Monterey Car Week 2025: dominio Ferrari, con un colpo di scena Maserati.
La Monterey Car Week si conferma ancora una volta come la Mecca del collezionismo automobilistico.
Tra martelli che cadono, cifre da capogiro e nomi che fanno sognare, il venerdì delle aste ha visto brillare – quasi prevedibilmente – il Cavallino Rampante, capace di piazzare cinque modelli nella top ten delle vendite.
A svettare su tutti è stata una Ferrari 250 GT SWB California Competizione Alloy Spider del 1961, venduta da Gooding Christie’s per la cifra stratosferica di 25.305.000 dollari. Un’icona assoluta del marchio di Maranello, un simbolo di eleganza e performance che continua a incantare il mercato globale.
Sul podio anche una Bugatti Divo Coupé del 2020, aggiudicata da Bonhams per 8.557.500 dollari, che ha interrotto il filotto Ferrari piazzandosi seconda.
Al terzo gradino è tornato il Cavallino con la 365 GTB/4 Daytona Competizione del 1973, battuta a oltre 8,1 milioni sempre da Gooding Christie’s, mentre la modernissima LaFerrari Aperta Spider del 2017 ha toccato quota 6.715.000 con RM Sotheby’s.
Il colpo di scena è arrivato da Broad Arrow Auctions, che ha portato sul palcoscenico la Maserati MC12 Spyder del 2005: con i suoi 5.202.500 dollari si è conquistata un prestigioso quinto posto, facendo vibrare i cuori dei collezionisti legati al Tridente.
Il resto della classifica parla ancora italiano, con due Ferrari F40 del 1990 che hanno chiuso la top ten (rispettivamente a 3.855.000 e 3.800.000 dollari).
A completare il quadro, altre due Bugatti di ultima generazione e, come anomalia preziosa, una Duesenberg Model J LaGrande Dual Cowl Phaeton del 1935, battuta da RM Sotheby’s a oltre 4,4 milioni.
Il bilancio della giornata parla chiaro: 215 milioni di dollari complessivi raccolti, con 527 lotti venduti su 726 proposti e un prezzo medio di 407.889 dollari. Numeri importanti, anche se leggermente inferiori ai 232,6 milioni del 2024.
Ancora una volta, Monterey non è stata solo un mercato: è stata una celebrazione del mito a quattro ruote, dove il fascino del passato e l’appeal delle hypercar moderne si sono sfidati sullo stesso palcoscenico dorato.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.


