Aliverti e Carrara dominano la Coppa delle Alpi St. Moritz Edition.

Aliverti e Carrara dominano la Coppa delle Alpi St. Moritz Edition.

Sulle strade innevate dell’Engadina, tra passi alpini, ghiacciodromi e scenari da cartolina, la vittoria della Coppa delle Alpi – St. Moritz Edition 2026 porta la firma di Alberto Aliverti e Sergio Carrara, protagonisti di una gara costruita con pazienza e precisione al volante di una Fiat 508 C del 1937.

La classifica finale ufficiale ha confermato il primato dell’equipaggio numero 2, autore di una progressione costante nel corso delle tre giornate di gara. Per Aliverti si tratta di una conferma importante, dopo il successo ottenuto già nella scorsa edizione della competizione invernale organizzata da 1000 Miglia.

Alle loro spalle si sono classificati Francesco Di Pietra e Giuseppe Di Pietra, anche loro su Fiat 508 C, vettura del 1938 con cui hanno migliorato il terzo posto conquistato l’anno precedente. A completare un podio interamente italiano sono stati Gianmario Fontanella e Anna Maria Covelli su Fiat 514 S del 1930.

Una rimonta costruita tappa dopo tappa

La vittoria di Aliverti e Carrara è maturata con il ritmo tipico dei grandi interpreti della regolarità. Quarti al termine della prima giornata, i due sono risaliti al terzo posto dopo la seconda tappa, per poi completare il sorpasso decisivo nella frazione finale ai danni dei fratelli Di Pietra, che avevano guidato la classifica fin dal via.

Una sfida giocata, come da tradizione, sul filo dei centesimi e sulla precisione assoluta nelle prove cronometrate.

Il via sotto il sole dell’Engadina

Il sipario sulla gara si era alzato giovedì 12 marzo a St. Moritz sotto un cielo limpido e un sole sorprendentemente primaverile. Dopo le verifiche tecniche e sportive, oltre sessanta equipaggi si sono confrontati nelle prime prove tra Madulain, Zuoz e la cava di Montebello.

Uno dei momenti più spettacolari della giornata è stato il passaggio sulle celebri curve della Olympia Bobrun St. Moritz–Celerina, dove si sono disputate le prove valide per il Trofeo St. Moritz.

Verso l’Italia tra passi alpini e ghiaccio

La seconda tappa, la più lunga con circa 275 chilometri, ha portato il convoglio oltre il confine italiano verso la Valtellina. Dopo il controllo timbro nella storica piazza Kuerc di Bormio, le vetture sono salite verso i passi Passo del Foscagno ed Passo d’Eira, superando quota 2.200 metri prima di mettere alla prova la precisione degli equipaggi sul ghiaccio del Ghiacciodromo di Livigno.

Il ritorno in Svizzera è avvenuto attraversando la Biosfera UNESCO dell’Engadina e passando accanto al suggestivo Monastero di San Giovanni a Müstair, patrimonio mondiale dell’UNESCO. A quel punto la classifica restava apertissima.

Il finale tra neve e un viaggio in treno

La terza e decisiva tappa ha cambiato completamente scenario: il ritorno dell’inverno ha portato una fitta nevicata, rendendo il percorso ancora più affascinante e impegnativo.

Dalle prove alla cava di Montebello, la carovana ha proseguito verso Langwies e Peist, con scorci spettacolari sulle montagne imbiancate, per poi costeggiare il Lago di Obersee e fare tappa ad Arosa.

Uno dei momenti più singolari della manifestazione è stato il trasferimento ferroviario nel Tunnel della Vereina: le vetture sono salite a bordo del treno per percorrere i 19 chilometri tra Klosters e Susch, prima dell’ultimo rientro verso St. Moritz.

I numeri della gara

Dopo circa 630 chilometri di percorso, scanditi da 80 prove cronometrate, 6 prove di media, 10 controlli orari e 7 controlli timbro, il verdetto finale ha premiato Aliverti e Carrara con 617,87 penalità.

Secondi i fratelli Di Pietra con 626,52 penalità, mentre Fontanella e Covelli hanno chiuso terzi con 634,40 penalità, conquistando anche il Trofeo St. Moritz.

La Coppa delle Dame è andata a Lucilla Sartori e Emanuela De Gressi su Austin-Healey 100 BN1 del 1955, quattordicesime nella classifica generale.

Durante la cena di gala conclusiva sono state inoltre consegnate otto garanzie di accettazione alla 1000 Miglia 2027, l’edizione del centenario della Freccia Rossa, destinate ai vincitori assoluti, ai migliori di categoria e ai protagonisti delle prove di media.

Un premio che, per i Discepoli della Regolarità, vale quasi quanto una vittoria.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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