Sulle strade delle Dolomiti, trionfa ancora la 508 di Francesco e Giuseppe Di Pietra.

Sulle strade delle Dolomiti, trionfa ancora la 508 di Francesco e Giuseppe Di Pietra.

Tra i tornanti umidi di pioggia e squarci di sole improvvisi, la Coppa d’Oro delle Dolomiti 2025 si è confermata per l’ennesima volta un palcoscenico di uomini, macchine e storie che si intrecciano sotto il cielo mutevole di Cortina.

Terzo atto del Campionato Italiano Grandi Eventi, la gara orchestrata da Automobile Club Belluno e ACI Italia ha mantenuto fede alla promessa di stupire.

Dal primo all’ultimo chilometro — 540 in tutto, un disegno a cavallo di passi e valli bellunesi — auto da sogno provenienti da dodici Paesi hanno riempito di rombi e ricordi i tornanti dolomitici, mentre i migliori interpreti della regolarità italiana misuravano secondi, metri e battiti di cuore.

E a scrivere per la seconda volta il proprio nome sull’albo d’oro ci hanno pensato Francesco e Giuseppe Di Pietra, padre e figlio campobellesi, autori di una prova di carattere al volante della loro Fiat 508 C griffata Franciacorta Motori.

Già vincitori nel 2022, i Di Pietra hanno dovuto domare avversari agguerriti e, sul finale, anche la rottura dell’impianto frenante. Hanno tagliato il traguardo praticamente senza freni, tenendo a bada l’assalto di chi sperava in un loro passo falso.

“Un risultato incredibile, forse ancora più prezioso di quello del 2022” — hanno confidato a caldo. “Ogni anno il livello sale, e questo rende la vittoria ancora più dolce. Complimenti a chi rende possibile tutto questo: la Coppa d’Oro resta una delle gare più spettacolari al mondo.”

Dietro di loro, un racconto di sfide serrate e di equipaggi che non mollano mai: i coniugi ferraresi Sergio Sisti ed Anna Gualandi, a bordo della elegante Lancia Spider Casaro del 1938, hanno attraversato pioggia e traffico senza mai perdere la concentrazione, come pure Carlo Beccalossi e Marzia Marchioni, terzi assoluti e secondi di RC1, su un’altra Spider Casaro marchiata Brescia Corse. Più giù, ma sempre in agguato, Mario Passanante e Alessandro Molgora, presidente di Franciacorta Motori, quarti assoluti e secondi di RC2, a conferma di un campionato che non perdona esitazioni.

Tra i mantovani Alessandro Gamberini e Guido Ceccardi, quinti assoluti su una splendida Fiat 514 Mille Miglia, pesa qualche incertezza nelle prove di media, mentre tra le storie più fresche e promettenti spicca l’impresa dei giovanissimi bergamaschi Michele Vecchi e Gabriele Salis: la loro Lancia Appia C10S li porta a vincere la classifica Under 30, a piazzarsi sesti assoluti e primi di RC3, segnando un ingresso deciso della nuova generazione nel mondo della regolarità.

“Non ce lo aspettavamo. La pioggia non ci ha fermati: la Coppa d’Oro è magia pura,” racconta Vecchi, fondatore della neonata 030 Squadra Corse.

Dietro di loro, la Bugatti 37A del 1927 — la più anziana in gara — di Matteo Belotti ed Ingrid Plebani combatte con l’acqua battente per agguantare la settima piazza, mentre l’ottava posizione spetta a Tobia Talamini e Maurizio Farsura con una rara Fiat 508 S Coppa d’Oro del 1933.

Chiudono la top ten i bresciani Alberto e Federico Riboldi, padre e figlio, non del tutto soddisfatti di una prova condizionata da qualche sbavatura di navigazione, seguiti da Maurizio Magnoni e Marisa Vanoni, vincitori però della classifica riservata alle Prove di Media con la loro Lancia Fulvia HF 1600 del 1971.

La battaglia tra le scuderie premia ancora una volta la solidità di Franciacorta Motori.

Tra le “Legend” e le Gran Turismo, sfide d’altri tempi

Non meno serrato è stato il duello tra le vetture della categoria “Legend” (modelli dal 1972 al 2000). Qui, come da pronostico, il testimone del successo passa di mano a Gianluigi e Federico Smussi, padre e figlio anche loro, su Autobianchi A112 Elegant. Alle loro spalle Alberto Tattini e Rossella Sciolti su BMW 316 (primi anche nelle Prove di Media), mentre completano il podio i giornalisti Dario Converso e Federica Ameglio sulla scattante Innocenti Mini Cooper.

Tra le Ladies, ancora una volta il sorriso più luminoso è quello di Vania Parolaro e Ornella Pietropaolo sulla loro Porsche 993 4S, mentre sul fronte internazionale i tedeschi Bernd ed Heike Matthes portano a casa il primato su Porsche 994 Turbo. Nella sfida tra scuderie, la corona è per Nettuno Bologna.

Infine, tra le Gran Turismo del Tributo Coppa d’Oro, è ancora una passerella per Giordano Mozzi e Stefania Biacca su Ferrari 488 Spider: mantovani di ferro, vincono anche l’edizione 2025, salutati da due ali di folla in Corso Italia a Cortina, bandiere del Ferrari Club Italia ben alte nel vento di montagna. Non è bastata la grinta di Guido Barcella e Ombretta Ghidotti su Porsche 911 GT3, distaccati di appena 9 penalità, né quella di Fabio Vergamini e Anna Maria Fabrizi, anche loro su Ferrari 488 GTB.

Così si chiude un’altra Coppa d’Oro delle Dolomiti, ancora una volta affidata alla passione e alla regia di Lucio De Mori e del suo ACI Belluno: un sipario che cala tra applausi e motori caldi, mentre il CIGE si concede la pausa estiva prima di tornare sulle strade di Sicilia per la Targa Florio Classica, dal 17 al 19 ottobre.

Perché è così che dev’essere: le strade cambiano, gli uomini passano, ma le grandi storie — e le auto che le raccontano — non si fermano mai.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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