Touring Superleggera: dalle icone del passato alla nuova Veloce12 Barchetta.
Ci sono carrozzerie che non costruiscono soltanto automobili, ma raccontano storie. Touring Superleggera è tra queste: dal 1926 ad oggi ha firmato linee che hanno segnato la storia del motorismo, in particolare nel secondo dopoguerra.
È impossibile non pensare alla Ferrari 166 MM Barchetta del 1948, plasmata dal genio di Touring e passata alla storia come la “barchetta” per antonomasia, oppure alla Alfa Romeo 6C 2500 SS, vettura che coniugava eleganza aristocratica e raffinatezza meccanica.
Questi modelli non erano semplici automobili, ma manifesti di un’epoca in cui leggerezza e aerodinamica si sposavano con l’artigianato più raffinato.
Oggi, a distanza di oltre settant’anni, Touring Superleggera ha scelto di tornare proprio a quell’eredità con la nuova Veloce12 Barchetta, svelata alla Monterey Car Week 2025.
Basata sulla Ferrari 550 Maranello, la Barchetta è l’evoluzione scoperta della Veloce12 coupé presentata lo scorso anno. Ne condivide l’anima, ma esprime ancora di più la libertà e la purezza della guida en plein air, proprio come facevano le sue antenate degli anni ’50.
I 30 esemplari previsti saranno realizzati con la consueta cura sartoriale: carrozzeria in fibra di carbonio, telaio rinforzato per garantire rigidità torsionale, interni completamente personalizzabili.
Il V12 da 5,5 litri riceve un nuovo sistema di raffreddamento PWR e uno scarico Supersprint, guadagnando 25 cavalli sui 485 originali. Il cambio manuale a sei marce rimane un tributo alla guida pura, mentre le sospensioni adattive TracTive e i freni Brembo con pinze a sei pistoncini rendono l’auto capace di affrontare tanto la strada quanto la pista.
L’esemplare visto a Monterey sfoggiava dettagli in oro rosa e pelle pregiata, un richiamo all’artigianato esclusivo che da sempre accompagna i modelli Touring.
Guardando la Veloce12 Barchetta non si può non cogliere il dialogo silenzioso con la 166 MM che vinse la Mille Miglia e Le Mans, o con la 6C 2500 che accompagnava nobili e attori sulle strade più eleganti del dopoguerra.
Allora come oggi, Touring non disegna solo automobili: scolpisce emozioni senza tempo.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.



