La D8-120: quando genio e passione si incontrano.

La D8-120: quando genio e passione si incontrano.

Il 1935 fu un anno di svolta per la leggendaria Delage, casa automobilistica francese simbolo di lusso e velocità. Gli anni della Grande Depressione avevano messo in difficoltà l’azienda: la D6 a sei cilindri del 1930, la D4 del 1933 e la regina D8 lottavano per sopravvivere.

Mancavano fondi per nuovi progetti e, inevitabilmente, Delage dovette cedere il suo celebre showroom sugli Champs-Élysées. Vari tentativi di rifinanziamento fallirono e, all’inizio di febbraio 1935, fu nominato un curatore fallimentare.

Ad aprile, Walter Watney, agente parigino di Delage, rilevò gli asset della casa con l’idea di riportarla in pista. Ma salvare Delage da solo si rivelò impossibile. La soluzione fu un accordo con l’ex rivale Delahaye: il nome Delage sarebbe sopravvissuto, ma le nuove auto avrebbero utilizzato componenti Delahaye.

Un compromesso che, in realtà, preservava l’anima della casa francese: Delahaye era anch’essa famosa per le sue automobili gran routier ad alte prestazioni.

Il frutto più straordinario di questa collaborazione fu la D8-120, presentata nel 1936. Basata su un telaio Delahaye modificato, la D8-120 montava sospensioni anteriori indipendenti e una balestra trasversale.

Il motore, derivato dal sei cilindri Delahaye 135 MS, era potenziato con due cilindri in più per un totale di 4.744 cc e circa 115 cavalli.

Il risultato? Un’auto agile, veloce, in grado di mantenere una velocità di crociera vicina ai 160 km/h e al contempo perfetta per viaggi lunghi e confortevoli. La carrozzeria di fabbrica, con la sua griglia imponente, la lunga linea del cofano e gli scarichi esterni, era la base ideale per squisite personalizzazioni.

L’arte del Coach Aérosport

Il progetto più iconico della D8-120 fu senza dubbio il Coach Aérosport, opera di Marcel Letourneur e realizzata dalla storica carrozzeria Letourneur et Marchand. Debuttò al Salone di Parigi del 1936, catturando immediatamente l’attenzione.

Basata sulle ricerche aerodinamiche di Jean Andreau, la carrozzeria presentava un elegante tetto fastback che scendeva dolcemente fino alla coda, creando una piccola cresta dorsale. I vetri senza cornice e montanti, leggermente sovrapposti, seguivano la linea di cintura audace, conferendo all’auto un aspetto arioso e moderno, precursore dei decoupé hardtop della General Motors negli anni ’50.

Secondo lo storico Richard Adatto, furono prodotti solo 13 esemplari della Coach Aérosport, oggi parte delle collezioni e dei musei più prestigiosi al mondo.

Il numero di telaio 51042

Questa D8-120 è la settima Coach Aérosport, ultima della prima serie, con telaio 5649. Negli anni ’40 si trovava in Inghilterra, per poi passare negli Stati Uniti, arricchita da finiture cromate sotto la proprietà di Harold T. Raitt e successivamente Henry Uihlein II.

Restaurata negli anni ’90 dalla celebre Hill & Vaughn di Santa Monica, fondata anche da Phil Hill, ha sfilato al Concorso d’Eleganza di Pebble Beach nel 1997 e a Meadowbrook nel 2001. Oggi è parte di una collezione privata che la mantiene in perfette condizioni meccaniche ed estetiche.

Questa D8-120 rappresenta uno dei rari momenti nella storia dell’automobile in cui il design più raffinato e un telaio performante si incontrano, dando vita a un’automobile veramente speciale: la Delage definitiva.

Per visionare questo e altri straordinari esemplari all’asta: RM Sotheby’s.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici; fotografie e fonte di RM Sotheby’s che ringrazio per il materiale.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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