Coppa d’Oro delle Dolomiti 2025: il fascino immortale di un museo viaggiante tra le vette UNESCO.

Coppa d’Oro delle Dolomiti 2025: il fascino immortale di un museo viaggiante tra le vette UNESCO.

Dal 24 al 27 luglio, le regine a motore tornano a incantare le strade di Cortina e Belluno, tra passi alpini e paesaggi da favola.

Ci sono gare che non sono semplici competizioni: sono racconti vivi, tramandati curva dopo curva, passo dopo passo, tra il profumo dell’olio esausto e l’eco dei motori che rimbalzano tra le rocce. La Coppa d’Oro delle Dolomiti è una di queste: non una corsa qualsiasi, ma un inno senza tempo alla passione per l’auto storica e per i panorami mozzafiato delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale UNESCO.

Dal 24 al 27 luglio 2025, la perla di Cortina d’Ampezzo sarà ancora una volta la regina di questa fiaba su quattro ruote, ospitando la partenza e l’arrivo di un percorso di oltre 530 km, un tracciato che si snoda tra vallate segrete, borghi silenziosi e passi leggendari come Cimabanche, Tre Croci, Falzarego, Furcia e Giau.

Un serpentone di 74 splendide vetture, tra auto storiche anteguerra e iconiche Gran Turismo, animerà il terzo appuntamento del Campionato Italiano Grandi Eventi ACI Sport, sfidandosi a colpi di prove cronometrate e di media regolarità. Ma qui i secondi non sono tutto: sono le emozioni a guidare chi partecipa e chi si ferma a bordo strada per un saluto, un applauso, un sogno a occhi aperti.

Una tradizione che racconta un territorio unico

La Coppa d’Oro delle Dolomiti nasce nel 1947, ispirandosi al mito della Mille Miglia, e da allora racconta una storia tutta italiana fatta di strade tortuose, salite che si arrampicano verso il cielo e paesaggi che all’alba e al tramonto si colorano dell’enrosadira, il fenomeno che tinge di rosa le cime dolomitiche.

Oggi come allora, ogni edizione è un museo viaggiante: vecchie signore d’acciaio e alluminio che incontrano la maestosità di montagne senza tempo, in una danza armoniosa tra uomo, macchina e natura.

Il tracciato del 2025 toccherà luoghi simbolo come Misurina, San Vigilio di Marebbe, Longarone e Belluno città, passando per piazze, borgate e strade secondarie che per un weekend respirano storie di motori e libertà.

Il ritorno a Cortina, tra gli applausi, sarà la degna conclusione di un viaggio che unisce passato, presente e futuro della cultura motoristica.

Un evento che parla di sport, turismo e bellezza

Dietro ogni curva si cela la vera anima di questa corsa: valorizzare un territorio straordinario. “Non c’è modo migliore per promuovere il Bellunese se non con il binomio sport-turismo” ha ricordato il Presidente della Provincia, Roberto Padrin.

E in effetti la Coppa d’Oro è anche questo: una vetrina internazionale per l’Alta Provincia di Belluno, per Cortina e per tutte le sue valli incantate, troppo spesso lontane dalle rotte turistiche di massa ma capaci di stupire chi le percorre a bordo di una Lancia Aprilia, di una Alfa Romeo 6C o di una Porsche 356.

Dal Grand Hotel Savoia, quartier generale della manifestazione, fino alle strade del Nevegal e di Palafavera, ogni metro sarà un invito a scoprire o riscoprire un territorio che non smette mai di stupire.

Tra cruscotti in radica, ruote a raggi e balestre scricchiolanti, la Coppa d’Oro delle Dolomiti resta, ancora oggi, un ponte tra generazioni, tra passato glorioso e futuro appassionato.

E per chi ha la fortuna di esserci, non resta che respirare a pieni polmoni quell’aria frizzante di montagna, lasciandosi avvolgere dal rombo di motori che sanno ancora far battere forte il cuore.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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