Ferrari 308: la svolta del 1975

La Ferrari presenta al pubblico, durante il Salone di Parigi nell’ottobre del 1975, la berlinetta 308 GTB che segna l’ingresso nella gamma Ferrari di compatte GT a motore centrale posteriore, anche a seguito della poco apprezzata sorella 308 gt4 2+2 disegnata da Bertone. Sul finire dello stesso anno la Ferrari presentò la versione GTS: una versione con tetto asportabile in vinile nero tipo “targa”, che una volta smontato trovava posto all’interno dell’abitacolo dietro i sedili, e che si differenziava anche per le griglie nere poste subito dopo i vetri del pannello porta.

La macchina ha in pratica lo stesso propulsore V8 della 308 gt4, ma in più aggiunge la raffinatezza della lubrificazione a carter secco: ciò comporta una minore altezza del motore e un migliore raffreddamento, grazie alla maggior quantità d’olio presente. Si rileva subito un successo clamoroso, grazie anche alla splendida linea disegnata da Pininfarina, che si richiamava a temi stilistici già visti sulla Dino 206 e sulla 512BB.

I primi esemplari, della nuova Ferrari 308, hanno la carrozzeria in vetroresina, e oggi sono i più ricercati dai collezionisti, ma per aumentare la qualità costruttiva in poco tempo la Ferrari passa alla carrozzeria in metallo.

La linea, opera del designer Leonardo Fioravanti per la Carrozzeria Pininfarina, fu costruita presso gli stabilimenti di Scaglietti e fu caratterizzata dai fari a scomparsa con palpebre quadrate, dalle prese d’aria laterali che già iniziavano sulle portiere, dal lunotto verticale, racchiuso da due lunghe pinne e i caratteristici doppi fanali posteriori circolari; tutte caratteristiche che la rendono ancora oggi una delle più belle linee sportive di tutti i tempi ed indubbiamente apprezzata dagli appassionati.

V8 con minore altezza e miglior raffreddamento

Il V8 2926,90 cm3 è alimentato da quattro carburatori Weber e sviluppa una potenza massima di 255 Cv a 7700 giri/min in grado di assicurare una velocità massima di 252 chilometri orari. Rimane in produzione fino al 1980, ma con tante figlie. La riduzione della cilindrata (si evita l’Iva al 38% in vigore in quegli anni per i motori superiori a 2000cc) a 2000cc dà eccellenti risultati sul mercato italiano per la Dino 208 gt4 dal 1975 così la Ferrari nel 1980 ripete l’operazione e presenta al pubblico italiano appunto la 208 GTB/GTS.

Il motore è sempre il V8 di origine Dino, con potenza qui di 155 Cv, ma le prestazioni non sono proprio all’altezza di una Ferrari: la velocità massima è di 215 chilometri orari e il peso potenza di 8,4 chilogrammi per cavallo è uno dei peggiori in assoluto fra le sportive di Maranello. Così, nonostante il consistente risparmio economico la macchina non ottiene il successo sperato ( fino al 1982 è prodotta in 160 unità in versione GTB e 140 in allestimento GTS) e, per rimediare alla scarsa potenza, la vettura viene dotata di un turbocompressore.

Dal punto di vista estetico non cambia nulla rispetto alla 308. C’è solo il terminale di scarico posteriore singolo a testimoniare la cilindrata più piccola.

Il modello 308 GTBi/GTSi

Nel 1980 è poi la volta della presentazione del modello 308 GTBi/GTSi con motore a iniezione, imposta dalle nuove normative in materia di antinquinamento, soprattutto per il fiorente mercato americano e di conseguenza anche per quello europeo. I tecnici di Maranello inoltre dotarono le vetture di un sistema d’iniezione Bosh k-Jetronic : i vantaggi rispetto ai vecchi carburatori sono tanti, soprattutto sul fronte del contenimento delle emissioni inquinanti, ma purtroppo questa introduzione causò un decadimento della potenza.

L’estetica rimane invariata, solo piccoli ritocchi all’abitacolo, come il cambiamento del quadro strumenti, che passò dal fondo di color allumino al quello in nero satinato.
Il calo di potenza stavolta è consistente e la differenza si sente, eccome!
Si passa da 255 a 215 Cv e si perdono 12 chilometri orari di velocità massima.

I ferraristi doc iniziano a storcere il naso e la Ferrari inizia a pensare a qualcosa per recuperare i cavalli persi. Viene messa in cantiere quasi subito la versione con testata a 4 valvole per cilindro e nel 1982 viene immesso sul mercato il modello denominato quattrovalvole. Il motore torna a potenze consone ad una Ferrari, circa 240 cv, mentre per l’interno prevede solo migliorie di dettaglio: nuovi rivestimenti per i sedili e nuovo volante a tre razze.

Resa famosa anche dalla serie televisiva denominata Magnun P.I., andata in onda anche in Italia, tra il 1980 e il 1988, dove, fra le mani dell’attore Tom Sellek, guadagna una notorietà, sul mercato americano, insperata dalla stessa casa madre.

Non provarci amico, nessuno può battere in velocità una pallottola. (Magnum)

La Ferrari 308, nelle sue molteplici versioni, è sicuramente una delle auto col cavallino di maggior successo, soprattutto grazie al suo prezzo basso (rispetto alle altre Ferrari all’ora in commercio), circa Lire 35.000.000, alla presentazione, il che ha permesso di produrne circa 12.000 esemplari.

Nel 1985 la Ferrari più venduta cambia aspetto e viene presentata la 328 GTB/GTS… ma questa è un’altra storia.

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Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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1 Comment
    • Stefano alberini
    • febbraio 6, 2019
    • Reply

    Buonasera. Complimenti per l esaustiva descrizione del modello Ferrari 308 , avrei una domanda,le 308 a carburatore sono tutte a carter secco oppure è possibile che ne esistano a carter umido per l Italia. Grazie

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