Targa Florio Classica 2026: Fontanella e Scarabelli conquistano la Sicilia con una Fiat 514 del 1930.

Targa Florio Classica 2026: Fontanella e Scarabelli conquistano la Sicilia con una Fiat 514 del 1930.

Ci sono vittorie che si costruiscono con la velocità e altre che nascono dalla precisione, dalla concentrazione e dalla capacità di interpretare la strada.

Alla Targa Florio Classica 2026, a fare la differenza sono stati Gianmario Fontanella e Giovanni Scarabelli, capaci di portare al successo la loro Fiat 514 Sport del 1930 e di conquistare il titolo italiano del Campionato Italiano Grandi Eventi ACI Sport.

L’equipaggio piacentino della scuderia MNT 25 ha firmato un’impresa di grande valore tecnico e sportivo, interrompendo il dominio degli equipaggi siciliani che avevano conquistato le ultime quattro edizioni.

Un successo maturato al termine di un confronto serrato, nel quale la storia dell’automobile si è intrecciata con le difficoltà di una gara che continua a rappresentare una delle espressioni più affascinanti della regolarità storica.

Organizzata dall’Automobile Club d’Italia e dall’Automobile Club Palermo, la Targa Florio Classica ha animato la Sicilia dal 15 al 18 ottobre, coinvolgendo Palermo, il Trapanese e le strade delle Madonie.

Circa 200 vetture ed equipaggi provenienti da tutto il mondo hanno rinnovato il legame con una competizione che, dal 1906, appartiene alla memoria dell’automobilismo internazionale.

Una Fiat anteguerra, una vittoria costruita sulle Madonie

Per Fontanella e Scarabelli, il successo non è stato soltanto una questione di cronometro. La Fiat 514 Sport del 1930, protagonista di un’automobilismo lontano dalle comodità moderne, ha richiesto un impegno fisico considerevole: volante duro, ingombri importanti e un pronunciato sbalzo anteriore hanno messo alla prova la resistenza e la sensibilità del pilota lungo un percorso tecnico e impegnativo.

La prima tappa aveva lasciato intravedere una possibile vittoria siciliana. Giovanni Moceri, palermitano, affiancato dal calabrese Marco Campilongo sulla Lancia Ardea del 1941 del Classic Team, aveva mostrato un passo particolarmente efficace, controllando la situazione e guardandosi soprattutto dai campobellesi Francesco e Giuseppe Di Pietra, in gara con una Fiat 508C del 1938.

Sulle Madonie, però, gli equilibri sono cambiati. I Di Pietra hanno perso terreno, mentre Fontanella e Scarabelli hanno trovato la concentrazione necessaria per affrontare al meglio le prove più insidiose, in particolare le salite di Polizzi Generosa e Termini Imerese. La loro prestazione, unita al coefficiente più favorevole della vettura, ha consentito all’equipaggio piacentino di superare Moceri e Campilongo e di chiudere con 302,90 penalità.

Moceri ha comunque confermato il proprio valore vincendo la classifica delle Prove di Media, davanti ai bresciani Carlo Beccalossi e Marzia Marchioni, eleganti protagonisti su Lancia Aurelia B20 GT, e all’equipaggio Alberto Nizzola-Francesco Messina su Fiat 508C.

Al terzo posto assoluto si sono classificati Francesco e Giuseppe Di Pietra, penalizzati anche dalle condizioni fisiche non ottimali del pilota, che hanno inciso sulla concentrazione in alcuni passaggi particolarmente impegnativi.

«Vincere la Targa Florio Classica è una grande soddisfazione perché siamo nella terra di grandi campioni della regolarità», ha commentato Gianmario Fontanella.

«La gara è stata bella, tecnica e affascinante, ma molto fisica». Il pilota ha sottolineato la fatica accumulata alla guida della pesante vettura anteguerra, ringraziando l’organizzazione e il pubblico siciliano per l’accoglienza e la passione dimostrate.

Una classifica ricca di storia e protagonisti

Ai piedi del podio si sono piazzati Alberto Aliverti e Francesco Polini, impegnati con la spettacolare Aston Martin 1.5 Le Mans, modello che conquistò la propria classe alla 24 Ore di Le Mans nel 1931 e nel 1932.

