La corsa dei sogni rientra a casa: 1000 Miglia 2025, il gran finale tra storia, emozione e sfida.
Sono partiti da Parma all’alba, i volti tesi dalla concentrazione e le carrozzerie lucide sotto il primo sole. Le lancette correvano veloci, come i cronometri dei commissari.
Era l’ultimo giorno, quello in cui si decide tutto. Ma anche quello in cui la 1000 Miglia si fa ancora più emozione, mentre attraversa i luoghi che la videro nascere.
Le prime prove sportive si sono consumate nei pressi di Soragna, nel cuore della Bassa parmense. Una terra piatta e silenziosa, dove il rombo dei motori d’epoca risuona come un’eco d’altri tempi.
Poi il transito per Roncole Verdi, dove la musica di Giuseppe Verdi sembra accompagnare in sottofondo il passaggio delle vetture, prima della sosta a Busseto, accolta con entusiasmo dalla comunità: le auto d’epoca sfilano sotto la torre dell’orologio della Rocca Pallavicino, in un fotogramma che pare uscito da un film.
Poi la Freccia Rossa ha fatto ritorno, a distanza di quattro anni, nel cuore di Cremona, accolta nella storica Piazza del Comune, al cospetto del solenne Duomo.
Prima di lasciare la provincia, una prima assoluta: Soncino, con la sua imponente Rocca Sforzesca, ha ospitato un timbro e l’ultima, decisiva serie di Prove Cronometrate.
La tensione cresce. Dopo 140 prove, Vesco e Salvinelli (Alfa Romeo 6C 1750 SS) tornano al comando, decisi a difendere il titolo. Alle loro spalle gli argentini Erejomovich e Llanos (Alfa Romeo 6C 1500 SS), pronti a tentare l’impresa. Terzi, ma ancora in partita, Tonconogy e Ruffini, con la 1750 GS Spider.
Con il Controllo Orario a Orzinuovi, il convoglio rientra nel territorio bresciano. Passaggi successivi a Pontoglio e Palazzolo sull’Oglio, quest’ultima al secondo anno consecutivo nella corsa, accolgono la carovana con il calore delle piccole comunità.
Poi è la volta di Adro ed Erbusco, con lo scenografico passaggio davanti alla sede del Consorzio Franciacorta: l’eccellenza vinicola fa da cornice all’eccellenza meccanica.
Timbri anche a Travagliato e Gussago, tappe simboliche prima del trionfale arrivo: Brescia, la città della corsa più bella del mondo.
Le Ferrari moderne del Tribute aprono il corteo verso le 11:00, seguite dalle auto elettriche della 1000 Miglia Green, e infine dai 430 gioielli d’epoca, che tornano a casa dopo 1900 chilometri vissuti intensamente.
Sul Viale Venezia, come da tradizione, il pubblico attende in festa. Ogni equipaggio, nel salire sulla pedana, riceve l’applauso che spetta agli eroi. Non importa la posizione in classifica: dopo una 1000 Miglia, si vince sempre.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.



