Terre di Canossa 2026: dove la strada diventa leggenda.

Terre di Canossa 2026: dove la strada diventa leggenda.

Ci sono gare che si vincono. E poi ci sono gare che si ricordano.

La Terre di Canossa appartiene alla seconda categoria: non è solo una sfida contro il tempo, ma un’esperienza che si incide nella memoria, come un racconto antico tramandato tra curve, borghi e orizzonti che sembrano usciti da un affresco.

Dal 7 al 10 maggio 2026, settantacinque equipaggi torneranno a inseguire qualcosa che va oltre il cronometro. Perché qui, tra Toscana e Liguria, si guida dentro la bellezza. E la bellezza, si sa, non si misura: si vive.

Nata nel 2011 dall’intuizione di Canossa Events, con la regia sportiva della Scuderia Tricolore, la manifestazione è oggi uno dei vertici della regolarità italiana, riconosciuta da ACI Sport. Ma la sua vera forza è altrove: in quell’equilibrio raro tra competizione e poesia.

Sulle strade di Matilde, tra storia e destino

Il tracciato segue idealmente le vie di Matilde di Canossa, figura potente e quasi mitologica, custode di territori e destini. Ed è proprio così che ci si sente qui: non semplici equipaggi, ma viaggiatori dentro una storia millenaria.

Ogni chilometro è un passaggio di testimone tra epoche diverse. Le auto storiche — eleganti, vive, pulsanti — sembrano dialogare con castelli, montagne e mare, come se il tempo non fosse mai davvero passato.

Forte dei Marmi, il teatro dell’eleganza

Il cuore pulsante dell’edizione 2026 sarà Forte dei Marmi, rifugio di stile e partenza di un’avventura che ha il sapore delle grandi imprese. Da qui si dipanano tre tappe che sono molto più di un percorso: sono atti di un racconto epico.

E quest’anno, a rendere tutto ancora più suggestivo, c’è il bicentenario di Carlo Collodi. Il mondo de Le Avventure di Pinocchio si intreccia con quello dei motori, trasformando la gara in una fiaba in movimento, dove ogni curva può nascondere una sorpresa.

Dal marmo al mare: il respiro della prima tappa

La prima giornata è un inno alla materia e alla luce: le cave di Carrara, scolpite come cattedrali nella montagna, poi la Val di Magra e il richiamo del mare ligure. Tra La Spezia e Lerici, le auto scorrono come pennellate su una tela viva, sospese tra roccia e orizzonte.

L’anima della Toscana più autentica

La seconda tappa è quella che entra sotto pelle. Garfagnana, Valle del Serchio, il misterioso Ponte del Diavolo… e poi Collodi, dove la fantasia prende forma.

A Montecatini Terme, il tempo rallenta, ma solo per un attimo: perché la strada chiama ancora.

Il gran finale: tra ingegno e memoria

L’ultima giornata è un ritorno che sa di compimento. Pisa, Pontedera e il Museo Piaggio raccontano un’Italia che ha saputo trasformare l’ingegno in identità. Poi di nuovo Forte dei Marmi, dove tutto si chiude… e tutto resta.

Un viaggio che lascia il segno

Terre di Canossa non è solo una gara ben organizzata. È un’esperienza totale, dove il rombo dei motori si mescola ai profumi della cucina, alla musica delle serate, alle storie delle persone.

È una celebrazione del “saper vivere” italiano, autentica e potente.

E forse è proprio questo il segreto: non si parte per vincere. Si parte per farne parte.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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