Quinta posizione per Massimo Zanasi e Corrado Corneliani su Fiat 508C, risultato che ha contribuito anche al successo del Classic Team nella classifica riservata alle scuderie. Sesti assoluti Alberto Crugnola e Annalisa Mentasti, vincitori della categoria RC4 con la loro Lancia Fulvia HF, davanti a Salvatore Cusumano e Alberto Carrotta.

La top ten ha premiato inoltre Sergio Sisti e Anna Gualandi, ottavi e secondi nella categoria RC1 con la Lancia Lambda Spider Casaro del 1929; Carlo Beccalossi e Marzia Marchioni, noni assoluti e vincitori della RC3; e Antonio Nizzola e Francesco Messina, decimi con la Fiat 508C.

Di particolare rilievo anche la partecipazione internazionale, con equipaggi provenienti da circa venti Paesi. La classifica stranieri è stata conquistata dagli statunitensi John e Julie Herlihy, al volante di una BMW 328 del 1939.

Ferrari Tribute: vincono i Sangiovanni, titolo italiano a Gasparini

Accanto alle protagoniste storiche, il Ferrari Tribute to Targa Florio ha portato sulle strade siciliane il fascino delle sportive di Maranello, con una selezione di modelli che ha attirato l’attenzione degli appassionati lungo tutto il percorso.

A conquistare la vittoria del Tribute sono stati i fratelli Celestino e Oreste Sangiovanni, originari del lago d’Iseo, sulla Ferrari 12 Cilindri Spider del 2024 schierata dalla Franciacorta Motori.

Il titolo del Campionato Italiano è andato invece ai vicentini Gianantonio e Marco Gasparini, secondi nella gara siciliana con la Ferrari 296 GTS: un risultato decisivo per la conquista del tricolore. Sul terzo gradino del podio si è classificato Fabio Vergamini, navigato per l’occasione da Maurizia Bertolucci sulla Ferrari SF90 Spider.

Nel programma della Targa Florio Legend, successo per Dario Converso e Federica Ameglio con una Autobianchi A112 Elegant dell’AC Verona Historic.

La classifica femminile ha premiato Vania Parolaro Fullin e Ornella Pietropaolo su Porsche 993 4S della Nettuno Bologna. Tra le Gran Turismo, vittoria per Paolo ed Eugenio Bordi con la BMW Z8, davanti a Francesco Paolo Romano e Sabrina Caruso su BMW Z4 Cabrio.

L’Esercito Italiano alla Targa Florio con tre vetture storiche

Tra le presenze più significative dell’edizione 2026, quella dell’Esercito Italiano, che per la prima volta ha partecipato alla Targa Florio Classica con tre vetture.

A rappresentare la storia automobilistica militare sono state l’Alfa Romeo 6C 1750 SS Zagato del 1929, una delle espressioni più rappresentative dell’automobilismo sportivo italiano dell’epoca, e la Fiat 1100 508 C “Mimetica” del 1938. A completare il gruppo, con funzione di assistenza agli equipaggi, una Fiat AR 51 Campagnola del 1951.

Una partecipazione che ha aggiunto al racconto della manifestazione una dimensione storica e istituzionale, valorizzando automobili che testimoniano il ruolo della tecnica e dell’industria italiana in epoche diverse.

La Targa Florio, patrimonio di un Paese

A fare gli onori di casa è stato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russa, che ha ribadito il valore della manifestazione per la Sicilia e per l’intero Paese.

«Da 120 anni, alla Targa Florio vince sempre la storia», ha dichiarato, definendo la gara un patrimonio italiano ammirato in tutto il mondo. Un evento capace di evocare il passato senza rinunciare a guardare al futuro, coinvolgendo appassionati di ogni età e trasformando le strade siciliane in un palcoscenico internazionale.

L’edizione 2026 si è conclusa con la cerimonia di premiazione e con un’ulteriore passerella tra Altofonte e Monreale, dove gli equipaggi sono stati accolti dagli applausi di un pubblico caloroso e competente.

È proprio questo uno degli elementi che rendono unica la Targa Florio Classica: non soltanto una competizione di regolarità, ma un incontro tra automobili, territorio, memoria e passione. E se quest’anno il successo è andato a una Fiat 514 Sport del 1930, il messaggio resta quello di sempre: sulle strade della Targa Florio, la storia non si limita a essere ricordata. Continua a correre.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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