Targhe storiche, un passo avanti per la tutela del motorismo italiano.

Targhe storiche, un passo avanti per la tutela del motorismo italiano.

Nel mondo del motorismo storico esistono dettagli che vanno oltre la semplice estetica. La targa, per un veicolo d’epoca, non è soltanto un elemento identificativo: è parte integrante della sua storia, della sua identità e del contesto culturale in cui è nato.

Le recenti novità introdotte dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti segnano quindi un passaggio importante nella tutela del patrimonio automobilistico e motociclistico italiano.

Grazie al lavoro congiunto del Ministero, della Direzione Generale per la Motorizzazione, dell’ACI, del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, con la collaborazione degli enti certificatori come ASI, FMI e dei Registri Storici Alfa Romeo, Fiat e Lancia, l’assegnazione delle targhe storiche diventa oggi più semplice e funzionale.

La novità più concreta riguarda la procedura: sarà possibile presentare la richiesta di immatricolazione anche dopo la realizzazione della nuova targa. Questo significa evitare il fermo temporaneo del veicolo durante i tempi tecnici di produzione, consentendo ai mezzi storici di continuare a circolare regolarmente fino alla consegna della targa definitiva. Un cambiamento pratico, atteso da tempo dagli appassionati e dai collezionisti.

Ma il passo più significativo riguarda senza dubbio l’introduzione delle targhe storiche per i veicoli costruiti prima del 1952. Con la circolare n. 33941 del 20 novembre 2025 viene infatti riconosciuta la possibilità di ottenere targhe ufficiali che riproducono fedelmente quelle dell’epoca, sia nel design sia nei materiali. Non si tratta di semplici repliche estetiche, ma di targhe pienamente valide ai fini dell’identificazione e della circolazione.

Un risultato che restituisce autenticità ai veicoli più anziani, spesso penalizzati da soluzioni moderne lontane dalla loro configurazione originale. In questo modo l’Italia si conferma tra i pochi Paesi al mondo a consentire una ricostruzione così rigorosa dell’identità storica dei mezzi riconosciuti.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha sottolineato come questa iniziativa rappresenti non solo una valorizzazione del passato, ma anche un investimento culturale nel presente e nel futuro del Paese. Dello stesso avviso il presidente dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Perrone, che ha evidenziato il ruolo dell’Ente nella realizzazione di repliche certificate conformi agli originali, a garanzia della tutela delle eccellenze culturali italiane.

Soddisfazione anche da parte del presidente ASI, Alberto Scuro, che ha evidenziato come questa evoluzione risponda alle esigenze degli appassionati e rafforzi il percorso di valorizzazione del motorismo storico nazionale, aprendo inoltre nuove riflessioni sulla tutela dei ciclomotori storici, spesso esclusi da strumenti di riconoscimento ufficiale.

Si tratta, in definitiva, di un cambiamento che va oltre l’aspetto burocratico. Restituire a un’auto o a una moto la propria targa significa restituirle una parte della sua storia. E nel motorismo storico, dove autenticità e memoria sono valori centrali, anche una lastra di metallo può diventare patrimonio culturale.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

Lascia un commento