Due secoli sulla via più alta d’Europa: “200 Stelvio” accende la passione per la storia su ruote, tra ingegno, memoria e futuro sostenibile.
Correva l’anno 1825 quando, nel cuore delle Alpi Retiche, veniva inaugurata una delle più straordinarie opere d’ingegneria viaria d’Europa: la strada dello Stelvio. Due secoli dopo, quella via tortuosa e maestosa che unisce Bormio a Trafoi, con i suoi 88 tornanti e 2.758 metri d’altitudine, si prepara a risuonare non solo del vento d’alta quota, ma del rombo garbato dei veicoli storici.
Dal 4 al 6 luglio, infatti, il motorismo d’epoca celebra i 200 anni del Passo dello Stelvio con un evento unico nel suo genere: “200 Stelvio”, manifestazione organizzata da ASI – Automotoclub Storico Italiano – che raduna auto, moto e biciclette storiche per una scalata carica di storia, emozioni e, per la prima volta in Italia, a impatto ambientale zero.
Un anniversario importante, tanto da meritare il patrocinio del Ministero dei Trasporti, della FIVA – la Federazione Mondiale del Motorismo Storico – e della RAI, che riporterà sulle sue frequenze una narrazione che sa di epopea.
Salite leggendarie, curve di memoria
Il programma si snoda lungo entrambi i versanti del Passo: da una parte Bormio, dall’altra Glorenza, due località che venerdì 4 luglio accoglieranno i partecipanti e i loro mezzi d’epoca in due piazze trasformate in salotti a cielo aperto.
La partenza ufficiale è fissata per sabato 5, alle 9:30, quando due colonne di veicoli storici prenderanno il via da piazzale Funivie e da Hotel Bella Vista di Trafoi.
L’asfalto, chiuso al traffico per l’occasione, sarà tutto per loro: oltre 130 auto, una ventina di moto e altrettante biciclette d’epoca scaleranno il passo in una rievocazione che unisce la passione sportiva del Giro d’Italia – che qui ha scritto pagine epiche fin dal 1953 – al gusto del viaggio nel tempo.
Grandi nomi e nobili carrozzerie
Tra i protagonisti attesi, Audi Tradition scenderà dalle officine-museo di Ingolstadt con autentici gioielli del passato: dalla Audi C14 del 1913, veterana dell’“Alpenfahrt”, alla potente Auto Union Tipo C del 1935, una delle leggendarie “frecce d’argento” dei Grand Prix, fino alla sofisticata Wanderer W25 Stromlinie del 1938.
Non mancheranno esemplari d’alto lignaggio: Bugatti 57, Alfa Romeo 1750 GS, Mercedes-Benz SSK, Maserati 8CM. Dall’Inghilterra giungeranno tre Frazer Nash TT Replica e una Super Sports del ’38. A raccontare con la voce della memoria ci sarà anche la Fiat 1500 della Rai del 1966, la stessa che per anni ha scalato i passi italiani seguendo le gesta dei campioni del ciclismo.
Da strada militare a via della cultura
Ma prima ancora che la passione su ruote la adottasse come terreno di sfida e sogno, la strada dello Stelvio fu figlia della geopolitica. Voluta dall’Impero Austriaco all’indomani del Congresso di Vienna del 1815, nacque per collegare il Regno Lombardo-Veneto con i territori tirolesi.
Un progetto ambizioso, firmato dall’ingegner Carlo Donegani e realizzato grazie al lavoro incessante di centinaia di operai lungo il crinale delle Alpi. Fu una sfida vinta contro la montagna, le intemperie, la fatica, culminata nell’inaugurazione del 6 luglio 1825.
Da allora, quella via militare si è trasformata in una cerniera di incontri culturali, commerci, turismo. E da sempre stimola la fantasia di chi ama viaggiare, esplorare, ricordare.
“200 Stelvio” sarà anche il primo evento motoristico d’epoca in Italia a impatto zero di CO₂, grazie al progetto ASI Net Zero Classic. Tutti i veicoli saranno alimentati con bio-carburanti di ultima generazione forniti dalla Coryton Advanced Fuels, che utilizzano carbonio di origine vegetale, già assorbito dall’atmosfera.
Ogni veicolo avrà un calcolo preciso delle emissioni, e ASI compenserà il bilancio ambientale attraverso progetti di riforestazione, conservazione di ecosistemi (in Brasile, Indonesia e India) e sostenibilità sociale certificata con i più alti standard internazionali (VERRA, GOLD). Il risultato? Oltre 10 tonnellate di CO₂ compensate, in una sinergia concreta tra passione per la storia e cura per il futuro.
Lo Stelvio è eterno
Ogni passo di montagna ha la sua leggenda, ma pochi come lo Stelvio sanno fondere ingegno, paesaggio, storia e motori. “200 Stelvio” non è solo una commemorazione, ma un modo nuovo – consapevole e sostenibile – di vivere il motorismo storico. In equilibrio perfetto tra le emozioni di ieri e le responsabilità di oggi.
E lungo i tornanti che hanno visto passare eserciti, esploratori, pionieri, ciclisti e gentleman driver, ora sfilano veicoli che raccontano il tempo, accompagnati da una certezza: il passato può ancora indicarci la strada, se impariamo a percorrerla con rispetto e passione.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.
