Lodovico Scarfiotti, Monza ricorda il campione a 60 anni dall’impresa Ferrari.
Svelata nella Direzione Gara una targa dedicata al pilota che il 4 settembre 1966 firmò l’ultima vittoria italiana nel Gran Premio d’Italia a Monza.
Sessant’anni dopo, il nome di Lodovico Scarfiotti torna al centro della scena proprio nel luogo dove, il 4 settembre 1966, scrisse una delle pagine più importanti della storia dell’automobilismo italiano.
A pochi giorni dal Gran Premio d’Italia 2026, l’Autodromo Nazionale Monza ha infatti reso omaggio al campione torinese svelando una targa commemorativa nella sala controllo della Direzione Gara, per ricordare il sessantesimo anniversario di quella straordinaria vittoria ottenuta al volante della Ferrari. Un successo che, ancora oggi, rappresenta l’ultima affermazione di un pilota italiano nel Gran Premio d’Italia disputato a Monza.
Un primato che il tempo ha trasformato in una pagina di storia, ma che assume un significato ancora maggiore se si considera il protagonista e la vettura con cui fu conquistato: un pilota italiano, una Ferrari e il circuito simbolo del motorsport nazionale.
Scarfiotti, un campione oltre la Formula 1
Nato a Torino nel 1933 e profondamente legato alle Marche, dove la famiglia si trasferì per le proprie attività imprenditoriali, Scarfiotti fu un pilota straordinariamente completo.
La sua carriera non si limitò infatti alla Formula 1. Fu protagonista nelle gare di durata e nelle competizioni in salita, discipline nelle quali seppe conquistare risultati di assoluto prestigio. Tra i suoi successi spiccano la 24 Ore di Le Mans del 1963, disputata con Lorenzo Bandini, la 12 Ore di Sebring e le affermazioni alla 1000 Km del Nürburgring, oltre ai due titoli europei della montagna conquistati nel 1962 e nel 1965.
Una versatilità che racconta bene il profilo di un pilota capace di adattarsi a vetture, circuiti e specialità profondamente differenti.
Ma è a Monza che il suo nome è rimasto indissolubilmente legato alla storia.
4 settembre 1966: la Ferrari e il trionfo di Monza
Quel giorno Scarfiotti portò la Ferrari alla vittoria nel Gran Premio d’Italia, precedendo il compagno di squadra Mike Parkes e Denny Hulme.
Fu il suo unico successo in Formula 1, ma anche quello destinato a diventare il più simbolico. Da allora nessun altro pilota italiano è più riuscito a vincere il Gran Premio d’Italia a Monza.
A sessant’anni di distanza, quella combinazione – Scarfiotti, Ferrari e Monza – conserva quindi un valore particolare nella memoria degli appassionati.
Ed è proprio questa memoria che la nuova targa vuole custodire.
La targa nella Direzione Gara
La cerimonia si è svolta il 1° settembre nella sala controllo del Direttore di Gara, uno degli ambienti più significativi dell’Autodromo. Qui è stata svelata la targa dedicata a Scarfiotti, mentre altre due targhe sono state consegnate al figlio Luigi Scarfiotti, presente insieme alla moglie Carlotta e al figlio Lodovico.
La presenza della famiglia ha aggiunto un ulteriore significato alla celebrazione: tre generazioni riunite nel luogo dove, sessant’anni prima, Lodovico aveva consegnato il proprio nome alla storia del Gran Premio d’Italia.
All’iniziativa hanno partecipato il vicepresidente vicario dell’ACI Piergiorgio Re, il presidente di Automobile Club Milano Pietro Meda, il presidente dell’Autodromo Nazionale Monza Giuseppe Redaelli e il presidente dell’Automobile Club Macerata Enrico Ruffini, accompagnato da una delegazione anche in rappresentanza della Regione Marche.
Un ricordo che parte da Monza e arriva nelle Marche
Il legame con le Marche rappresenta un elemento fondamentale nella storia di Scarfiotti. La sua famiglia si trasferì infatti nel territorio di Potenza Picena e il pilota mantenne per tutta la vita un rapporto profondo con questa terra.
Proprio da questo legame è nata anche l’iniziativa che ha contribuito a riportare la figura di Scarfiotti al centro dell’attenzione in occasione del sessantesimo anniversario, grazie all’impegno dell’Automobile Club Macerata.
Il ricordo del campione continua inoltre a essere coltivato dal CAEM/Scarfiotti, realtà che da anni promuove iniziative dedicate alla sua figura e alla sua eredità sportiva.
Un’eredità ancora attuale
Lodovico Scarfiotti scomparve prematuramente nel 1968, a soli 34 anni, durante una gara in salita sul Rossfeld. La sua carriera si interruppe così proprio quando avrebbe potuto regalare altre pagine importanti allo sport automobilistico.
Oggi, però, il suo nome continua a vivere attraverso le automobili, le fotografie, i libri e soprattutto attraverso la memoria di chi lo ha conosciuto e di chi ne ha studiato le imprese.
La targa di Monza rappresenta qualcosa di più di una semplice celebrazione. È un segno permanente nel cuore del Tempio della Velocità, nel luogo dove sessant’anni fa un pilota italiano e una Ferrari scrissero una pagina che nessuno è ancora riuscito a riscrivere.
Il tempo ha cambiato le automobili, i circuiti e la Formula 1. Ma quella vittoria, a Monza, è ancora lì. E porta il nome di Lodovico Scarfiotti.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.
