A Firenze va in scena il sogno della velocità: da Leonardo alle Ferrari scolpite nel vento.
“Gli scultori della velocità” racconta oltre 500 anni di arte, ingegno e automobile
Ci sono automobili che si guidano. E poi ce ne sono altre che si contemplano. Come statue in movimento o come sculture nate per sfidare il vento.
Dal 24 maggio al 28 giugno la Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi ospiterà una delle mostre più affascinanti e originali dedicate al rapporto tra arte e automobile: Gli scultori della velocità e il sogno di Leonardo.
Un percorso espositivo che non racconta soltanto la storia dell’auto, ma quella dell’ingegno umano. Un viaggio che parte dal Rinascimento e arriva alle leggendarie carrozzerie italiane del Novecento, attraversando oltre cinque secoli di creatività, tecnica e bellezza.
Ideata e curata da Mauro Bertoli, Stefano Lazzeri, Filippo Francioni e Vincenzo Iannelli, soci della Scuderia Belle Curve, in collaborazione con ModenArt di Jean Marc Borel, la mostra costruisce un ponte ideale tra le botteghe rinascimentali e le officine dove nacquero alcune delle vetture più belle della storia.
Perché il filo conduttore è proprio questo: la mano dell’uomo.
La stessa sensibilità artistica che scolpiva armature, statue e opere monumentali si ritrova infatti nelle lamiere battute a mano dei grandi maestri carrozzieri italiani. Nei gesti dei “battilastra” modenesi che trasformavano l’alluminio in forme vive, sensuali, velocissime.
Il cuore dell’esposizione sarà rappresentato da una selezione di pezzi unici provenienti dalla collezione ModenArt: capolavori che evocano le leggendarie Ferrari, Maserati e perfino la mitica Shelby Cobra degli anni Cinquanta e Sessanta.
Ma il racconto parte molto più lontano. Ad accogliere il visitatore sarà infatti una simbolica armatura rinascimentale, omaggio agli armieri fiorentini e alle loro straordinarie capacità nella lavorazione del metallo. Da lì si entrerà nel cuore visionario del percorso: il Carro semovente di Leonardo da Vinci.
Disegnato nel 1478 e descritto nel Codice Atlantico, viene considerato uno dei primi antenati concettuali dell’automobile moderna. Per l’occasione sarà esposta una ricostruzione fedele realizzata a partire dai disegni originali di Leonardo da Vinci.
Un’idea rivoluzionaria che sembra anticipare, con secoli di anticipo, il desiderio umano di mettere il movimento al centro della propria evoluzione tecnica.
La mostra prosegue poi fino al 1853, quando a Firenze Eugenio Barsanti e Felice Matteucci brevettarono il primo motore a scoppio della storia, anch’esso presente in esposizione.
E da quel momento entra in scena Modena.
La città dei carrozzieri, delle corse, dei sogni veloci. La terra di Sergio Scaglietti e Medardo Fantuzzi, uomini capaci di trasformare lamiere in capolavori aerodinamici.
Saranno quindici gli esemplari esposti firmati dalla collezione ModenArt, in un percorso che vuole raccontare l’automobile come prosecuzione naturale della grande tradizione artistica italiana.
Come una moderna forma di scultura.
Ad arricchire ulteriormente l’esposizione ci saranno anche modellini da collezione e opere firmate da Enrico Ghinato, Roberto Baronti, Marco Collini, Alessio Vignozzi e Car Model Sculptures.
Come ha spiegato il curatore Filippo Francioni, il senso profondo della mostra è proprio quello di raccontare “un excursus che parte dal Carro semovente di Leonardo, passa dal motore di Barsanti e Matteucci e arriva alle carrozzerie moderne”.
Un viaggio dentro la bellezza italiana tra arte e tecnica.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

