Titania Veltro GTT: il capolavoro perduto di Franco Scaglione.
Tra le molte creazioni nate dal genio di Franco Scaglione, designer soprannominato il poeta dell’aerodinamica, la Titania Veltro GTT 1500 rappresenta una delle più affascinanti – e misteriose – pagine del design automobilistico degli anni Sessanta.
Realizzata come esemplare unico nel 1966 per il Salone dell’Automobile di Torino dalla casa torinese Intermeccanica, l’auto oggi è purtroppo considerata scomparsa, tanto che molti temono sia stata distrutta.
Rimane però il ricordo di una vettura che incarnava alla perfezione l’ossessione di Scaglione per l’aerodinamica e per l’equilibrio tra forma e funzione.
Un’eleganza scolpita dal vento
La Titania Veltro colpiva immediatamente per la sua carrozzeria in alluminio dalle linee allungate e affusolate, un disegno che sembrava scolpito dall’aria stessa. Le proporzioni ricordavano le grandi granturismo dell’epoca – dalle Ferrari alle Jaguar fino alle Aston Martin – pur nascendo attorno a una meccanica molto più contenuta.
Sotto il cofano trovava infatti posto un quattro cilindri Ford da 1,5 litri derivato dalla Ford Cortina GT. In una versione dotata di doppio carburatore Weber, il motore sviluppava circa 95 cavalli, sufficienti però a spingere la vettura fino a quasi 220 km/h, un risultato sorprendente per un propulsore di cilindrata così contenuta.
La ricerca sull’aerodinamica
La Titania Veltro rappresentava una tappa fondamentale nella ricerca aerodinamica di Scaglione, che già negli anni Cinquanta aveva stupito il mondo con le celebri concept Alfa Romeo BAT 5, Alfa Romeo BAT 7 e Alfa Romeo BAT 9, realizzate per Bertone su base Alfa Romeo 1900.
Prima ancora, il designer aveva firmato capolavori come la Alfa Romeo Giulietta Sprint e aveva dimostrato il proprio talento anche con la Apollo GT del 1962, progetto sviluppato proprio con Intermeccanica e prodotto in 88 esemplari.
Il lavoro sulla Titania Veltro fu condotto insieme al maestro battilastra Fausto Azori, che modellò a mano la carrozzeria in alluminio dando vita a un oggetto quasi aeronautico nelle proporzioni e nelle soluzioni stilistiche.
Un’auto nata per stupire
Dietro il progetto c’era la visione dell’ingegnere Frank Reisner, fondatore di Intermeccanica insieme alla moglie Paula nel 1959. L’idea era dimostrare come un’aerodinamica raffinata potesse garantire alte prestazioni anche con motori relativamente piccoli, un concetto molto moderno per l’epoca.
La Titania Veltro GTT apparve così al Salone di Torino come una sorta di manifesto tecnico ed estetico: una granturismo compatta, elegantissima, capace di competere in fascino con vetture molto più potenti.
Il mistero della scomparsa
Dopo la presentazione, però, le tracce della Titania Veltro si sono progressivamente perse. Nessun collezionista, nessun museo, nessuna asta internazionale ne ha mai segnalato la presenza.
Di quell’esemplare unico restano soltanto fotografie, documenti e il ricordo di chi ebbe la fortuna di vederla dal vivo. Un destino quasi poetico, in fondo, per un’automobile nata dal talento di un designer che ha trasformato l’aerodinamica in arte.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.


