoluzione tecnologica, sportiva e culturale.
Monaco, l’automobile e il futuro
“Monaco and the Automobile, from 1893 to the Present Day” non è quindi soltanto una mostra di automobili storiche.
È un racconto del rapporto tra Monaco e l’automobile, costruito attraverso le competizioni, l’eleganza, i grandi campioni, le innovazioni tecniche e le vicende che hanno trasformato il Principato in uno dei luoghi più iconici del mondo dei motori.
Dal 1893 al 2030, dalla Panhard & Levassor al rover MONA LUNA, il percorso dimostra come l’automobile continui a essere molto più di un semplice mezzo di trasporto.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.



