Chantilly Arts & Elegance 2026: l’haute couture delle auto da collezione.
Oltre 900 vetture e 28.000 spettatori hanno trasformato i giardini dello Château de Chantilly in una passerella internazionale dedicata alla bellezza automobilistica. Best of Show Post-War alla Ferrari 410 Superamerica del 1956, mentre tra le anteguerra trionfa la Delage D8 SS del 1933.
Ci sono luoghi nei quali l’automobile sembra appartenere naturalmente al mondo dell’arte. Chantilly, alle porte di Parigi, è certamente uno di questi. Nei giardini storici progettati da André Le Nôtre, all’ombra dello spettacolare Château de Chantilly, la passione per le vetture da collezione ha incontrato ancora una volta l’eleganza della grande tradizione francese.
L’ottava edizione del Chantilly Arts & Elegance Richard Mille 2026, organizzata da Peter Auto, ha portato nella prestigiosa località francese oltre 900 automobili storiche e da collezione, insieme a circa 28.000 spettatori.
Numeri importanti, ma che raccontano solo in parte l’atmosfera di un appuntamento diventato uno dei riferimenti internazionali per il collezionismo automobilistico. A Chantilly, infatti, l’automobile non viene semplicemente esposta: viene raccontata attraverso la storia, il design, la carrozzeria, la tecnica e quella ricerca della perfezione che accomuna il mondo dell’haute couture.
Una passerella per i capolavori dell’automobile
Il cuore della manifestazione è stato ancora una volta il prestigioso Concours d’État, articolato in 15 classi d’eccellenza, dove una giuria internazionale ha valutato rarità, autenticità e qualità storica delle vetture.
Il massimo riconoscimento Best of Show Pre-War è andato a una sontuosa Delage D8 SS del 1933, espressione dell’opulenza e della raffinata costruzione automobilistica francese degli anni Trenta.
Il titolo Best of Show Post-War ha invece premiato una straordinaria Ferrari 410 Superamerica del 1956, caratterizzata dalle spettacolari pinne posteriori e da importanti dettagli cromati. Una vettura nata per conquistare soprattutto il pubblico e il mercato d’oltreoceano e che a Chantilly ha trovato una ribalta perfettamente all’altezza della propria esclusività.
Ferrari, Alfa Romeo e Pininfarina: la grande scuola italiana
La presenza italiana ha avuto un ruolo importante nelle classifiche del Concours.
Nella categoria dedicata alle Ferrari V12 a motore anteriore pre-1990, il successo è andato alla Ferrari 212 Inter Coupé Speciale del 1952, carrozzata Ghia e appartenuta al presidente argentino Juan Perón.
Nell’Omaggio a Ercole Spada è stata invece premiata l’Alfa Romeo SZ Coda Tronca del 1962, una delle più riconoscibili interpretazioni del design sportivo italiano.
La Ferrari 166 MM Barchetta del 1949 ha conquistato la categoria Barchette d’Endurance, mentre la Ferrari 410 Superamerica ha aggiunto al Best of Show Post-War anche il riconoscimento nella categoria dedicata a L’Arte Automobilistica di Pininfarina.
Una conferma di quanto la storia della Ferrari e quella dei grandi carrozzieri italiani siano profondamente intrecciate con l’evoluzione dell’automobile da collezione.
Dalla Fiat del 1907 alla Bugatti EB110
Il viaggio nella storia dell’automobile proposto da Chantilly ha attraversato oltre un secolo di tecnica e design.
Nella categoria Vetture da Corsa nello Spirito del GP dell’ACF ha primeggiato la Fiat 130 HP del 1907, autentica testimonianza delle origini della competizione automobilistica.
Particolarmente ricca anche la presenza Bugatti, con quattro classifiche dedicate alla Casa francese.
Tra le Auto da Corsa il successo è andato alla Bugatti Type 35 del 1925, mentre nella sezione “Renaissance” ha trionfato la Bugatti EB110 S Le Mans del 1994, prodotta a Campogalliano durante la gestione Artioli.
Tra le Type 57 il primo premio è stato assegnato alla splendida 57SC Atalante del 1937, mentre nella categoria dedicata all’Epoca d’oro il riconoscimento è andato alla Bugatti Type 55 Roadster Jean Bugatti del 1932.
Quattro automobili, quattro momenti diversi della storia Bugatti, unite dalla stessa ricerca di esclusività e prestazioni.
La Francia celebra la propria tradizione
Non potevano mancare, naturalmente, i grandi nomi della storia automobilistica francese.
Le categorie dedicate alle Coupé Anteguerra, alle Aperte Anteguerra, alle Delahaye in tutte le sue forme e alle Originali del Tour de France Automobile hanno registrato altrettanti successi francesi.
La Delage D8 SS del 1933 ha conquistato le Coupé Anteguerra, mentre tra le Aperte Anteguerra ha vinto la Delage D8 Four-Seater Sport Tourer del 1931, carrozzata Chapron.
Nella categoria dedicata alle Delahaye il premio è andato alla 135 MS Cabriolet Vedette del 1947, anch’essa firmata Chapron.
Il riconoscimento riservato alle Originali del Tour de France Automobile è stato invece conquistato dalla Matra MS 650 del 1971, autentica protagonista della grande stagione delle competizioni francesi.
Porsche, Shelby e la nuova frontiera dei concept
La rassegna di Chantilly ha celebrato anche l’originalità e l’autenticità.
La categoria Auto in Condizioni Originali ha premiato la Porsche 904 GTS del 1964, mentre tra i Miti Americani Ford & Shelby il riconoscimento è andato alla AC Cobra 289 del 1963.
A chiudere idealmente il percorso tra passato e futuro è stato il premio speciale Best of Show Concept Cars & One-off, riservato ai prototipi moderni.
A conquistarlo è stata la spettacolare Bugatti Brouillard del 2025, dimostrando come la tradizione delle grandi carrozzerie e la ricerca del design possano continuare a dialogare anche nell’automobile contemporanea.
Quando l’automobile diventa alta moda
Il fascino del Chantilly Arts & Elegance Richard Mille sta proprio in questa capacità di mettere sullo stesso palcoscenico epoche, tecnologie e filosofie apparentemente lontane.
Le grandi anteguerra, le sportive degli anni Cinquanta e Sessanta, le vetture da competizione, le youngtimer, le supercar e i concept contemporanei raccontano una storia fatta di creatività, tecnica e cultura del progetto.
A Chantilly l’automobile diventa così una forma di haute couture meccanica: carrozzerie scolpite come abiti su misura, interni realizzati con materiali preziosi, dettagli unici e soprattutto storie irripetibili.
È questo il segreto di un evento che, anno dopo anno, continua a trasformare i giardini di Chantilly in una straordinaria passerella dove la bellezza dell’automobile incontra la grande cultura francese dell’eleganza.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.



