Sessant’anni di Alfa Romeo Spider: il mito del “Duetto” celebrato al Museo di Arese.

Sessant’anni di Alfa Romeo Spider: il mito del “Duetto” celebrato al Museo di Arese.

Nel marzo del 1966, al Salone dell’Automobile di Ginevra, Alfa Romeo presentò una vettura destinata a diventare una delle icone più amate dell’automobilismo italiano: la Alfa Romeo Spider 1600, universalmente conosciuta dagli appassionati come “Duetto”.

Un nome mai ufficiale, ma entrato fin da subito nel linguaggio degli Alfisti di tutto il mondo.

Sessant’anni dopo quel debutto, il fascino della Spider resta intatto.

Lo dimostra la partecipazione calorosa degli appassionati che, domenica 19 aprile, si sono ritrovati al Museo Alfa Romeo per celebrare uno dei modelli più longevi e rappresentativi della storia del Biscione.

Prodotta dal 1966 al 1994, la Spider ha attraversato quasi tre decenni di evoluzione automobilistica mantenendo sempre la propria identità.

Con oltre 124.000 esemplari realizzati, resta ancora oggi il modello Alfa Romeo più longevo e diffuso nel mondo.

Una mostra per raccontare quattro generazioni

Per celebrare questo importante anniversario, il museo di Arese ha inaugurato la mostra “Spider è Alfa Romeo”, aperta al pubblico fino a dicembre 2026. L’esposizione propone un percorso articolato in quattro momenti tematici, ciascuno dedicato a una delle serie della Spider.

Da aprile a giugno i riflettori sono puntati sulla prima generazione, la celebre “osso di seppia”, così soprannominata per la forma morbida e arrotondata della carrozzeria. Durante l’estate, nei mesi di luglio e agosto, sarà invece la volta della seconda serie, conosciuta come “coda tronca”.

Il percorso continuerà tra settembre e ottobre con la terza generazione, denominata “aerodinamica”, mentre gli ultimi mesi dell’anno saranno dedicati alla quarta e ultima serie, introdotta nel 1990.

La particolarità della mostra è il coinvolgimento diretto degli appassionati: accanto agli esemplari della collezione ufficiale, infatti, trovano spazio anche le vetture degli Alfisti, trasformando il museo in un luogo vivo dove la storia del marchio si intreccia con quella dei suoi appassionati.

Le origini di una spider destinata al successo

All’inizio degli anni Sessanta la dirigenza Alfa Romeo decise di creare l’erede della Alfa Romeo Giulietta Spider, modello che aveva conquistato soprattutto il mercato statunitense. Il progetto fu affidato alla creatività della carrozzeria Pininfarina, che aveva già firmato la Giulietta Spider un decennio prima.

La nuova vettura nacque sulla base meccanica della Alfa Romeo Giulia Sprint GT, con passo ridotto e soluzioni tecniche di alto livello per l’epoca: sospensioni anteriori indipendenti, trazione posteriore, cambio a cinque marce e quattro freni a disco.

Il peso contenuto in appena 990 kg consentiva prestazioni di grande rilievo, con una velocità massima di circa 185 km/h.

Nel corso della sua lunga carriera la Spider fu proposta con diverse varianti del celebre quattro cilindri bialbero Alfa Romeo: 1600, 1750, 1300 e 2000, alimentati inizialmente da carburatori e successivamente da sistemi di iniezione meccanica ed elettronica.

Quattro serie, una sola identità

La prima generazione della Spider, prodotta tra il 1966 e il 1969, è quella passata alla storia come “osso di seppia”, caratterizzata dalla linea ellittica e dalla coda affusolata. Fu anche l’ultima creazione supervisionata direttamente da Battista Farina, fondatore della carrozzeria torinese.

Dal 1969 arrivò la seconda serie, la cosiddetta “coda tronca”, con un posteriore più netto e una linea aggiornata. Questa generazione sarebbe diventata anche la più longeva e diffusa, con quasi 50.000 esemplari prodotti.

Nel 1983 debuttò la terza serie, la “aerodinamica”, caratterizzata da paraurti integrati e da un design influenzato dalle ricerche in galleria del vento. L’ultima evoluzione arrivò nel 1990 con la quarta serie, che semplificò nuovamente le linee riportando la Spider a una pulizia stilistica più vicina allo spirito originario.

Un mito che continua

Prodotta ininterrottamente per 28 anni negli stabilimenti Alfa Romeo di Arese e Pininfarina a Torino, la Spider è oggi una delle vetture più ricercate nel mondo del collezionismo.

Non sorprende quindi che molti esemplari vengano affidati al programma Alfa Romeo Classiche, il servizio ufficiale dedicato alla certificazione, conservazione e restauro delle vetture storiche del marchio.

Un segno evidente di quanto il mito del “Duetto” continui a vivere. Perché più che un semplice modello, la Spider rappresenta uno stile di vita, un modo di intendere la guida e l’automobile che, a sessant’anni dal suo debutto, continua ancora a parlare al cuore degli appassionati.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici; ringrazio Alfa Romeo per le fotografie!

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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