Torino-Togliatti: quando la FIAT costruì un ponte tra Occidente e Unione Sovietica.

Torino-Togliatti: quando la FIAT costruì un ponte tra Occidente e Unione Sovietica.

Ci sono pagine della storia dell’automobile che vanno ben oltre la tecnica e la produzione industriale. Raccontano geopolitica, visioni, diplomazia e il coraggio di immaginare il futuro.
La mostra , ospitata dal 22 maggio al 4 ottobre presso il Centro Storico Fiat, riporta alla luce una delle più straordinarie avventure industriali del Novecento: la nascita dello stabilimento AutoVAZ nella città sovietica di Togliatti.

Sessant’anni fa, il 4 maggio 1966, su un tavolo ancora oggi conservato al Centro Storico Fiat, Vittorio Valletta firmava l’accordo che avrebbe cambiato per sempre i rapporti industriali tra Italia e Unione Sovietica.

Un progetto immenso, quasi visionario, che vide la FIAT esportare know-how, tecnologia e organizzazione industriale oltre la Cortina di Ferro, in piena Guerra Fredda.

Una fabbrica gigantesca nel cuore dell’URSS

Nel giro di pochi anni sorse una delle più grandi fabbriche automobilistiche del mondo. Un impianto pensato per produrre oltre 600 mila automobili all’anno, con quasi 48 mila addetti tra operai, tecnici e dirigenti.

Accanto alla fabbrica nacque una nuova città moderna, destinata a trasformare completamente il volto di Togliatti. Da centro industriale di sessantamila abitanti a metropoli operaia da oltre trecentomila persone nel giro di poco più di un decennio.

Il simbolo di quell’impresa fu la VAZ-2101 Žigulì, derivata dalla Fiat 124, vettura che avrebbe motorizzato milioni di cittadini sovietici e segnato profondamente l’immaginario automobilistico dell’Est europeo.

La mostra: memoria, fotografia e archeologia industriale

L’esposizione, curata da Claudio Giunta e Giovanna Silva con Maurizio Torchio, intreccia documenti storici e rilettura contemporanea.

Fotografie d’archivio, relazioni tecniche, telegrammi, disegni industriali e corrispondenza raccontano il gigantesco lavoro diplomatico e industriale che rese possibile l’accordo tra Torino e Mosca.

Ma la mostra va oltre il racconto storico.
Nel 2019 Giovanna Silva e Claudio Giunta sono tornati a Togliatti per documentare ciò che resta oggi di quella straordinaria utopia industriale: gli edifici, le architetture, le memorie degli ex dirigenti e degli operai italiani e russi che vissero quell’esperienza unica.

Ne emerge un racconto potente, sospeso tra archeologia industriale e memoria collettiva, dove il passato continua ancora a dialogare con il presente.

Un pezzo di storia italiana

La storia dell’AutoVAZ non fu soltanto un accordo economico. Fu una gigantesca operazione culturale e politica, capace di trasformare la FIAT in un protagonista internazionale della diplomazia industriale.

E oggi, osservando quelle immagini e quei documenti custoditi al Centro Storico Fiat, si comprende quanto quell’impresa abbia rappresentato una delle ultime grandi epopee del Novecento industriale italiano.

Un’epoca in cui le fabbriche non costruivano soltanto automobili. Costruivano città, identità e futuro.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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