Sulle strade delle Alpi nel segno della Freccia Rossa: Macario e Di Costanzo conquistano la 1000 Miglia Warm Up Switzerland 2026.
Non è una gara come le altre. La 1000 Miglia Warm Up Switzerland è qualcosa di più di una semplice competizione di regolarità: è un viaggio dentro lo spirito della Freccia Rossa, un banco di prova che unisce precisione, passione e scoperta del territorio.
E anche quest’anno le strade della Confederazione Elvetica hanno saputo offrire scenari e suggestioni degni della “Corsa più bella del mondo”.
Dal 28 al 31 maggio, trenta equipaggi provenienti da tutta Europa, ma anche dagli Stati Uniti e dalla lontana Nuova Zelanda, hanno affrontato un percorso impegnativo e spettacolare che, con partenza e arrivo a Zurigo, ha attraversato alcune delle più affascinanti regioni alpine della Svizzera.
Quasi settecento chilometri di gara, cinquanta prove cronometrate, nove prove di media e un percorso studiato per mettere alla prova l’affiatamento degli equipaggi e la precisione nella guida. Un’autentica palestra per chi sogna di affrontare la 1000 Miglia o desidera perfezionare la propria preparazione in vista dei grandi appuntamenti internazionali.
Tra i momenti più emozionanti dell’edizione 2026 c’è stato certamente il passaggio sul Passo del Klausen.
Un luogo che profuma di storia e leggenda, dove tra il 1922 e il 1934 si disputarono alcune delle più celebri cronoscalate europee. Attraversare oggi quei tornanti significa ripercorrere le tracce lasciate dai grandi pionieri dell’automobilismo continentale.
Il viaggio della Freccia Rossa ha fatto tappa anche a Lucerna, presso il Verkehrshaus der Schweiz, il Museo Svizzero dei Trasporti. Qui gli equipaggi hanno potuto visitare una mostra fotografica dedicata alla 1000 Miglia, realizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Zurigo e con il Consolato Generale d’Italia.
Un percorso capace di raccontare, attraverso immagini e testimonianze, il fascino senza tempo di una manifestazione che da quasi un secolo rappresenta un simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo.
Non meno suggestivo il passaggio nel Canton Appenzello, tra pascoli alpini, strade sinuose e cime ancora imbiancate dalla neve. Luoghi che sembrano disegnati appositamente per accogliere vetture storiche e che hanno regalato agli equipaggi un’esperienza autentica, resa ancora più speciale dall’accoglienza calorosa del pubblico locale.
Al termine dei quattro giorni di gara, a prevalere sono stati Fabrizio Macario e Giovanna Di Costanzo, impeccabili al volante della loro Alfa Romeo Giulietta del 1955. Una vittoria costruita prova dopo prova, con la precisione e la costanza che rappresentano l’essenza stessa della regolarità.
Alle loro spalle si sono classificati Darren e Nyasa Comber su Alfa Romeo Giulietta Sprint del 1956, mentre il terzo gradino del podio è stato conquistato da Basil Martin e Mandy Bachmann con una Porsche Pre-A del 1954.
Tre vetture che raccontano una parte importante della storia dell’automobile europea e che ben rappresentano lo spirito della manifestazione: non soltanto competizione, ma soprattutto passione, cultura e piacere di guidare.
Perché la 1000 Miglia non vive soltanto nei giorni della corsa italiana. Vive anche lungo le strade del mondo dove il suo fascino continua a richiamare appassionati pronti a mettersi in viaggio seguendo la scia della Freccia Rossa.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.


