Lamborghini Miura: 60 anni di rivoluzione sulle strade.
Era il 10 marzo 1966 quando, al Salone di Ginevra, Automobili Lamborghini presentava al mondo la Miura, una supercar destinata a cambiare per sempre il concetto di vettura sportiva stradale.
Con la carrozzeria senza tempo firmata da Bertone e un V12 montato in posizione centrale trasversale, la Miura non era solo un’auto, ma un manifesto di stile e ingegneria.
Bassa, larga, sensuale e aggressiva, la Miura misurava appena 105 centimetri di altezza e 4,36 metri di lunghezza, sfoggiando fari a scomparsa con “ciglia”, generose prese d’aria e fari piatti orientabili.
Sotto il cofano, il propulsore V12 da 3.929 cc con bancate a 60°, quattro alberi a camme e quattro carburatori Weber erogava fino a 385 CV (P400 SV), rendendola all’epoca la vettura di serie più veloce al mondo con 290 km/h di velocità massima.
La Miura nasceva anche come tela per la personalizzazione: carrozzerie in arancio, giallo, verde, rosso e oro metallizzato, con finiture e dettagli pensati per rispondere ai desideri dei clienti più esigenti.
Tra i 763 esemplari prodotti tra il 1966 e il 1973, almeno 10 modelli sono pezzi unici, tra cui la rara Miura Roadster del 1968, con vernice lamé azzurro cielo, interni in pelle bianca e moquette rossa, presentata come show car da Bertone.
L’eredità della Miura ha continuato a vivere negli anni, con il concept del 2006 al Salone di Ginevra e, nel 2026, con celebrazioni in tutto il mondo tra cui il Tour Lamborghini Polo Storico nel Nord Italia dal 6 al 10 maggio, dedicato esclusivamente alla Miura.
“La Miura è stata molto più di una semplice vettura – ha dichiarato Stephan Winkelmann, chairman e CEO di Automobili Lamborghini – ha cambiato il corso della storia dell’automobile.
Con un’architettura mai vista prima, il design mozzafiato e le prestazioni senza compromessi, ha definito il concetto stesso di supercar”.
Sessant’anni dopo, la Miura resta un’icona: la supercar che ha insegnato al mondo cosa significa guidare e sognare allo stesso tempo.
Testo di Renzo Raimondi per motori Storici.


